CHIRURGIA PLASTICA

Rifarsi il seno dopo la gravidanza e l'allattamento, tutto quello che c'è da sapere

Di Alice Dutto
senorifatto
12 Ottobre 2016
Tempi, modalità, costi e rischi della mastoplastica additiva e della mastopessi per una donna. Ci spiega tutto Pierfrancesco Cadenelli, chirurgo plastico ricostruttivo ed estetico
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Un seno svuotato, meno turgido e più basso rispetto a un tempo. È ciò che, nella maggior parte dei casi, accade alle donne dopo la gravidanza e l'allattamento. Per correggere la situazione e riportare il seno indietro nel tempo, alcune donne decidono di rivolgersi al chirurgo estetico.

Quali sono gli interventi più comuni



Normalmente, sono due le tipologie di interventi più frequenti: la mastopessi, che consiste nel sollevamento del seno; e la mastoplastica additiva, che prevede l'inserimento di una protesi riempitiva all'interno delle mammelle. «Poi, se un seno ha perso molto volume ed è anche sceso, si possono fare entrambe le operazioni» spiega Pierfrancesco Cadenelli, chirurgo plastico ricostruttivo ed estetico attivo presso il Centro Medico Santagostino di Milano.

Quanto bisogna aspettare



«Consigliamo alle donne di rifarsi il seno quando non hanno più intenzione di avere figli. Una nuova gravidanza, infatti, andrebbe di sicuro a compromettere il risultato ottenuto. Detto questo, è bene aspettare dai 3 ai 6 mesi dopo il parto o l'allattamento per procedere all'operazione: questo perché è necessario che i tessuti si siano sgonfiati e stabilizzati e che il livello di ormoni si sia ridotto».

 

 

Chi può fare l'operazione


«L'importante è che dal punto di vista anestesiologico non ci siano problemi – continua il medico –. E questo perché non ci sono controindicazioni assolute all'intervento. Allo stesso tempo, non ci sono limiti d'età, anche se normalmente chi fa la mastopessi ha dai 35 ai 65 anni».


Come funzionano gli interventi


«Se sono passati 3-6 mesi dalla fine della gravidanza/allattamento, il tessuto del seno si è sgonfiato ed è tornato normale, e il livello degli ormoni è normalizzato, si può procedere con la prima visita, poi con la visita dell'anestesista e con i esami del sangue e altri esami di routine o di completamento. Dopo si procede con una visita pre operatoria, in cui si decide insieme l’intervento più adatto per la singola paziente, il progetto operatorio e che protesi mettere nel caso della mastoplastica additiva».

Tempo di recupero



L'operazione è di norma abbastanza breve: «Tutto si fa in circa un’ora – continua Cadenelli – e poi generalmente si rimane a dormire in clinica per poi andare a casa il giorno dopo l'operazione».
Lì la donna dovrà indossare un reggiseno contenitivo che le farà da medicazione, proteggendo il seno. «Già da subito potrà fare una vita normale, ma senza fare sforzi o sollevare pesi per almeno un mese». Per guarire le ferite impiegheranno un paio di settimane, durante le quali la situazione verrà monitorata dal chirurgo in una serie di controlli post operatori.

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«Nel caso della mastoplastica additiva, il seno avrà da subito l'aspetto finale, e dovrà semplicemente sgonfiarsi. Per la mastopessi, invece, ci vorranno circa tre mesi per arrivare a vedere la forma definitiva».

I rischi dell'operazione



«I rischi di un'operazione al seno sono gli stessi di un qualsiasi altro intervento chirurgico, dal sanguinamento all'infezione, a cui si aggiunge anche la possibilità di non raggiungere il risultato desiderato. Ovvio che per evitare problemi è indicato affidarsi a chirurghi plastici certificati e d'esperienza».


Quanto costa



Su internet si trova di tutto: «Sconsiglierei il low cost – ammonisce il professionista –. Le protesi per una mastoplastica additiva costano da 250 a 1.500 euro circa: è chiaro che se per un intervento si pagano 3mila euro, non si avranno le migliori. In linea generale, posso dire che per queste operazioni non si dovrebbe spendere meno di 6mila euro e per un'operazione combinata non bisognerebbe stare sotto i 7mila euro».