Alimentazione

Sale: tutto quello che c'è da sapere

sale
11 Aprile 2017
Ce ne basterebbero solo 5 grammi al giorno e invece ne consumiamo circa il doppio. Troppo, se si pensa che il sale è il principale colpevole dell’ipertensione arteriosa. E il bello è che la maggior parte del quantitativo ingerito si trova ‘nascosto’ nei cibi. Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’uso (e abuso) di sale. 
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Poco sì, tanto no

Il costituente principale dal sale è il sodio, che è un minerale di cui il nostro organismo ha bisogno: peccato che la quantità consigliata dai nutrizionisti è di 5 g al giorno, mentre noi ne consumiamo più del doppio!

 

Perché troppo sodio fa male


“Principalmente perché tende a favorire l’ipertensione” spiega il nutrizionista Giorgio Donegani: “quando infatti la quantità di sodio presente nel sangue aumenta, per diluirla il nostro organismo fa aumentare la ritenzione di liquidi, in modo da mantenere il giusto equilibrio tra i vari sali minerali. E questo fa automaticamente aumentare la pressione sanguigna, esattamente come succerebbe se in una tubatura si facesse scorrere più acqua”.
In più, l’eccesso di sodio potrebbe aumentare il rischio osteoporosi. “Per mantenere in equilibrio il contenuto salino generale, i reni tendono ad eliminare, oltre al sodio in eccesso, anche il calcio, che invece è indispensabile per la salute delle ossa, con il risultato che si potrebbe andare incontro ad una demineralizzazione ossea e quindi ad un maggior rischio di osteoporosi” aggiunge l’esperto.

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Dove si trova il sale 'nascosto'


Per ridurre la quantità di sodio ingerita quotidianamente, a tavola bisogna essere parchi con la saliera, ma non basta: il sodio che assumiamo attraverso l’uso in cucina è solo il 30%  dell’introito totale, mentre il restante 70% è nascosto negli alimenti che mangiamo.
Quali?


Salumi e formaggi stagionati. Gli alimenti più ricchi di sale sono soprattutto gli alimenti in cui il sodio viene usato come conservante, come i salumi, i formaggi stagionati, i cibi in scatola o certe salse industriali come salsa di soia, ketchup, maionese. Sono alimenti che però consumiamo in quantità abbastanza ridotte, quindi tutto sommato influiscono poco sul bilancio totale.

 

- Prodotti da forno. Ci sono poi cibi che contengono meno sodio ma che consumiamo in quantità decisamente maggiori, come tutti i prodotti da forno, in primis il pane, tant’è vero che il Ministero della Salute ha invitato panificatori a ridurre la percentuale di sale aggiunta nei loro prodotti.

 

- Additivi. In più, il sodio entra nella nostra alimentazione attraverso additivi come il glutammato di sodio, il sorbato di sodio, il polifosfato di sodio.

 

Occhio alle etichette

Come regolarsi per non 'sforare' con le quantità? Leggendo le etichette: il quantitativo di sodio deve essere riportato obbligatoriamente tra le  indicazioni nutrizionali dei prodotti confezionati. 

 

Serve bere acqua iposodica?
“No, risponde Giorgio Donegani. Se si considera che consumiamo 10.000 mg al giorno di sodio, un’acqua che ne contiene 20-30 mg al litro difficilmente può essere una fonte significativa di sodio, quindi non ha senso cercare un’acqua definita come iposodica”.
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Può succedere di assumere poco sodio?


Le carenze di sodio sono davvero rarissime: si possono verificare solo in atleti che hanno prestazioni fisiche intense con sudorazione abbondante. Per loro può essere utile ricorrere a bevande con integratori salini. Ma nella vita normale di una persona questo rischio non c'è proprio!