Home Famiglia

“Nata per te”, il film sulla storia di Luca Trapanese e la figlia Alba, dal 5 ottobre al Cinema

di Nicoletta Vuodi - 28.09.2023 - Scrivici

nata-per-te-2
Fonte: Produzione: Cattleya Distribuzione: Vision Distribution
"Nata per te", il film sulla storia di Luca Trapanese e la figlia Alba. Abbiamo fatto qualche domanda a Luca sul film che uscirà il 5 Ottobre in tutte le sale

In questo articolo

“Nata per te”, il film sulla storia di Luca Trapanese e la figlia: intervista

I riflettori si accenderanno a Roma, questa sera, per la prima del film, "Nata per te", diretto da Fabio Mollo, con Pierluigi Gigante e Teresa Saponangelo. Nel cast anche Alessandro Piavani con Antonia Truppo e con la partecipazione speciale di Iaia Forte. Il film uscirà il 5 Ottobre in tutte le sale cinematografiche. 

"Nata per te" è un adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo scritto da Luca Mercadante e Luca Trapanese, pubblicato da Giulio Einaudi Editore, che parla di Luca Trapanese, un uomo single e omosessuale, cattolico, con un forte desiderio di paternità. E poi c'è Alba, una bambina con sindrome di Down, alla ricerca di una famiglia, abbandonata in ospedale. E' l'incontro di due anime che hanno bisogno l'uno dell'altra. 

La trama del film è ispirata alla storia vera di Luca e Alba, al difficile percorso che ha dovuto affrontare per l'affido, in un mondo ancora non pronto a vederli insieme. 

E' una storia d'amore vero, quello di un amore dettato dal desiderio di genitorialità, come ci racconta Luca nella nostra intervista. 

Presentiamo di seguito il trailer ufficiale del film, diffuso da Vision Distribution, per immergerci appieno nell'atmosfera della narrazione che stiamo per condividere.

La diretta del 2 ottobre con Luca Trapanese

Il 2 ottobre alle ore 14.30 ti aspettiamo sulla nostra pagina Instagram per una nuova diretta con Luca Trapanese. Una piacevole chiacchierata con il papà di Alba, in cui parleremo anche del film, dal 5 ottobre al cinema, tratto dal suo libro "Nata per te", scritto con Luca Mercadante. Noi non vediamo l'ora di incontrarlo e voi? Segna la data e mandaci le domande che ti piacerebbe fare a Luca Trapanese a redazione@nostrofiglio.it

"Nata per te" trama del film

Luca è un quarantenne single che dedica la sua vita al sostegno delle persone con disabilità e nutre un profondo desiderio di diventare padre. Con il suo compagno, decide di presentare una richiesta di affido temporaneo, senza porsi limiti riguardo alle condizioni iniziali del bambino affidato. Questo dettaglio non sfugge alla magistrata del Trubunale di Napoli, la quale lo convoca per un colloquio al momento in cui la piccola Alba, neonata con sindrome di Down, viene abbandonata dalla madre in ospedale dopo il parto.

Durante il colloquio, Luca, dichiarandosi apertamente omosessuale e single, avverte immediatamente che questi aspetti potrebbero influire negativamente sulle sue possibilità di essere scelto per l'affido di Alba.

Nel frattempo, Luca si interessa profondamente a questa bambina, visitando l'ospedale dove la piccola attende il suo destino. Dopo un'approfondita indagine, comprende che le prospettive di Alba per trovare una famiglia sono limitate.

L'empasse viene superato grazie a un fortunato incontro con un'avvocata dall'aspetto eccentrico, ma determinata a garantire una figura paterna ad Alba e una figlia a Luca. Inoltre, questa avvocata fa intravedere a Luca le implicazioni più ampie di ciò che inizialmente sembrava essere solo una battaglia personale, trasformandola in una causa più significativa.

"Io ed Alba insieme oggi siamo una famiglia. La nostra è una storia di diritti, di lotta, ma soprattutto una storia d'amore" scrive Luca Trapanese sui social annunciando l'uscita del film.

  • "In un mondo che non ci vuole più…" hai compiuto un gesto di amore vero. Un gesto che può cambiarlo questo mondo, un gesto basato su un "affetto irrevocabile" e su un forte desiderio di paternità. Tu e Alba, nati l'uno per l'altra.

Tu, quando sei nato come padre?

"Quando ho scoperto di essere padre? Chi mi conosce dice che io sono nato padre, cioè che mi sono sempre preso cura degli altri, preso cura dei ragazzi disabili che ho accompagnato da quando avevo sedici anni, preso cura di persone fragili" risponde Luca Trapanese.

"Il mio istinto alla genitorialità, a prendersi cura dell'altro, credo che sia nato con me. E sicuramente è nato dopo l'esperienza con Diego nel film che si chiama "Rocco".  L'esperienza di malattia e di accompagnamento ad un percorso faticoso, alla morte poi di Diego e alla consapevolezza che la vita non è perfetta ma è imperfetta e che soprattutto, dobbiamo prenderci cura l'uno dell'altro, altrimenti siamo in una società terribile che non ha senso".

Quando hai sentito il bisogno di raccontare la tua paternità?

"Ho sentito il bisogno di raccontare la mia paternità quando leggevo tante sciocchezze sui giornali e vedevo tante cose sbagliate in televisione. La storia mia e di Alba ha per forza scaturito nei media la volontà di trovare i colpevoli e poi l'eroe che ha salvato la bambina che stava annegando nel fiume. Non è così.

Alba non è stata abbandonata, Alba è stata affidata in ospedale da una donna che non poteva o non voleva essere madre. Ed è giusto che abbia fatto questo gesto di affido garantendo alla bambina una sicurezza.

Quando Alba non veniva accettata dalle coppie cosiddette "tradizionali" e "idonee all'adozione" è perché nel nostro Paese c'è una grande ignoranza sulla disabilità, un'impreparazione, si fa molta fatica. I genitori con le famiglie con figli disabili sono soli, abbandonati e molto spesso non riescono a trovare le risposte nelle istituzioni.

E poi quando parlavano di me parlavano di un eroe. Non è così. Io avevo istinto alla paternità. Conoscevo bene la disabilità perché quando mi hanno chiamato ero in vacanza con venti ragazze con la sindrome di Down. Non ho dovuto superare il momento di accettazione del figlio disabile, cioè sono tante le cose.

A un certo punto io ho deciso di volerne parlare, come dicevo io.

Soprattutto quando mi sono reso conto che la gente mi seguiva sui social, (che oggi sono un'arma potentissima, sia violenta ma anche positiva), ho deciso di raccontare una vita tradizionale come tutte le altre, con una figlia, un padre che vive il lavoro, la fatica della casa, la gioia di avere una figlia e che fondamentalmente non ha nulla di straordinario, di speciale rispetto a tutte le altre famiglie.

Ma è una famiglia diversa, come tutte le famiglie lo sono, ma non per questo non significa che non sia una famiglia tradizionale e che non debba riconoscere i propri diritti all'interno della società".

Quale è stata la difficoltà più grande con cui ti sei scontrato? E la gioia più grande che hai vissuto?

"Io non ho avuto grandi difficoltà. Il percorso dell'adozione, sì, è stato faticoso, ma fondamentalmente, diciamoci la verità, a Alba non la voleva nessuno, quindi io era una possibilità per i giudici e ho cercato di esserlo fino alla fine e lo sono ancora perché Alba è mia figlia a tutti gli effetti, abbiamo un'adozione consolidata.

Sicuramente un momento difficile è stato quando Alba non camminava. Lei ha iniziato a camminare quasi a tre anni ed è stato un momento faticoso per me perché ero preoccupato, che lei non potesse camminare.

Facevamo tanta psicomotricità da quando aveva cinque mesi, però, all'improvviso si è alzata ed è corsa verso di me senza avvisarci.

Quindi ho capito che Alba, ma come tutti noi, abbiamo bisogno dei nostri tempi, che non per forza dobbiamo fare tutti sempre le stesse cose nello stesso momento. Ognuno ha i propri tempi, i propri modi. L'importante è raggiungere degli obiettivi e soprattutto l'importante è dare fiducia e quindi soprattutto dare fiducia ai nostri figli.

La cosa più bella è quando Alba mi ha chiamato papà e sicuramente l'emozione più grande che ho provato, eh, ed è un ricordo bellissimo. Ma ti ripeto, non ha nulla di straordinario. 

È un amore vero? Sì, ma è al pari di qualunque altro genitore. Cioè, non è che il mio amore è diverso o migliore di di altri padri o altre madri. È un amore dettato da un desiderio, da una vocazione alla genitorialità".

L'intervistato

Luca Trapanese

Ciao, sono Luca Trapanese, e sono nato a Napoli il 14 gennaio 1977.

Sono un padre single di una bambina down, che ho adottato nel 2018. Viaggio molto, da quando avevo 14 anni, prediligendo i paesi in via di sviluppo.

Amo l'India e l'Africa, dove ho svolto da sempre attività di volontariato coordinando progetti molto importanti e collaborando con le suore di Madre Teresa attraverso l'Associazione .

Sono cresciuto spiritualmente a Lourdes, nel treno bianco, dove ho instaurato intensi rapporti con tanti ragazzi disabili. Mi sono formato nella parrocchia nella SS. Trinità guidata da Don Gennaro Matino.

Ho fondato "A Ruota Libera Onlus" con Eduardo Savarese ed insieme realizziamo una lunga serie di progetti legati alla disabilità.

Di recente ho avviato una comunità per ragazzi disabili senza genitori, "Il borgo Sociale" ed una casa famiglia per bambini con gravi malformazioni, unica in tutto il Sud Italia, "La Casa di Matteo".

Coordino da dieci anni i progetti della Fondazione del Cardinale di Napoli e collaboro attivamente con enti benefici di rilievo, come: il Pio Monte della Misericordia, la Fondazione Giglio; la Fondazione Cannavaro Ferrara.

Nel tempo libero dipingo acquerelli, soprattutto durante i miei viaggi…

https://www.lucatrapanese.it/

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli