Sostegno per i nipoti

Italia: nonni sempre più importanti per la crescita dei nipoti

Di Niccolò De Rosa
ece219
25 Gennaio 2016
Saggezza ed esperienza, ma non solo. In un Paese "vecchio" come l'Italia, i nonni diventano figure centrali nella crescita quotidiana del bambino: la ricerca dei pediatri del Sipps dimostra che molte famiglie dipendono sempre di più dall'apporto dei loro membri più anziani.
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La Società Italiana di Pediatri e Preventiva Sociale ha stilato un profilo del nonno moderno: tra i 65 e i 72 anni d'età, di istruzione media, senza responsabilità educative onerose ma con il piacere/dovere di essere un sostegno della famiglia. Ulteriori ricerche ne hanno però approfondito il ruolo, conferendo ai membri più anziani un ruolo primario.

Dallo studio del SHARE ( The Survey of Health, Ageing and Retirement in Europe), l'Italia risulta essere il Paese in cui, più di tutti, i nonni si occupano quotidianamente dei propri nipoti : 33%, contro il 28% di Grecia, 24,3% di Spagna, 15% di Germania, 9,4% di Francia, fino all'1,6% della Danimarca. Ciò che non sarà sfuggito all'occhio più attento riguarda il fatto che i dati sono direttamente proporzionali ai livelli di crisi generale che ha colpito le economie europee, e questo non è un caso.

 

«Questa situazione» afferma il Dott. Leo Venturelli, referente per l'Educazione Sanitaria e la Comunicazione della SIPPS «giudicabile positiva sotto l'aspetto umano, nasconde però una realtà in cui le famiglie giovani si devono appoggiare a quelle di origine per poter accudire i figli, in tempi di difficoltà economiche ed occupazionali e di carenti investimenti nel settore della famiglia e dei servizi sociali: anche in questo l'Italia rappresenta il fanalino di coda tra i paesi europei nella percentuale del PIL dedicato al welfare della famiglia»

 

L'apporto dei nonni non si limiterebbe più al ruolo di saggio custode di esperienze vissute che ama e vizia i propri nipotini senza eccessive interferenze nel modello educativo dettato dai genitori, ma si estenderebbe al vero e proprio sostentamento del nucleo famigliare, sia in termini economici che di ménage quotdiano (il 63% degli accessi pediatrici avviene in compagnia di un nonno). 

 

La "Nonnità", come la chiama Venturelli, non è più una fase di passiva riproposizione del proprio affetto genitoriale su un'altra piccola creatura, ma una reinvenzione di competenze, energie, passioni e, purtroppo, coinvolgimento economico, al fine di rendere più serena possibile non solo l'infanzia del nipote, ma anche la Terza Età del nonno stesso.

Fonte: Sipps

 

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