3° puntata - Guida al papà

Finalmente a casa!

papa-figlio
24 Febbraio 2011
Terzo appuntamento con la rubrica per i papà. Tutti a casa: mamma, papà e piccolo tornano dall'ospedale. Quanti interrogativi e quanti dubbi: perché piange? Avrà le coliche? Ha fame? Non fatevi prendere dal panico...
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Dopo il tourbillon e le grandi emozioni del parto, eccoci qui, siamo a casa. Papà, mamma ed il piccolo e sembra che tutti abbiamo disegnato in faccia un gran punto interrogativo... Siamo pieni di consigli di amici e parenti, sappiamo tutto sulle contrazioni e sulle fasi del parto ma con il bimbo a livello pratico siamo a zero. Non abbiamo la più pallida idea di come contrastare gli effetti di una colica o più semplicemente di come si fa un bagnetto come si deve. Niente panico: chissà perchè ma poi le cose verranno da sole e non è necessario affrontare tutti i problemi in una volta sola. Il piccolo poi farà la sua parte: dobbiamo conoscerci e in capo a qualche settimana cominceremo a capirci.

Questione di manualità

 

 

All'inizio tanti papà sono piuttosto restii a prendere in braccio il proprio bimbo o a cambiarlo: eppure nelle cose pratiche noi maschietti abbiamo spesso maggior manualità del sesso femminile e poi, ve lo dico in tutta franchezza, tenere fra le mani la vostra creatura è davvero una gran soddisfazione. Fare il bagnetto a fine giornata, cambiarlo quando potete o dargli la pappa se la vostra compagna non allatta sono piaceri a cui è un peccato rinunciare. Certo all'inizio siamo impacciati e abbiamo la delicatezza di un'operaia ucraina (con tutto il rispetto del caso!) ma poi si stabilisce un feeling incredibile e in capo a poche settimane si diventa un team affiatato. Non ci credete? Fidatevi e quando fra una manciata di giorni giocherete con il vostro piccolo disinvolti, sicuri e padroni della situazione, tutti esclameranno "è proprio il suo papà"!

 

 

Inoltre è importante che mamma, papà e bimbo si ritaglino i propri spazi e si dividano le responsabilità: se la mamma segue il piccolo per la maggior parte della giornata per evidenti motivi logistici (papà deve andare in ufficio), non si deve pensare neanche per un attimo che il contributo di papà sia di minor importanza. Tanto più noi padri ci occupiamo del piccolo tanto prima egli imparerà a riconoscerci, identificare la nostra voce e distinguere il nostro modo di toccarlo. E questo stabilisce un legame forte.

 

 

Cambio pannolino

Cominciamo? Necessario: una superficie piana ad altezza bacino, un asciugamano spesso, salviettine bagnate, poca luce.

 

 

Io mi trovo benissimo nel bagnetto di servizio (piccolo e quindi caldo d'inverno) dove c'è la lavatrice, ad altezza giusta per non spezzarti la schiena. Un asciugamano consistente serve per adagiare il bimbo e dargli un pò di confort e al contempo assorbire la pipì quando ve la fa appena avete levato il pannolino vecchio... Non serve tanta luce: lo cambieremo spesso di notte e meno lo svegliate, meglio sarà!

 

Divaricate le gambe per togliere il pannolino vecchio, una passata veloce con le salviette se ha fatto solo pipì, controllate che non ci siano arrossature, altrimenti mettete un pochino di crema. Di giorno lasciatelo libero per qualche minuto: questo è un bel momento per giocare un attimo con lui e accarezzarlo. Per mettere il pannolino nuovo: prendete i piedini e alzate le gambe a 90° in modo da infilare la parte posteriore del pannolino fin dietro la schiena; giù le gambe divaricate e fate passare la parte anteriore davanti. Il pannolino si chiude con due adesivi/velcro laterali. Voilà: scommettiamo che in due settimane sarete più veloci del cambio gomme Ferrari durante i gran premi?

Il prossimo mese

Cosa vedono i bebè? Canticchiare rilassa, dormire, dolce dormire.

A presto!

Alessandro

 

Chi è l'autore del blog

Alessandro Casnedi fa il webmaster, è appassionato di moto da quando aveva dieci anni, di barche a motore e di ... dolci. Che però mangia solo in ufficio perché la dolce metà lo tiene a stecchetto (sssssshhh non fate la spia).

La sua frase più ricorrente: “Da quando c'è Leonardo, niente è più come prima.” Il piccolo (nato il 23 dicembre 2010) gli ha regalato un sorriso perenne stampato sulle labbra, qualche ora di sonno in meno la notte, ma svariati decibel di tolleranza in più per i colleghi più casinisti!