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SUGGERIMENTI DIVERTENTI

5 consigli semi-seri per sopravvivere alla paternità

Di Alice Dutto
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12 Luglio 2018
Fate scorta di libertà, date tempo al tempo e ricordatevi che tutto passa. Ecco alcuni dei consigli che ci ha dato Patrizio Cossa, autore di “Niente panico! Come sopravvivere alla paternità”, per sopravvivere all'arrivo di un figlio
 

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Patrizio Cossa è un papà innamorato di sua figlia che ha deciso di rassicurare tutti gli uomini in attesa di un bambino lanciando un blog e scrivendo il libro “Niente panico! Come sopravvivere alla paternità”, immortalato di recente su Instagram da Giuliano Sangiorgi, cantante dei Negramaro.

 

A lui abbiamo chiesto alcuni consigli semi-seri per aiutare tutti i papà a sopravvivere a questo momento bellissimo (ma anche molto delicato).

 

1. Sfruttate i giorni “da soli”
“Mangiate, bevete, dormite. Sfruttate al massimo i giorni in cui la vostra lei ha partorito ed è ancora ricoverata all'ospedale. Fate la scorta di libertà: finite tutte le serie di Netflix, invitate gli amici a casa o fate tutto in contemporanea, perché poi dopo...”.
 


2. Ritagliatevi degli spazi vostri, fisici e mentali

“Arriverà il bambino e, senza che nemmeno ve ne accorgiate, si impossesserà di ogni angolo della vostra casa. Ovviamente, a partire dai vostri! Per capirci, io ora non ho che un micro cassetto nel garage” scherza Patrizio. “Dunque, per sopravvivere a questa rivoluzione segnate il territorio ancor prima che il pupo venga alla luce. E non si tratta solo di spazi fisici, ma anche mentali: compatibilmente con le esigenze della famiglia, continuate ad andare a correre o a partecipare alla partita di calcetto del giovedì sera. Vi aiuterà a staccare un po' e a ritornare ancora più carichi di energia dalla vostra lei e dal pargolo”.

3. Siate presenti
“Prendete quello che ho detto prima e cancellatelo. Scherzo. I vostri spazi dovete sempre ricavarveli, ma fate particolare attenzione ai primi 40 giorni dopo il parto. Lì sarà importante la vostra presenza. Una presenza che non dovrà essere ingombrante, ma discreta: dovrete esserci e aiutare la vostra compagna e il piccolo, senza però dare fastidio. Facile, vero?”.

 

4. Tempo al tempo

“Diciamolo: il fatto che ci si innamori del proprio figlio al primo sguardo è una fandonia. Almeno, per me non è stato così. Selina mi ha conquistato nel corso dei mesi e, quindi, il mio consiglio è quello di non essere precipitosi e di non spaventarvi se non vi incanterete subito a guardare quel piccolo fagottino che avrete tra le mani. Aspettate qualche tempo e vedrete come saprà conquistare ogni briciolo del vostro cuore... Parola di chi ci è già passato”.
 


5. Passerà
“Quando vi sputerà la pappa in faccia, lo sentirete piangere nel cuore della notte, o vi farà pipì sulla faccia mentre gli cambiate il pannolino, ricordate che a un certo punto andrà all'Università. E prima dell'Università ci sarà il giro di boa dei due anni: quando acquisirà un po' di autonomia, cioè sarà in grado di parlare e camminare, sarà tutto più gestibile. Quando ci siete dentro vi sembrerà tutto troppo difficile, ma ricordatevi sempre che, anche voi, come milioni di altri papà, ce la farete. Altrimenti non saremmo quasi otto miliardi di persone!”.