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Ferie solidali: un aiuto ai colleghi in difficoltà

Di Vincenzo Genovese
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08 Gennaio 2019
Una norma contenuta nel Decreto Legislativo n.151/2015 permette ai dipendenti di un’azienda di rinunciare ai propri giorni di vacanza, “regalandoli” a chi deve assentarsi per assistere i propri figli
 
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Ci sono genitori che, per assistere i figli malati, devono assentarsi dal lavoro per lunghi periodi. Oltre alle ferie maturate, ai permessi e agli accordi con i datori di lavoro, queste persone da qualche anno possono contare anche sulla solidarietà dei colleghi: la legge italiana permette infatti ai lavoratori di un’azienda di cedere a chi ne ha bisogno i propri giorni di ferie.

 

 

Donare le proprie ferie

Come si legge nell’articolo 24 del Decreto Legislativo n.151/2015, emanato in attuazione delle norme del “Jobs Act”

 

« ...i lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie da loro maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, al fine di consentire a questi ultimi di  assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti...».

 

In questo modo, spiega Giuseppe Buscema, esperto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, «viene sancita una finalità precisa, il principio solidaristico secondo cui si può donare il proprio tempo a chi ne ha bisogno».

 

La storia di Mathys

La legge italiana prende spunto da una analoga promulgata in Francia e soprannominata “Loi Mathys”. Un dipendente di un’azienda produttrice di acque minerali nel dipartimento della Loira aveva esaurito ferie e permessi per seguire il figlio di dieci anni Mathys, malato di cancro al fegato. I suoi colleghi hanno allora lanciato una “colletta” per regalargli 170 giorni in più: un gesto nobile che è prima stato formalizzato con un accordo aziendale e poi si è trasformato in una proposta di legge nel 2011. La legge definitiva è stata pubblicata il 9 maggio 2014 ed è entrata in vigore l’anno successivo.

 

Quando si possono cedere le ferie

Non sempre però è possibile donare i propri giorni di ferie a un collega: il diritto al riposo del lavoratore è sancito dalla Costituzione italiana e la nuova legge, per non risultare incostituzionale, deve in ogni caso salvaguardarlo.

 

Per questo il legislatore specifica il rispetto dei “diritti di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66”, che regolamenta pause, riposi e ferie. «Anche volendo, il lavoratore non può cedere il suo diritto alle ferie: nessuna giornata può essere devoluta, se non si usufruisce di almeno quattro settimane all'anno lontano dal posto di lavoro» sottolinea Buscema. 

 

Quindi, un lavoratore impiegato per cinque giorni alla settimana, deve obbligatoriamente godere di almeno 20 giorni di ferie

 

«Si può invece rinunciare volontariamente ai permessi Rol (Riduzione orario di lavoro) o a quelli per festività soppresse».  

 

I dipendenti che “ricevono” le ferie dagli altri, possono ovviamente utilizzarle solo dopo aver esaurito le proprie e i riposi compensativi ordinari. Per quanto riguarda i dipendenti statali, segnala l’Ispettorato nazionale del lavoro, il tetto massimo di ferie cedute è di otto giorni, che si riducono a sei per il personale assunto da meno di tre anni.  

 

 

Solidarietà in azienda

In Italia, la disposizione è vigente dal 24 settembre 2015 ma condizioni e modalità per la cessione sono stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. 

 

Per ogni singolo caso va quindi consultato il Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) adottato dal settore professionale in questione.

 

Secondo Buscema, però, la contrattazione avviene più spesso a livello aziendale: «Non sono molti i Contratti collettivi che parlano di questa norma. Per esperienza posso dire, però, che gli accordi nascono nelle singole realtà a seguito di un'esigenza reale: il caso concreto di un lavoratore in questa situazione porta di solito l'azienda a regolamentare al suo interno le ferie solidali, senza aspettare lunghe trattative sindacali». 

 

Come chiedere le ferie

Un lavoratore statale che ha esaurito le ferie e i permessi a disposizione può chiedere all’amministrazione della sua azienda di avviare la procedura di sostegno da parte dei colleghi: ogni richiesta può riguardare al massimo 30 giorni e la necessità va documentata con la certificazione sanitaria relativa al figlio bisognoso di assistenza, rilasciata da una struttura pubblica o convenzionata. 

 

«L'istituto delle ferie solidali è forse una possibilità di nicchia - conclude Buscema - che però viene incontro a un bisogno specifico e può rivelarsi molto utile. Il fatto che ci sia una norma è preferibile all'anarchia legislativa: per chi lavora è sempre meglio avere un diritto in più».