Papà

Il travaglio e il parto secondo l'irriverente punto di vista di papà Matt Coyne

papagravidanza
23 Marzo 2018 | Aggiornato il 03 Maggio 2018
"Non sarai mai più come prima". Nel bene e nel male. Il grafico e papà Matt Coyne ha scritto un manuale per genitori veri perché "quelli perfetti non esistono". Da dedicare a tutti i papà. Si chiama "Puoi farcela papà" ed è il racconto esilarante di un padre alle prese con la sua piccola creatura. Vediamo insieme che cosa ne pensa di travaglio e parto.
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Che cosa significa diventare genitori? "Quando ci siamo accorti di essere 'incinti', una certa persona ci ha regalato un magnete da frigorifero con scritto: 'Avere un bambino significa far entrare un angelo in casa tua'. Sarà. Però capita - non sempre, ma a volte capita - che invece di un angelo arrivi un inquilino. Un inquilino isterico con la fissa delle tette che ti guasta il sonno e vuole la tua completa attenzione, da adesso fino a quando non tirerai le cuoia"

Parola di Matt Coyne, quarantenne e grafico inglese diventato papà di Charlie nel settembre 2015. Dopo tre mesi di notti insonni ha cercato conforto online, lanciando un messaggio d'aiuto su Facebook. In pochi giorni quel post è diventato seguitissimo. Il suo punto di vista è stato condiviso da moltissimi papà.

Perché per Matt essere genitore non è una passeggiata di salute. "Non sarai più come prima". Nel bene e nel male. La cosa positiva è che non si è soli e in tanti si sono ritrovati nelle sue parole. Da qui è nato il libro Puoi farcela papà, Vallardi Editore, un libro ironico e spietato sull'essere papà e diventare genitori.

Da dedicare a chi si sente un po' inadeguato e che fa ridere fino alle lacrime, in questa avventura meravigliosa che è avere un figlio.

Scopriamo insieme a lui dalle pagine del suo libro che cosa significa affrontare il travaglio e il parto... dal punto di vista di un padre.

 

1 - L'attesa

A "scodellare un pupo, soprattutto se è il primo, ci si mette un'eternità". Per Matt l'unica cosa più lunga di una parto è "il tostapane della colazione a buffet degli alberghi".

In questo caso però l'attesa è diversa, perché uno dei due soffre e prova dolore. C'è adrenalina nell'aria, ma anche noia. Per lui significa passare il tempo a fare il tifo alla compagna. Ma "nel giro di un'ora si comincia a essere a corto di frasi".

Ecco quindi il consiglio di Matt:

  • durante il travaglio "la donna media impreca diciassette volte all'ora, e talora perde di creatività". Create quindi una cartellina con il "bingo delle parolacce", con una casellina per parolaccia più una a forma di stella per le variazioni creative.

2 - L'esperienza più grandiosa di tutta la vita? Forse dopo...

"Preferirei guardare un muratore seduto sul cesso, piuttosto che passare ore in una situazione del genere". Papà Matt è perentorio: come si può definire l'esperienza più grandiosa di tutta la vita il fatto di assistere alla sofferenza fisica della persona amata? Il dopo sarà mirabolante, ma il mentre è "uno schifo".

 

3 - Medicinali? Il metodo principale per esorcizzare il dolore è stringere la mano

"Una partoriente è in grado di esercitare una pressione di tre tonnellate per centimetro quadro, pari a quella che la NASA usa per fissare il carico utile alla Stazione Spaziale Internazionale". Perché è vero, ci sono i medicinali, la respirazione, le parolacce, ma il metodo principale di sua moglie Lyn per esorcizzare il dolore è stato stringergli la mano. Definito da Matt come "stringere la zampa di un giaguaro che viene castrato". Si perde la sensibilità delle dita e si sente solo la parte finale con le unghie.

Il suo consiglio da uomo a uomo? Sarebbe disdicevole fare notare alla compagna che vi sta facendo male... anche perché, attenzione: "L'ultimo uomo che si è lamentato del dolore è morto di shock tossico dopo essersi ritrovato una palla ginnica nel c***".

 

Passando poi alle più grandi paure  di un uomo durante il parto secondo mumsnet.com:

4 - Svenire? Assai improbabile

Classico da film e sitcom, è stata una paura che ha coinvolto anche Matt. Anche se non era mai svenuto prima in vita sua.

Per lui "il rischio di svenimento è minimo. È solo l'effetto di adrenalina e dell'eccitazione. A meno di non essere delicate signorinelle dell'Ottocento con tanto di corsetto e tisi, è assai improbabile che perdiate i sensi. Siate uomini!"

 

5 - Vomitare: forse un paio di conati

Paura comune che per fortuna si avvera raramente. Anche perché "sarete entrambi a digiuno da sedici ore, eccezion fatta per un toast gommoso preso al bar dell'ospedale". La peggiore delle ipotesi sono quindi un paio di conati, niente più. Ma anche nel caso dovesse capitare, il fatto non potrà competere con "la fiumana di fluidi corporei che invade la stanza, quindi non se ne accorgerebbe nessuno".

6 - La placenta

Su questa c'è ben poco da dire perché "bè, in effetti fa un po' schifo".

 

7 - La spinta finale e l'urlo primordiale

Passa un tempo che sembra infinito e tutti sono stremati: la madre dal dolore e "il padre dall'aver passato tot ore a cercare di fare il bagnetto a Predator. (Ripeto, maschi: per amor di Dio, non lamentatevi della vostra stanchezza)".

A questo punto arriva il gran finale, la spinta che permetterà al vostro bimbo di venire al mondo, "un'unica esplosione di pura disperazione animale", un urlo che è "rimasto sempre lo stesso fin da quando eravamo cavernicoli e le donne partorivano alla luce di un falò". E poi il silenzio assoluto, fino al primo vagito del piccolo.

 

8 - Il suo primo vagito: un figlio ti cambia la vita

Dopo il silenzio, eccolo, è lui. E arriva il suo primo vagito. "Come se qualcuno mi estraesse il cuore e il cervello, li smontasse, li rimontasse meglio e me li reinstallasse". Anche se Matt non si considera una persona molto spirituale, in quel momento "ogni cosa si è innalzata e si è fatta limida, ho perso il mio cinismo e ho finalmente capito ciò che da mesi mi sentivo ripetere fino alla nausea, a proposito del fatto che 'un figlio ti cambia la vita'". 

 

9 - Amore a prima vista

Matt è dovuto passare dalla "stretta del giaguaro", da fluidi corporei, urla, stanchezza, fame e nausea. Anche se aveva visto foto di neonati "ricoperti di poltiglia uterina" e pensava che avrebbe dovuto provare disgusto, no. La magia della vita aveva preso il sopravvento. "Ero incantato".

"Quando hanno posato Charlie sul petto di Lyn, ho capito che le due persone davanti a me erano gli esseri umani più perfetti, e che li avrei amati e protetti finché la mia colonna vertebrale non fosse andata in polvere".