4° puntata - Guida al papà

La mamma è sempre la mamma!

papa-figlio
08 Aprile 2011
Quarto appuntamento con la rubrica per i papà. Il piccolo cresce a vista d'occhio! E gli interrogativi continuano: come farlo dormire? Cosa vedono i bebé?
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L'incredibile rapporto con la mamma

 

 

Ma c'è qualcosa che a noi papà fa un filo dispiacere: constatare come si stia creando un incredibile rapporto fra il piccolo e la sua mamma. Anche se siamo papà presenti ed affettuosi, se facciamo la nostra parte con le poppate notturne, se ormai il cambio pannolino è questione di secondi, purtroppo non ce n'è: appena arriva la mamma lo sguardo del pargolo si illumina e istantaneamente si instaura un rapporto esclusivo. Certo: sorride e gioca anche con noi ma rassegnamoci ad... arrivare secondi nella graduatoria delle più intime gioie del nostro bambino.

 

E' una sconfitta? A mio parere neanche per sogno. Le stagioni della vita sono tante: oggi il nostro bimbo vive di piccole ma fondamentali attenzioni, cibo, sonno, pipì, baci e la mamma sotto questi aspetti è imbattibile e noi papà dobbiamo gioire di questo. Ma domani è già vicino ed il nostro bambino comincerà ad aver bisogno anche di altre cose. E qui... tutti i papà si rifaranno!

 

Vedo alcune coppie di amici con bambini di tre o quattro mesi che provano disagio per questo motivo, con i giovani papà che mi dicono: "ma come: mi sbatto tanto per lui e poi il sorriso più grande arriva appena compare la mamma...". A me viene da rispondere che l'unica cosa da fare è di gioire se il pargolo sta bene ed è felice: oggi sarà per la voce della mamma, domani per aver fatto la lotta con papà.

 

 

Cosa vedono i bebè?

Occhi vispi e bene aperti: sembra che i bimbi nati da pochi giorni vedano tutto e distintamente ma non è così. Il sistema visivo è già completamente formato fin dalla nascita, ma è il cervello a non essere ancora in grado di interpretare quanto gli occhi gli mandano. Tempo 15 giorni e le cose cambiano: gli oggetti vengono messi a fuoco ed interpretati fino a circa 20 centimetri, la distanza del viso della mamma quando poppano. La luce forte da fastidio (l'iride risponde ancora in ritardo alle variazioni di luce) quindi evitate di accendere all'improvviso la batteria di faretti da 2.000watt per mostrare il pargolo quando arrivano gli amici...

A un mese il piccolo ha un buon controllo della vista ed è in grado di focalizzare un oggetto ben illuminato o un viso anche per lungo tempo ma questo avviene solo se è concentrato. Quindi non spaventatevi, come è successo a me, se saltuariamente gli occhi partono ogniuno per la tangente! L'effetto sembra disastroso ma se richiamate la sua attenzione tutto torna a posto.

A due mesi finalmente la testa e gli occhi sono praticamente coordinati ed il piccolo vede abbastanza bene fino a circa mezzo metro, distanza dopo la quale quanto accade non è affar suo ;-) L'illuminazione è sempre importante, continuate quindi ad evitare illuminazioni accecanti e sole diretto. Riconosce il viso di mamma e papà e delle persone che vede di frequente: quando avvicinate un oggetto che lui sta fissando, gli occhi si incrociano. Ma questo è normale. Ma quand'è che cominciano a parlare??

Dormire, dolce dormire

 

 

Tormentone di tutti i libri di puericoltura, di tutti i siti, di tutti i blog, di tutti i forum e chi più ne ha più ne metta: far dormire il piccolo.

 

Tutti hanno la loro ricetta infallibile: io comincio a credere che "il buon dormire" si crea con comportamenti corretti da parte dei genitori e da una buona dose di fortuna. Cercare di far addormentare il piccolo sempre nello stesso posto e alla stessa ora, creare un rituale preciso e sicuro come quello che del resto creiamo con facilità per mangiare, essere dolci, pazienti e sereni sono tutto quello che serve ora per creare le basi per un dolce dormire futuro. Per adesso funziona e speriamo che continui così!

Il prossimo mese

Le vaccinazioni e l'impresa impossibile di trovare una babysitter.

A presto!

Alessandro

 

Chi è l'autore del blog

Alessandro Casnedi fa il webmaster, è appassionato di moto da quando aveva dieci anni, di barche a motore e di ... dolci. Che però mangia solo in ufficio perché la dolce metà lo tiene a stecchetto (sssssshhh non fate la spia).

La sua frase più ricorrente: “Da quando c'è Leonardo, niente è più come prima.” Il piccolo (nato il 23 dicembre 2010) gli ha regalato un sorriso perenne stampato sulle labbra, qualche ora di sonno in meno la notte, ma svariati decibel di tolleranza in più per i colleghi più casinisti!