Blog A spasso con papà - II puntata

I primi documenti del neonato

papa-figlio
24 Febbraio 2011
Nasce un bambino e bisogna registrarlo all'anagrafe, richiedere il codice fiscale e la tessera sanitaria: indovinate un po' a chi tocca tutta la burocrazia e le code? Al papà, è ovvio.
Facebook Twitter More

La noiosa questione dei documenti

Il piccolo riposa in culla ed è un buon momento per dedicarsi alle noiose questioni burocratiche. In ospedale, entro tre giorni dalla nascita, il papà può registrare il piccolo all’anagrafe: serve solo il suo documento d’identità e la dichiarazione di nascita che vi rilasciano già in sala parto o subito dopo. All’ufficio presente in ospedale, si dichiara semplicemente il nome (o i nomi), il cognome e la data di nascita e questo è il vostro riconoscimento ufficiale. Il bimbo o la bimba portano ora il vostro cognome a prescindere dal fatto che siate sposati o meno. La legislazione italiana non permette alle coppie coniugate di attribuire al nato il solo cognome della madre anche se ci sono delle sentenze del TAR in proposito. Se non siete sposati e desiderate che il bimbo porti entrambi i cognomi, la madre deve dichiarare il piccolo in ospedale mentre il papà lo riconosce quattro giorni dopo.

La burocrazia non è purtroppo finita: servono ancora due cose. Il codice fiscale e la tessera sanitaria, con cui il bimbo accede a tutti i servizi sanitari nazionali (come l’assistenza pediatrica).

 

L’attribuzione del codice fiscale si chiede a una delle Agenzie delle Entrate della vostra città: serve la vostra Carta d’Identità e una auto-dichiarazione in cui si specifica il nome, il cognome e la data di nascita. Se non avete fretta potete aspettare che la registrazione di nascita arrivi in comune e richiedere lo stato di famiglia.

L’attestato di attribuzione del codice fiscale lo può richiedere anche un familiare, basta fotocopiare la vostra C.d.I. su cui si scrive la delega.

La richiesta del libretto sanitario si fa presso l’ASL locale. Documenti richiesti: fotocopia C.d.I. di entrambi i genitori, la dichiarazione di nascita dell’ospedale e la dichiarazione del codice fiscale. E’ fatta. Questi sono i documenti di base richiesti dalla legge e ora potete dedicarvi alle uniche due cose davvero importanti, vostra moglie e vostro figlio.

 

Prima di andare a casa, due sole cose

 

 

Si sa: se in ospedale si è seguiti bene a casa si è da soli e nessuno si preoccupa di darti due dritte su come cominciare. Investite subito 20 euro in un pacchetto di pannolini identici a quelli che avete imparato a usare in ospedale e in una confezione di latte in polvere: non si sa mai. Non importa se la vostra compagna allatta, può succedere qualunque cosa e un po' di latte in casa vi evita furiose corse in farmacia magari nel bel mezzo della notte. Stessa cosa per i pannolini. Sono un particolare talmente banale che sicuramente si dimenticano fino al momento del bisogno.

 

I primi giorni a casa sono abbastanza faticosi ma pieni di gioia. Tenete a mente solo una cosa: tutto è passeggero. Se non dormite un tubo perché il bimbo si sveglia ogni ora, in capo a qualche settimana la situazione si stabilizza. Se la casa è un casino, dovete solo organizzarvi e cambiare il vostro concetto di “ordine”. Se la vostra vita si è sballata è normale: chiedete a un qualunque genitore e vi dirà che … tutto è passeggero!

La prossima settimana

Tutti a casa!

A presto!

Alessandro

 

Chi è l'autore del blog

 

Alessandro Casnedi fa il webmaster, è appassionato di moto da quando aveva dieci anni, di barche a motore e di ... dolci. Che però mangia solo in ufficio perché la dolce metà lo tiene a stecchetto (sssssshhh non fate la spia).

 

La sua frase più ricorrente: “Da quando c'è Leonardo, niente è più come prima.” Il piccolo (nato il 23 dicembre 2010) gli ha regalato un sorriso perenne stampato sulle labbra, qualche ora di sonno in meno la notte, ma svariati decibel di tolleranza in più per i colleghi più casinisti!