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Cosa si intende per presunzione di concepimento e quando si applica

di Elena Berti - 25.04.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Che cosa è la presunzione di concepimento e a cosa serve, in che tipo di relazioni si applica e cosa cambia tra figli legittimi e naturali

Che cosa è la presunzione di concepimento

Non è facile capire tutte le questioni legali che ruotano intorno alla famiglia, alla coppia e ai figli. Per esempio, molti potrebbero non essere a conoscenza della cosiddetta presunzione di concepimento. Vediamo insieme di che cosa si tratta nel dettaglio e quando si chiama in causa. 

In questo articolo

Presunzione di concepimento, chi riguarda?

Quando una coppia sposata ha un figlio non è necessario nessun riconoscimento da parte del padre. La madre è certa, si sa, ma si "dà per scontato" che il figlio sia del marito, per cui basta depositare i documenti all'anagrafe per l'atto di nascita in cui il bambino risulterà, automaticamente, figlio di moglie e marito. 

Il bambino nato all'interno del matrimonio viene al mondo con due presunzioni: quella di paternità e quella di concepimento. Quel dare per scontato, quindi, sottintende che il neonato è stato concepito all'interno del matrimonio. 

Presunzione di paternità

C'è una norma del Codice Civile, l'articolo 231, che stabilisce appunto la presunzione di paternità: il padre è il marito della donna che ha partorito, che si presume sia stato concepito all'interno del matrimonio

Presunzione di concepimento

Leggermente diversa è la presunzione del concepimento, che arriva invece all'articolo 232 del Codice Civili: anche in caso di annullamento, separazione, divorzio o richiesta di, si considera figlio del marito (ex marito) un eventuale bambino nato entro trecento giorni da tale evento. I trecento giorni corrispondono ovviamente ai nove mesi, per questo la legge presume che il figlio sia dell'ex marito. 

Attenzione però: la presunzione può venire meno qualora venissero presentate le prove di una diversa paternità, sia da parte della madre che dell'ex marito, ma se nessuno fa niente il bambino sarà registrato come figlio legittimo della madre e dell'ex marito. Questo atto si chiama disconoscimento, e permette appunto di non "dare per scontato" che il figlio sia del marito o dell'ex marito. È applicabile ovviamente anche nel caso in cui, durante il matrimonio, la moglie abbia avuto una relazione extra-coniugale

Cosa succede se un bambino nasce dopo i 300 giorni?

Un figlio nato dopo i 300 giorni dalla separazione (che sia di fatto, oppure per comparizione dal giudice, insomma qualsiasi evidenza che la coppia si sia separata) può comunque essere considerato figlio legittimo se viene provato che è stato concepito durante il matrimonio. 

Figli nati fuori dal matrimonio

I figli che nascono all'interno del matrimonio oppure nei trecento giorni dalla separazione o annullamento sono figli legittimi e non hanno bisogno di riconoscimento da parte del padre. Nel caso in cui, invece, un figlio nasca fuori dal matrimonio sarà necessario effettuarne il riconoscimento di entrambi i genitori (anche se sposati con altre persone), in maniera congiunta o separatamente. Il riconoscimento del padre è comunque subordinato a quello della madre. In questo caso si parla di figli naturali

La presunzione di concepimento riguarda le coppie sposate, in cui si dà per scontato che il figlio sia stato concepito dai coniugi. Si applica anche ai bambini nati nei trecento giorni successivi alla separazione (di fatto, non solo legale) o all'annullamento del matrimonio, per cui all'atto di nascita il padre è automaticamente l'ex marito della madre. Qualora però non fosse così, si può fare richiesta di disconoscimento. I figli nati fuori dal matrimonio possono invece essere riconosciuti dal padre prima, durante o dopo la nascita. 

Aggiornato il 15.04.2022

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