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Vasectomia, che cosa è e a che serve

di Viola Stellati - 05.07.2024 - Scrivici

vasectomia
Fonte: Shutterstock
La vasectomia è definita anche "sterilizzazione maschile" e e si stima che circa 40-60 milioni di uomini credono in questa tecnica

In questo articolo

Cos'è la vasectomia?

La vasectomia, come riporta un articolo della Società Italiana di Andrologia, viene chiamata anche "sterilizzazione maschile". Si tratta quindi di una procedura chirurgica che ha lo scopo di creare una protezione definitiva nei confronti di gravidanze che potrebbero essere indesiderate. Per attuarla esistono diverse procedure e oggigiorno costituisce uno dei più efficaci metodi contraccettivi. Scopriamo insieme qualche informazione in più e tutto ciò che occorre sapere.

Cosa comporta una vasectomia?

Sul sito dell'Instituto Bernabeu su può leggere che la vasectomia è il procedimento chirurgico anticoncezionale maschile più utilizzato quando si desidera una sterilizzazione definitiva. In sostanza, si ricorre a questa soluzione quando non si desiderano figli, o se non se ne vogliono più.

Si tratta perciò di  un metodo anticoncezionale molto efficace:  nel 100% dei casi si sterilizzano tutti i pazienti, anche se esiste una piccola percentuale di situazioni di insuccesso.

Vasectomia nella donna

È attualmente possibile praticare la vasectomia anche nella donna e si chiama "legatura delle tube" (sterilizzazione tubarica). In questo caso, però, intervento è ben più complesso di quello dell'uomo. In sostanza, viene chiuso il passaggio delle tube di Falloppio, in questo modo l'ovulo e lo spermatozoo non possono incontrarsi.

Come viene effettuata

La procedura per la vasectomia ha un basso indice di complicazioni, è sicura e non sembrerebbe comportare alcun effetto secondario o malattia grave a lungo termine. Come accennato in precedenza, esistono diverse tecniche per praticarla, ma in genere viene effettuata una puntura/incisione sullo scroto, tramite cui il chirurgo stoppa la continuità dei due condotti che trasportano gli spermatozoi dal testicolo alle vescicole seminali.

Attenzione, perché questo non vuol dire che non si eiaculi più, ma che il liquido seminale che fuoriesce è privo di spermatozoi. È bene sapere, tuttavia, che occorre effettuare un'anestesia locale di 20-30 minuti (no, non è necessario il ricovero ospedaliero).

Una volta che ci si è sottoposti a tale procedura, le coppie devono continuare ad adottare misure anticoncezionali fino al raggiungimento completo della sterilità. Ciò vuol dire che l'efficacia della vasectomia non è immediata

Per quanto riguarda il post operatorio, non è necessario effettuare cure specifiche della ferita, ma bisogna sottoporsi a delle analisi del seme 3-6 mesi dopo la vasectomia.

È irreversibile?

In un certo senso sì e in un altro no. Durante i primi dieci anni dall'operazione, infatti, è possibile effettuare un intervento di riconnessione dei due monconi dei deferenti chiamata "vasovasotomia". Come riporta Ivi Italia, la vasovasostomia consente, nella maggior parte dei casi, un ritorno degli spermatozoi nel liquido seminale, ma è importante precisare che la percentuale di successo nella riapertura del dotto deferente è pari all'80% e quindi, pur essendo un'ampia percentuale, non assicura la reversibilità della situazione.

Per questo motivo, dopo la vasectomia, alcuni uomini optano per la crioconservazione del proprio sperma prima dell'intervento, in modo da poter poi ricorrere all'inseminazione artificiale. È tuttavia da tenere in conto anche la vitalità a lungo termine dello sperma conservato in questo modo poiché non è eterna.

Esiste infine un'altra opzione, ovvero quella del prelievo chirurgico degli spermatozoi che però è riservato solo ai casi più gravi d'infertilità maschile.

Fonti

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