AL CINEMA

Bambini al cinema: da che età portarli?

Di Caterina Valletti
cinemabambini
21 Marzo 2017 | Aggiornato il 26 Novembre 2018
In ogni sala cinematografica che si rispetti troveremo sempre una valida scelta per i più piccoli: film d’animazione con animali parlanti, principesse da salvare e macchinine che sfrecciano. Insomma, ce n’è per tutti i gusti! Ma a che età il cinema può diventare un bel divertimento ed essere pienamente goduto?
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L’ambiente chiuso e scuro sembrerebbe non appartenere al mondo infantile, eppure anche noi rimaniamo affascinati dai film d’animazione sempre più belli graficamente. I grandi tornano a essere bambini e i piccoli sognano in grande. Ci siamo chiesti, a tal proposito, a che età il bambino possa apprezzare questo mondo fantastico in cui la realtà si confonde con l’immaginazione. Ne abbiamo parlato con il pediatra Gianfranco Trapani, autore del libro Il pediatra nel cassetto.

 

1. Il piacere di andare al cinema

Noi adulti ci dedichiamo del tempo facendo attività che ci piacciono: una gita fuori porta, una cena al solito ristorante, un caffè con un amico. Per i bambini è diverso: il gioco li diverte e li rilassa. E il cinema? «i bambini dovrebbero essere contenti di vedere un film, ma fino a tre anni non hanno sviluppato questo tipo d’interattività». 


Il bambino che inizia ad avere un interesse per il cinema ha già cominciato un processo interattivo verso il mondo che lo circonda. I neonati, o i piccoli sotto i tre anni, invece, rischiano il più delle volte di addormentarsi in un ambiente così scuro, nonostante i subwoofer che fanno tremare anche le sedie. L'ambiente può anche spaventarli, infatti «Il rumore forte non è da sottovalutare perché può essere motivo di forti paure». Dopo i tre anni però questi ostacoli possono essere superati: la Bella e la Bestia, Inside Out e Frozen hanno visto tra il pubblico bambini anche molto piccoli. Questi cartoni animati hanno saputo catturare l’attenzione (magari non per l’intera durata) di spettatori molto piccoli.

 

 

2. Non è come a casa

«Attenzione a non confondersi: i cartoni animati che vedono incollati alla TV o sullo smartphone durano poco rispetto a un film d’animazione al cinema». Entrare in una sala cinematografica significa sedersi davanti a uno schermo gigante per almeno un’ora e concentrarsi su una storia lunga da ascoltare e guardare in silenzio. Ciò che è richiesto non è facile per un bambino: «Il teatro dei burattini, ad esempio, è molto più affascinante per loro» perché crea una maggiore interazione con il bambino che trova questi personaggi fantastici molto più vicini a lui.

 

3. Il ruolo educativo del cinema

«Dai sei anni la situazione cambia: i personaggi iniziano ad avere per il bambino un ruolo importante sia a livello etico sia educativo, il cinema diventa un momento edificante». Con l’inizio della scuola iniziano anche le richieste, da parte dei bambini.

 

I compleanni degli amichetti o il film d’animazione che spopola tra i compagni: il cinema inizia a diventare un luogo edificante nella sua formazione, dove entra in contatto con personaggi che segneranno in parte la sua crescita. «A questo proposito consiglio di scegliere film in cui la violenza non sia mai fine a se stessa, in cui non sia mai, in nessun caso gratuita. Un super eroe che sconfigge il male racchiude in sé dei valori etici importanti che saranno letti e assorbiti dal bambino».

 

La scelta dei film è un tassello importante: è bene dunque leggere prima la storia o la recensione e comprendere se è un film che vale la pena far vedere al proprio figlio.

 

 

4. Esempi di film d’animazione ad hoc

Sono tante le storie che vale la pena vedere. «Inside out, ad esempio, è un film d’animazione che aveva dietro le quinte neurologi, psicologi e cognitivisti. Un film che porta il bambino a indagare sulle proprie emozioni».

Il Piccolo Principe, uscito nelle sale nel 2015, ha proposto in chiave moderna una storia senza tempo che tutti i genitori conoscono, che insegna rispetto, amore e amicizia. Molte storie sono uscite al cinema con l’intento di sensibilizzare i bambini verso le condizioni, a volte disumane, degli animali come la storia del cane Ozzy – cucciolo coraggioso, che cerca con tutte le tue forze di scappare da un canile non molto amabile (in programmazione a inizio 2017).

 

Sono molte le scelte che i genitori possono fare insieme ai loro figli per trascorrere non solo un’ora piacevole, ma anche costruttiva. «Non dimentichiamoci del potere pedagogico della fiaba, che può rivelarsi una grande risorsa per tirare fuori dal bambino uno stato di malessere o di rabbia. La storia lo aiuta a metabolizzare una situazione delicata o drammatica, come una separazione, un lutto o un momento difficile a scuola».