Sicurezza in rete

Questa casa non è un hashtag: i consigli per le mamme e i papà sulla Rete

Di Simona Regina
casapernostrofiglio
23 Novembre 2017
Ormai il rapporto tra genitori e figli viaggia anche attraverso una connessione wi-fi e allora Alessandro Curioni ci fa riflettere e ci dà buoni consigli su come abitare consapevolmente la Rete.
Facebook Twitter More

L’arma più potente a vostra disposizione è l’esempio, perché loro vi vedono. Quindi rispetto alla Rete, mettetevi innanzitutto voi in sicurezza, poi aiutate i vostri figli a fare altrettanto. E in definitiva, perdete la brutta abitudine di accendere lo smartphone e nello stesso tempo spegnere il cervello.

 

Alessandro Curioni è un esperto di cybersicurezza. E nel nuovo libro Questa casa non è un hashtag (Mimesis edizioni, 2017) ci fa riflettere su come abitare la rete e convivere, con i nostri figli, in un mondo fatto di bit, post, tweet e foto condivise. Perché di fatto ormai il rapporto tra genitori e figli viaggia anche attraverso una connessione wi-fi.

 

E se loro, i vostri figli, perché nativi digitali, credono di saperne più di voi, Curioni dice: “Evitate di assumere un atteggiamento di superiori­tà. Ma fate delle domande. Se chiedete, per esempio, come si crea una lista di amici su un social network, avrete l’opportunità di scoprire se è in grado di farlo (in caso contrario preoccupatevi), di fargli arrivare qualche consiglio dettato dal buon­senso, di dare un’occhiata al tipo di contenuti che posta. In tal modo raggiun­gerete due obiettivi: ottenere informazioni su come si comporta e fornire qualche buona idea”.

 

Virtuale o reale?

 

Internet non è mai stato un luogo così poco “virtuale” e così tanto “reale”. Questo è il presupposto da cui partire. Giardinetti, cortili e piazze sono come i social network, le chat, i siti internet: “luoghi” dove si possono incontrare amici e persone sconosciute (anche brutte persone), giocare, chiacchierare… E così come i genitori danno delle regole per frequentare i primi, non possono non dettare un codice di comportamento nell’uso dei secondi. Perché, in fondo, l’avvertimento che tutti i genitori hanno dato almeno una volta nella vita, “non accettare caramelle dagli sconosciuti”, vale anche per il web, dove però eventualmente l'esca non è il dolcetto ma la richiesta di amicizia o l'offerta di un po' di traffico telefonico gratis.

 

I dieci comandamenti

Curioni suggerisce allora dieci semplici regole:

 

1) Non accederai ad alcun social network, sito o si­stema di messaggistica che non sia da me autorizzato.

2) Non accetterai alcunché da sconosciuti, fosse anche la semplice amicizia.

3) Ricordati di non aggregarti a gruppi di scono­sciuti quando giochi on line.

4) Non posterai o fornirai a sconosciuti informa­zioni personali come nome, cognome, età, indirizzo di casa o scuola.

5) Ricordati che tutto quello che posterai sarà per sempre su Internet.

6) Non avrai gruppi, chat o amicizie con ragazzini violenti nel loro modo di esprimersi.

7) Non farai capricci per lo smartphone altrui.

8) Non aprirai profili utilizzando dati e immagini di altri.

9) Non metterai like o commenti di approvazione a post, immagini, video che siano violenti, razzisti o derisori.

10) Quando ti sarà detto “basta chattare, giocare e via dicendo” non lo farai ripetere una seconda volta.

 

Le quattro virtù cardinali

Queste sono invece le virtù a cui appellarsi, secondo l'autore, per non agire in maniera stolta in rete, per esempio condividendo immagini inopportune che possono mettere in imbarazzo se stessi o ferire qualcun altro.

 

La Prudenza: quella che suggerisce di non postare o comunicare qualsiasi immagine o scritto che non affiggerebbe all’ingresso della sua scuola.

La Giustizia: che permette di dare a ciascuno quel che merita, compreso se stesso. E fa in modo di trovare risposte a domande come: “Perché devo rendermi ridicolo pubblicando questo commento?”, “Perché devo buttare via tutti questi soldi per ...?” e ad altre dello stesso tenore.

La Fortezza: cui spetta il compito, se mai vostro figlio/a dovesse venire meno alle due precedenti virtù, di fare in modo che sopporti gli insulti e l’ironia di cui sarà vittima.

La Temperanza: necessaria per non esagerare nel giocare, nel chattare, nel postare e via dicendo.

 

Un libro per le mamme e i papà

 

Il nostro consiglio: leggere il libro, perché ricco di spunti di riflessione, di consigli su come frequentare (e far frequentare) in sicurezza la Rete, di errori da evitare e anche di esercizi da fare tutti insieme, in famiglia, per mettersi alla prova in fatto di opportunità e rischi del web. E poi c’è un capitolo scritto dalla figlia Bianca che ci fa entrare nella quotidianità di un’adolescente e conoscere il rapporto, praticamente simbiotico, che gli adolescenti hanno con lo smartphone.

 

Del resto, se chi è adulto oggi prova a fare un tuffo nel passato, ripensando a quei pomeriggi in cui era alle prese con compiti e un po’ di svago, realizza facilmente che il tempo era mediamente scandito da televisore, stereo, enciclopedia, carta, penna, telefono, orologio, macchina fotografi­ca. “Oggi, per un adolescente non sono otto oggetti separati, ma uno solo: lo smartphone. Strumento con cui gli adolescenti gestiscono una buona fet­ta della loro vita e svolgono decine di attività che le generazioni precedenti distribuivano tra diversi og­getti. Pensate allora che abbia ancora senso domandarsi per quale ragione lo hanno sempre in mano? Inutile combattere battaglie di retroguardia cercando di limitarne l’uso, piuttosto – consiglia Curioni – investite energie e risorse per fare in modo che lo usi­no per il meglio”.

 

Perché la rete non è né buona né cattiva.

Siamo noi che dobbiamo saperla usare.