A TEATRO

Perché il teatro fa bene ai bambini

Di Alice Dutto
beneficiteatrobambini
28 Dicembre 2018
Una migliore percezione di sé e dello spazio circostante, lo sviluppo dell'empatia e la capacità di riflettere sull'altro e sul mondo. Ecco perché è utile far frequentare il teatro, come spettatori e attori, ai bambini
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Far frequentare un corso di teatro ai bambini o accompagnarli a vedere uno spettacolo è molto importante per la loro crescita, oltre che divertente. L'arte teatrale stimola infatti la fantasia dei piccoli, ma li apre anche alla diversità, sviluppa la loro empatia e una migliore percezione del loro corpo nello spazio.

 

«Quando si parla di corsi o spettacoli di teatro per bambini, soprattutto quelli più piccoli, c'è una precisazione da fare: si tratta infatti di una sperimentazione di teatro pedagogico, con funzioni educative e socializzanti – spiega Paola Bassani, burattinaia e direttrice artistica del Teatro Laboratorio Mangiafuoco, una delle rare realtà in Italia che lavora con bambini molti piccoli, dei nidi e scuole d'infanzia –. In genere, sono format ad hoc, dove prevalgono la musica o i suoni e il movimento». Leggi anche: Come far amare l'opera lirica ai bambini

 

I benefici di un corso di teatro per i bambini


Non è mai troppo presto per iniziare un corso di teatro, ma in genere si inizia davvero in prima elementare. I benefici per i bambini tra i 6 e i 9 anni che decidono di intraprendere questo percorso sono molti: imparano a lavorare in gruppo e ad allenare la capacità di osservazione. In più, è un laboratorio ideale in cui esercitarsi a riconoscere le emozioni degli altri e anche le proprie, sviluppando l'empatia.

Se il teatro viene praticato in modo continuativo, poi, serve ai bambini anche per imparare a controllare il loro fisico nello spazio.

 

Quando crescono i vantaggi di un corso di teatro per i ragazzi sono tutti quelli descritti prima, con l'aggiunta di un'intensificazione del lavoro fisico, che contribuisce a una loro crescita armonica, e lo sviluppo dell'autostima.

 


I benefici di andare a teatro per i bambini


Anche frequentare il teatro è molto importante per i piccoli: «guardando “mondi diversi”, infatti, si sviluppa il loro gusto, si stimola la loro creatività e apertura verso gli altri, e gli si offre una possibilità per passare del tempo di qualità con i genitori» puntualizza Paola Bassani.

1. Stimola la formazione del gusto personale


«Andando a teatro, fin dalla più tenera età, i bambini si confrontano con linguaggi molto diversi: dal teatro d'ombra o d'attore, dal teatro danza a quello musicale, e possono così sviluppare un loro gusto personale».


2. Migliora la relazione con i genitori

«Generalmente sono i genitori a portare i bambini a teatro. È quindi un'opportunità per passare del tempo di qualità insieme facendo qualcosa di insolito. Tra l'altro, quando si parla di teatro per i bambini, in genere sono previsti laboratori o momenti di gioco teatrale attivo in cui sono coinvolti grandi e piccini. Si tratta di momenti inusuali e divertenti che poi si possono ripetere anche a casa».

3. Stimola la creatività


«Frequentare il teatro è un'occasione eccezionale per sperimentare forme diverse di realtà e quindi sviluppare la fantasia dei più piccoli, lasciandola libera di spaziare senza limiti o confini».

4. Apre al confronto e al “diverso”

«Vedere i diversi “mondi” rappresentati a teatro permette ai bambini di venire a contatto con realtà, ma anche sensazioni ed emozioni diverse da quelle che sono soliti esperire. È di nuovo un'occasione per arricchire la propria esperienza di vita e riflettere sulle diversità che fanno parte del mondo, cercando di comprenderle e accoglierle».
 

5. Fa scoprire parti nascoste di sé

«Dal confronto con il diverso e, nel caso di azioni e giochi teatrali, dall'esperienza con il diverso, nascono cose sorprendenti. Sia i genitori che le educatrici spesso rimangono molto colpiti dai bambini che, a contatto con il teatro, esprimono aspetti prima a loro sconosciuti».

 

Da quando si può portare i bambini a teatro?

«Si possono portare a vedere uno spettacolo fin da quando sono molto piccoli, anche se in Italia non è molto comune. Noi abbiamo cominciato 20 anni fa a lavorare con i bambini da circa 12 mesi di vita, avendo potuto apprezzare i lavori e le esperienze di compagnie teatrali straniere».

 

Si tratta di un percorso molto interessante, perché anche se così piccoli, «Ci siamo resi conto di quanto siano attratti dal teatro. Lo si vede anche solo dalla postura e dalle espressioni: sono tutti protesi in avanti e con gli occhi sgranati per la meraviglia».
 

 

Che tipo di spettacoli


Ovviamente, è bene portare i bambini, soprattutto quelli più piccoli, a degli spettacoli fatti apposta per loro. In genere, sono rappresentazioni molto brevi – durano 25-30 minuti al massimo – e la parte sonora è quella prevalente.

«Per i lattanti si propongono in genere spettacoli di immagine e movimento, in cui è molto presente la musica, mentre le parole sono poche. In più, si tratta di momenti più "intimi" rispetto agli spettacoli degli adulti, a cui partecipano massimo 30-40 bambini. Sono opere che vanno alla radice dell'espressione: è un lavoro che va a togliere, non ad aggiungere. In genere, ne rimangono molto colpiti anche i genitori, perché sono spettacoli che emozionano nella loro semplicità».

 

In generale, il consiglio per mamme e papà di bambini di ogni età è quello di far vedere loro più tipologie di rappresentazioni: «Dal teatro d'ombra al teatro d'attore, dal teatro danza al musical: più esperienze faranno e più ricco sarà il loro bagaglio formativo».


Dove portarli?

«Andare a teatro è sicuramente un'emozione e un'esperienza unica, tuttavia è importante che il teatro sia vissuto anche nel quotidiano: per questo, ad esempio, noi abbiamo deciso di lavorare molto con le scuole. Genitori ed educatori possono informarsi, perché ci sono molte associazioni che lavorano all'interno degli istituti scolastici: a volte basta solo lanciare l'idea per poter far vivere un'esperienza teatrale in classe ai propri figli. Potrebbe anche essere un bel regalo di Natale alle maestre» suggerisce l'esperta.