Dichiarazione dei redditi 2015

730, tutto quello che puoi scaricare per i figli a carico

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15 Maggio 2014 | Aggiornato il 20 Aprile 2015
Asilo, baby sitter, latte in polvere e medicine. Ma anche attività sportive, contributi scolastici volontari e i mobili per una nuova cameretta. Ecco le spese per i figli che è possibile scaricare durante la compilazione della dichiarazione dei redditi e le condizioni per farlo.
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Ormai, come ogni anno, è tempo di 730 e di Unico: la fatidica dichiarazione dei redditi. E se crescere un figlio, si sa, è una spesa non indifferente, in questo caso il Fisco dà una mano a riportare a casa qualche soldino. Magari non tanti ma, come sottolinea un detto lombardo, “piuttosto di niente, è meglio piuttosto”.

SCOPRI: Detrazioni figli a carico nella dichiarazione redditi 2017

Ecco allora quali sono tutte le spese per i figli che è possibile scaricare durante la compilazione della dichiarazione dei redditi. Naturalmente, per tutte c’è bisogno di un giustificativo: uno scontrino, una fattura, una ricevuta, che attesti che avete sostenuto la spesa. E per tutte la detrazione o la deduzione può essere condivisa al 50% tra i genitori oppure richiesta da uno solo dei due.
 

I figli a carico

Per iniziare, per il solo fatto di avere un figlio a carico si ha diritto a una detrazione:

  • 1.220 euro per i figli fino a 3 anni;
  • 950 euro per quelli di età superiore;
  • se in famiglia ci sono almeno tre figli si possono detrarre 200 euro in più per ciascuno;
  • mentre 400 euro di ulteriore detrazione spettano in caso di figlio portatore di handicap.

Si tratta di cifre comunque teoriche, che vanno rapportate al reddito imponibile: la detrazione cala progressivamente all’aumentare del reddito (e con un solo figlio si azzera a 95mila euro).

Se entrambi i genitori compilano la dichiarazione dei redditi, è possibile dividere la detrazione al 50% tra tutti e due, oppure scegliere che sia uno dei due a detrarre tutto.

In caso di genitori separati o divorziati, invece, la detrazione spetta per intero al genitore affidatario (se l’affidamento è congiunto, naturalmente, spetta a entrambi al 50%). In qualsiasi caso, attenzione alla definizione di figlio a carico: al Fisco non importa se è un neonato, se va a scuola, se è un disoccupato o un bamboccione. L’importante, per poter usufruire delle detrazioni, è che il figlio abbia redditi lordi non superiori a 2.840,51 euro.

Inoltre, è stata introdotta una nuova casella per proteggere la privacy dei figli affidati e poter inserire solo il numero di quanti sono, senza indicare il loro codice fiscale.

I medicinali

Le spese mediche, per sé e per i bambini, sono detraibili al 19% senza contare la franchigia di € 129,11 calcolata lo scorso anno. Un esempio concreto: tra medicinali, visite mediche, visite specialistiche e dentista avete speso 2mila euro? La detrazione sarà di 380 euro e non di 355 come nel 2014. 
 

Chi è allergico o intollerante, o ha bambini che lo sono, può anche detrarre gli alimenti speciali compresi nell’elenco pubblicato sul sito del ministero della Salute. Il latte artificiale, anche se prescritto dal medico, si può scaricare solo se è tra quelli compresi in questo elenco. (Leggi anche Esenzione dal ticket sanitario, chi ne ha diritto)

Le spese mediche generiche e quelle di assistenza specifica sostenute dai disabili  sono interamente deducibili dal reddito complessivo. Per l'acquisto e la riparazione di veicoli per disabili la spesa massima detraibile è di 18.075,99 euro su ogni singolo veicolo.

Attività sportive

Anche le spese per gli sport praticati dai figli (che devono avere tra 5 e 18 anni) sono detraibili al 19%, per un massimo di 210 euro: stiamo parlando, naturalmente, di iscrizioni a palestre, piscine o comunque attività, e non dei soldi spesi per le attrezzature necessarie. Come tutte le altre, anche queste spese devono essere certificate (cioè dovete avere una fattura o una ricevuta fiscale).

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Istruzione, baby sitter e asilo nido

Sono detraibili al 19% (con un massimo di 632 euro per ogni figlio) anche le spese sostenute per l’istruzione secondaria e universitaria (comprese, secondo l’Agenzia delle entrate, le quote di partecipazione alle gite scolastiche), per i corsi di perfezionamento, i dottorati di ricerca, le spese di iscrizione a conservatori musicali ma anche per l’asilo nido (anche in questo caso, vanno presentate le fatture o le ricevute di versamento).

Se avete un figlio studente universitario fuori sede che frequenta un ateneo fuori dalla provincia di residenza a distanza di almeno 100 chilometri da casa, potete detrarre altri 2.633 euro. Se invece avete una baby sitter (in regola con i contributi: la studentessa alla quale date la mancia non vale), potete dedurre fino a 1.549,37 euro dai contributi versati. Lo stesso vale per colf e badanti.

Contributi scolastici volontari

Come le “spese per l’istruzione”, anche i famigerati contributi scolastici volontari sono detraibili al 19% quali “erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado”. La detrazione, però spetta solo se queste erogazioni siano destinate all’innovazione tecnologica e all’ampliamento dell’offerta formativa, e che il pagamento avvenga in modo tracciabile (versamento postale o bancario, assegno, carta di credito, bancomat). Nel caso il Caf vi dicesse che non è possibile detrarre queste spese, potete stampare e consegnare loro questa pagina: www.agetoscana.it/CS/2010/ContrGen/DetrContrGen.pdf .

La stanza del figlio

Chi, per allestire la cameretta dei bambini, ha deciso di ristrutturare casa, può detrarre non solo il costo della ristrutturazione ma anche (se i lavori sono iniziati dopo il 6 giugno 2013 e non oltre il 31 dicembre 2015) quello dei nuovi mobili e dei grandi elettrodomestici di classe energetica A+: le detrazioni (che sono possibili, ovviamente, solo se i mobili sono stati acquistati contestualmente alla ristrutturazione) hanno un tetto massimo di 10mila euro e vanno ammortizzate (cioè spalmate) su un periodo di 10 anni.

Adozioni

Anche le spese (certificate) sostenute per adottare un minore straniero sono deducibili fino al 50%.

Fonti di questo articolo: www.guidafisco.it e www.tasse-fisco.com