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Ritorno a scuola: che cosa si immaginano i bimbi?

di Angela Bisceglia - 06.09.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Come vedono i bambini il ritorno a scuola? Che cosa li incoraggia e infonde serenità? Che si aspettano dal nuovo anno scolastico? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati!

L'estate e le vacanze sono i momenti del relax e del divertimento per antonomasia e, quando finiscono, per i bambini un po' di nostalgia è inevitabile. Ma al tempo stesso l'inizio di un nuovo anno scolastico è sempre un'avventura emozionante, perché significa un gradino in più nella scala della loro crescita, una tappa ufficiale nel loro percorso per diventare più grandi. Non solo: il ritorno a scuola rappresenta anche il ritorno alla normalità, che è tanto amata dai bambini, forse ancor più che da noi adulti. Aldilà delle nostre sensazioni, come vivono i nostri figli il ritorno a scuola? E come se lo immaginano? Ecco che cosa ci hanno raccontato i bambini che abbiamo interpellato.

In questo articolo

W le ‘cose’ nuove!

"Mi piacciono le vacanze, ovvio, però quando mettiamo a posto le 'cose' dell'estate, non vedo l'ora di prendere le 'cose' della scuola: il mio zaino, il grembiule, i quaderni… ma soprattutto mi piace comprare il materiale scolastico nuovo, andare con mamma o papà a scegliere il diario, l'astuccio, le penne e di metterli tutti ordinati sulla mia scrivania. I miei mi fanno tanti complimenti per l'ordine che vedono nella mia stanza e anche a me piace un sacco, anche se so già che non durerà a lungo!" (Fabio, 8 anni).

Il piacere della normalità

I bambini per loro natura sono abitudinari e anche pediatri e psicologi evidenziano che la regolarità fa bene al loro cervello, perché  infonde calma e sicurezza. Come ci racconta Lucia, di 10 anni: "In vacanza non ci sono orari, non sai a che ora vai a dormire, a che ora ti alzi, a che ora fai colazione (se la fai), non ci sono programmi prestabiliti. Questo è il bello delle vacanze, certo, però, se devo dirla tutta, dopo un po' mi stanca, perché a me piace avere i miei ritmi e le mie cose da fare ogni giorno. I primi giorni di scuola so già che farò fatica ad alzarmi presto e rispettare gli orari più rigidi, ma dopo un po' sono sicura che mi riabituerò alla normalità". Per aiutarli a riabituarsi ai ritmi di sempre, però, meglio calcolare i loro tempi, che non sempre coincidono con quelli di noi adulti, che facciamo tutto all'ultimo minuto. Commenta infatti Alessandro, 7 anni: "Vorrei che al mattino non facessimo sempre tutto di fretta, con mamma o papà che mi ripetono continuamente che mi devo sbrigare. Anziché dirmi di fare presto, non fanno prima a darmi un aiutino?"

L’importanza della condivisione…

Quel che ai bambini piace di più delle vacanze non è il fatto di andare in luoghi speciali a fare cose strabilianti, ma il fatto di poter trascorrere più tempo con mamma e papà. E quando si torna a scuola, sperano che la magia non finirà. Perché ai bambini piace condividere con i genitori le loro esperienze ma soprattutto le loro emozioni, sentirli vicini non solo fisicamente ma soprattutto emotivamente. È quel che spera ad esempio Cristina, di 5 anni, che dice: "Quest'estate siamo andati al mare e mi sono divertita tanto a giocare con la sabbia e con l'acqua con mamma e papà: è stato bellissimo vederli giocare con me. Adesso che ricomincia la scuola so già che non avremo tutto il giorno a disposizione, ma spero che loro troveranno sempre un po' di tempo per stare insieme, almeno alla sera, per raccontarci la nostra giornata, abbracciarci e fare il pieno di coccole. Come quando eravamo in vacanza".

… e dell’empatia

Fondamentale per i più piccoli è anche percepire che i genitori comprendono le loro emozioni e si dimostrano fiduciosi nelle loro capacità: "Quest'anno andrò in quinta elementare e mi immagino che la scuola sarà più impegnativa, che dovrò studiare di più, ma mamma e papà mi hanno rassicurato che ce la farò benissimo. Mi piace quando mi incoraggiano: mi sento più capace anche io! (Francesca, 10 anni).

Allo stesso modo, i bambini si sentono incentivati quando sentono che certe emozioni le hanno provate anche i 'grandi' quando avevano la loro età: "Sono un po' triste all'idea che, col ritorno a scuola, mi dovrò alzare presto e non potrò giocare quanto mi pare, poi papà mi ha raccontato di quando anche lui aveva la mia età e i primi giorni faceva una gran fatica a riprendere i ritmi della scuola, ma dopo un po' si riabituava e scopriva tutte le belle opportunità che il ritorno a scuola comportava. Mi è piaciuto quel che mi ha detto, perché mi sono sentito compreso e ho capito che è una sensazione che proviamo un po' tutti". (Claudio, 8 anni).

L’atteggiamento degli adulti

Gran parte dell'atteggiamento dei figli nei confronti della scuola dipende anche da come glielo facciamo vivere noi adulti, soprattutto i genitori e gli insegnanti. "Quest'anno andrò in terza e mamma e papà mi stanno facendo tante raccomandazioni, perché, mi hanno detto, in terza si comincia a studiare come i grandi, ci sono più libri, le maestre daranno più compiti. E va bene, ma non è che se me lo ripetono di continuo lo capisco meglio e studio di più, anzi, mi mettono solo ansia! (Pietro, 8 anni). Per quanto riguarda le maestre, invece, Laura di 7 anni nota: "Mi piace ritornare a scuola, le maestre sono simpatiche, soprattutto i primi giorni, perché non interrogano, ci chiedono come sono andate le vacanze, ci fanno tanti bei discorsi con il sorriso. Ecco, mi piacerebbe che questo sorriso lo mantenessero anche durante l'anno, quando ci devono spiegare cose più complicate e ci devono assegnare i compiti".

Un passo in più verso l’autonomia

A proposito di compiti: c'è chi spera vivamente che mamma e papà non gli stiano addosso per fargli fare i compiti: "Una cosa che non vorrei quest'anno è che i miei genitori mi facessero ogni sera l'interrogatorio, chiedendomi: 'Hai fatto i compiti? Mi fai controllare i quaderni? Ripassiamo insieme le tabelline?' Non si rendono conto che, più mi assillano, meno faccio. Ho 10 anni, voglio fare da sola! (Silvia)

Di nuovo insieme

Uno degli aspetti che più rende felici i bambini è ritrovarsi di nuovo tutti insieme: "Sono emozionato all'idea di rivedere i miei compagni tutti i giorni" dice Daniele di 9 anni. "Mi mancano le battute, le spintonate che noi bambini ci diamo così per gioco, le merende in cortile. E poi mi piacciono quei bei discorsi di gruppo in cui ognuno racconta le sue cose, le volte in cui ci consoliamo se qualcuno di noi è giù o ci sfoghiamo se un'interrogazione va male. Talvolta litighiamo, ma dopo un po' troviamo il modo per fare pace."

I bambini come sempre mostrano di aver colto il senso delle cose ancor meglio dei grandi, perché hanno scoperto, dietro al dovere della scuola, il piacere e il privilegio di incontrarsi, per imparare la grammatica, le tabelline, ma soprattutto per imparare la vita!

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