Home Famiglia

"Senza Colpe" la mostra fotografica di Anna Catalano sulle madri detenute con bimbi

di Nostrofiglio Redazione - 24.03.2023 - Scrivici

mostra-di-anna-catalano
Fonte: Anna Catalano
"Senza Colpe" la mostra fotografica di Anna Catalano sulle detenute madri è stata inaugurata al Pan di Napoli il 22 Marzo.

In questo articolo

"Senza Colpe" la mostra fotografica di Anna Catalano sulle madri detenute con bimbi

«Senza colpe», è il titolo della mostra della fotografa Anna Catalano, inaugurata il 22 marzo, al Pan di Napoli. Si tratta di 26 foto scattate in un carcere a misura attenuata, l'ICAM.

Senza Colpe racconta la vita di quei bambini che in Italia vivono in un ICAM, l'istituto a carcerazione attenuata per madri, introdotti con la legge 62 del 21 Aprile 2011, con le loro madri o nelle sezione nido delle carceri tradizionali, così come previsto dalla legge 354 del 26 luglio 1975 che consente alle detenute di portare i propri figli con sé in carcere, per cercare di tutelare il rapporto genitoriale e contemporaneamente espiare la pena inflitta per il reato commesso. Ma mentre si cerca di rieducare una donna per il reato commesso, si condanna il suo bambino innocente.

I bambini hanno diritto di stare con le loro madri, in un ambiente positivo che li prepari alla vita adulta, non in un ICAM.

"Sono entrata la prima volta in un ICAM l'8 dicembre 2018. La sera, mi ricordo di aver pianto. Dopo mi sono imposta di tenere un distacco emotivo, ma è stato praticamente impossibile. I bambini, per quanto tu voglia alzare dei muri, riescono sempre a buttarli giù. Entravo dai bimbi con caramelle e dolci, ci giocavo. Stavamo tanto tempo insieme. Ho sempre stabilito una relazione di fiducia, giocando con loro. Non sono mai entrata scattando subito le foto. Lo stesso ho fatto con le mamme. Non sarei stata autorizzata a fare le foto ai bambini se loro non si fossero fidate di me e quindi tutte le foto della mostra sono il risultato di una grande attenzione nel rispetto delle detenute come persone e non come soggetti fotografici. E dei bambini ancora di più. Ogni madre a un certo punto si apriva. C'è stata una mamma che per due anni non mi ha fatto fotografare i suoi bimbi.

A un certo punto si è aperta. Mi ha chiamata. Mi ha detto: 'Fai le foto anche ai miei figli? Di te mi fido", le parole di Anna. 

Dal 2018, Anna oggi continua a seguire il progetto, autofinanziandosi. La speranza è che questa mostra posso servire a velocizzare l'iter della proposta di Legge già approvata in un ramo del Parlamento nella scorsa legislatura e in questi giorni in discussione nella commissione giustizia della camera che prevede l'istituzione della case famiglie protette per detenuti madri. 

Fonte: Anna Catalano

Gli ICAM  vogliono sembrare case, ma di sera vengono chiusi, e guardare all'interno di questi "appartamenti" ci fa riflettere sull'incongruenza dello Stato. Secondo Paolo Siani, pediatra ed ex deputato, i bambini innocenti dei detenuti rischiano di trascorrere i primi anni della loro vita in luoghi giudicati inadatti dagli psicologi, dove sviluppano difficoltà nell'affrontare le emozioni. Ciò li espone a un rischio maggiore di sviluppare difficoltà emotive, di sentirsi inadeguati, sfiduciati e inferiori, con problemi nel linguaggio e nei movimenti a causa della mancanza di stimoli e della ripetitività degli spazi di gioco.

«Il Comune con questa mostra contribuisce ad accendere luce su queste mamme e su questi bambini», afferma il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Il censimento più recente, del 31 ottobre 2022, riporta che ci sono 23 bambini che vivono dietro le sbarre, in alcuni casi per mesi o anche anni. Se hanno meno di tre anni, vengono ospitati in un nido all'interno di una struttura carceraria tradizionale o in istituti a carcerazione attuata per le madri, cinque dei quali sono presenti in Italia: a Lauro, in Irpinia, a Cagliari, Torino, Milano e Venezia. La triste storia è raccontata anche da Lorenzo Marone nel libro "Le madri non dormono mai" pubblicato da Einaudi.

La vera sfida per la società è quella di sottrarre i bambini a questo destino che per loro sembra già segnato dalla nascita.

Anna Catalano

Anna Catalano, classe 1981 è una fotografa professionista indipendente.

Collabora con aziende ONG, Università, Istituzioni, redazioni giornalistiche. I suoi lavori sono stati pubblicati su IoDonna, Corriere della Sera, Internazionale, MarieClaire, Elle, Donna Moderna, Dove Viaggi, Focus Scuola, Will-ita, Io e il mio Bambino, Nostrofiglio.it di Mondadori,  The COVID Visual Project, catalogo fotografico internazionale, volto alla creazione di un archivio storico permanente sulle conseguenze del COVID-19.

Le sue mostre: 

XI edizione del Festival della fotografia erica di Lodi, 2021

Finalista sezione " Generazione future Award" con il progetto a lungo termine " Senza Colpe"

X Edizione del Festival della Fotografia etica di Lodi 2020

Categoria life in the time of coronavirus: selezione ed esposizione del lavoro su Gruppo PRADA realizzato con il lockdown COVID_19

Categoria single shot award: selezione ed esposizione dello scatto tratto dal servizio " Il cielo di Wafaa"

IX Edizione del Festival della Fotografia etica di Lodi 2020

Categoria single shot award: selezione ed esposizione dello scatto dal servizio "La scuola che sarà"

E' fondatrice e direttrice della Fotografia Calabria Festival, 1° Festival di fotografia in Calabria. 

Info:

www.annacatalanofoto.com

Instagram: annacatalanofoto

Crea la tua lista nascita

lasciandoti ispirare dalle nostre proposte o compila la tua lista fai da te

crea adesso

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli