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Alienazione parentale: come proteggersi

di Elena Berti - 30.03.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Che cos'è la sindrome di alienazione parentale: come riconoscerla, cosa dice la legge e cosa si rischia quando si è giudicati genitore alienante.

Che cos’è la sindrome di alienazione parentale

Negli ultimi tempi si è parlato molto di alienazione parentale soprattutto per la vicenda di una donna, Laura Massaro, vittima di violenze da parte dell'ex compagno e padre di suoi figlio, che era stata proprio accusata da lui di avergli allontanato volutamente e in maniera subdola il bambino. Vediamo cosa si intende con alienazione parentale e cosa dice la legge al riguardo.

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Che cos’è la sindrome di alienazione parentale

La sindrome di alienazione parentale non è nuova come figura all'interno della psicologia moderna, dato che a coniarne il termine è stato uno psichiatra, Richard Gardner, già nel 1985. In pratica, in una famiglia disfunzionale, molto spesso in quelle di genitori separati ma non soltanto, uno dei due genitori mette in atto dei comportamenti tali da far allontanare completamente il bambino dall'altro. In pratica, il genitore parla male dell'altro, facendo covare rancore, rabbia e disgusto al figlio, che così col tempo si rifiuta di voler stare insieme al genitore "alienato". 

Cosa dice la legge sull’alienazione parentale

Non esiste una legge che regoli i casi di alienazione parentale, che resta quindi un concetto relegato al giudizio delle perizie psicologiche ed eventualmente di altri attori coinvolti, come gli assistenti sociali. È però fondamentale la recente decisione della Corte di Cassazione che ha stabilito che Laura Massaro, mamma di un bambino che oggi ha 12 anni e a cui era stato tolto proprio perché accusata di averlo allontanato in modo manipolatorio dal padre (accusato di violenza e stalking nei confronti della donna), non può essere condannata per alienazione parentale. 

Su questa sentenza puntavano molte donne e madri che, negli anni, hanno visto togliersi i figli proprio a causa di condanne per alienazione parentale, accusate di aver manipolato i figli affinché sviluppassero sentimenti di rifiuto nei confronti dei padri. 

Come riconoscere l’alienazione parentale

Ma se esperti di ogni livello si sono sbagliati per nove anni attribuendo a Laura Massaro la colpa di aver fatto il lavaggio del cervello al figlio (e non che il figlio potesse aver sviluppato, da solo, un rifiuto per il padre dovuto alla situazione), come si fa a capire se ci si trova di fronte ad alienazione parentale oppure no? 

La vera differenza tra un minore che sviluppa rancore nei confronti di un genitore di propria sponte e uno invece che viene incitato a farlo dall'altro genitore sta nel fatto che il primo sa motivare il perché del suo odio, mentre il secondo dà spiegazioni vaghe e poco sensate. Sembra semplice, ma in realtà non è affatto facile riconoscere quando un bambino è influenzato e quando invece sviluppa sentimenti propri, soprattutto se uno dei due genitori è manipolatore (come accade spesso nei casi di violenza domestica). 

Per questo l'alienazione parentale non rientra ancora oggi nei manuali di diagnostica e non viene diagnosticata con strumenti riconosciuti e affidabili. Proteggersi da questo tipo di accusa è più difficile che proteggersi dall'alienazione stessa, soprattutto per le vittime di violenza i cui figli assistono da tempo, magari anni, ai comportamenti violenti del padre.

La sentenza della Corte di Cassazione sul caso Massaro apre un nuovo dibattito sulla PAS e invita a rivedere i metodi di valutazione nel caso di minori che non vogliono avere a che fare con uno dei due genitori. 

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