I CONSIGLI

Come reagire se l'ex si risposa (e se nasce un nuovo figlio)

Di Alice Dutto
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02 Agosto 2016 | Aggiornato il 30 Marzo 2018
Una separazione non è mai semplice da affrontare, ma ci sono certi limiti da non superare. Con il tempo è necessario superare il lutto della divisione e negoziare le proprie esigenze emotive, in particolare se sono presenti dei figli
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Incomprensioni, litigi e, infine, la separazione. Gestire il distacco dall'ex compagno non è semplice e in molti casi scatena forti emozioni: dalla rabbia alla depressione. Emozioni che possono riaffiorare quando il vecchio partner si risposa e, magari, nasce anche un figlio dalla nuova coppia.

 


LA PREMESSA

Per comprendere al meglio la situazione, dobbiamo tenere presente diversi elementi: «Innanzitutto, il fatto che nell'ultimo secolo le unioni non si fondano più solo su un contratto sociale, ma su un sentimento che nell'Occidente definiamo “amore” – spiega Alessandra Baglini, medico psicoterapeuta del CSTCS e docente della scuola SPC di Genova –. In secondo luogo, siamo passati da una divisione rigida dei ruoli uomo/donna, a una loro flessibilità. E come terzo elemento bisogna considerare che spesso ci mettiamo insieme a un partner che in quel momento ci sembra essere quello giusto. Poi però passano gli anni e le persone, ovviamente, cambiano, crescono, affrontando le inevitabili vicissitudini della vita. Questa crescita individuale dovrebbe trovare una sua dimensione anche nella coppia, rispettando gli ideali di vita comuni: se c'è una buona comunicazione e rispetto per le libertà e le diversità reciproche, la coppia resisterà più a lungo, altrimenti si dissolverà».

 

LA FINE DEL RAPPORTO

Date queste premesse, si capisce bene come la fine del rapporto significhi il crollo di un assetto che si era lentamente e faticosamente costruito negli anni. «Quindi, è ovvio che il momento della separazione sia doloroso perché, oltre a suscitare rabbia, frustrazione e delusione, richiede anche un processo di ristrutturazione della propria persona, un riconoscimento degli errori commessi». Un processo che non dovrebbe portare a depressioni profonde, ma ad un corretto esame della realtà senza immedesimarsi negli stereotipi del colpevole e/o della vittima innocente, pena la trasformazione della separazione in un ring.

 

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«Se la ristrutturazione non riesce, non si elabora il lutto della separazione e veniamo costretti in pericolosi sentimenti di depressione e rabbia».
Queste emozioni, che di per sé sono anche naturali, non devono infatti arrivare a impedire il normale svolgimento della nostra vita. «Se il nostro stato di ansia ci provoca insonnia, attacchi di panico o altri sintomi simili, che non ci permettono di vivere normalmente la nostra quotidianità, è bene riconoscere che c'è un problema». Per capire che si è superato il limite è necessario un continuo dialogo con se stessi: «riconoscere che si sta tanto male significa dirsi che sono ancora presenti coaguli di aspetti emotivi irrisolti».


IL NUOVO MATRIMONIO

Una sofferenza di questo tipo può accadere sia a ridosso della fine di un rapporto, sia tempo dopo, quando il vecchio compagno si risposa. È lì che bisogna essere in grado di chiedere aiuto, se si capisce che la sofferenza è insopportabile.


Ma la sofferenza può anche tramutarsi in un aumento della conflittualità, che generalmente in una separazione è sempre molto elevata e si manifesta in molte forme: dalle questioni economiche alla gestione della prole.

 

Per affrontare la situazione al meglio bisogna negoziare le proprie esigenze emotive: «Un buon punto di partenza è quello di risolvere i propri conflitti con l'ex, mettendo in conto già prima che è possibile che si farà una nuova vita e che è possibile che avrà dei figli da un nuovo rapporto. Certo, a livello emotivo, le cose non sono mai così semplici: le rabbie sopite, le incomprensioni irrisolte possono riemergere quando si viene a conoscenza che l’ex si risposa; può formarsi la fantasia che l’ex vivrà quella felicità, quel sogno di coppia perfetta che non si è riusciti a realizzare insieme. Le difficoltà incontrate nella separazione possono essere una buona occasione per riflettere sui propri bisogni frustrati dalla vita di coppia e magari pervenire ad una consapevolezza e far nascere anche una possibilità di dialogo con l’ex: ci si può così aprire al nuovo, accettando la nuova vita dell’altro/a».

 

IL BAMBINO IN PIÙ

La nascita di un nuovo bambino può arrecare problemi soprattutto nel caso in cui esista un figlio di primo letto. «Il primo figlio potrebbe sentirsi escluso, perché il suo fratellino avrà una famiglia mentre lui no – continua la dottoressa Baglini –. In questo caso sta ai genitori essere empatici, stabili e agire con molta delicatezza, preparando il figlio maggiore all'evento».

 

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L'errore da non fare è quello invece di ignorare la nuova nascita: «in più sarebbe auspicabile, anche se molto difficile, vedere nella famiglia dell'ex un'opportunità affettiva in più per il proprio figlio. In fondo, se ci pensiamo, avere più modelli di riferimento è una cosa molto preziosa».

E l'esperienza dimostra che le cose possono anche andare bene: «Ci sono ex partner che sono riusciti a creare una relazione anche con i figli di secondo letto, ma sono individui che hanno potuto mettere da parte la drammatizzazione del conflitto e che sono aperti al cambiamento».