Divorzio breve

Divorzio breve: troppe pratiche e uffici intasati

Di Niccolò De Rosa
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05 Aprile 2016
Divorzio (non tanto breve): nonostante lo snellimento dei tempi e dei costi per una cessazione consensuale del rapporto di matrimonio, le richieste sovraffollano i pochi uffici competenti, rallentando l'intero sistema.
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Dal 6 maggio del 2015 in Italia è entrata in vigore la legge 55, anche definita "divorzio breve", che ha portato i tempi di attesa tra la separazione e il divorzio da tre anni a sei mesi.  A beneficiare della nuova normativa sono però solo le coppie consensuali, che non abbiano figli minori, figli disabili, o figli maggiorenni non autosufficienti a carico, e che non abbiano patrimoni da dividere.

Ciò dovrebbe permettere un notevole accorciamento dei tempi e delle spese (16€ è il costo di avviamento della pratica), snellendo così l'apparato burocratico statale che in molti casi obbligava le coppie in via di separazione a poter comparire davanti al giudice anche dopo tre anni dall'inoltro della richiesta di divorzio.

 

Per facilitare ulteriormente lo smaltimento delle pratiche, inoltre, la competenza in materia è stata estesa anche alle anagrafi e a specifici uffici "Divorzi e Separazioni" dei Comuni italiani, ma ad oggi l'alleggerimento tanto sperato degli ingranaggi burocratici non sembra aver avuto pieno successo.

 

Un divorzio davvero "BREVE"?

 

Nelle grandi città dello Stivale infatti, da nord a sud le richieste per il divorzio low cost si accatastano l'una sull'altra, intasando gli uffici e protraendo smisuratamente i tempi di attesa. Per esempio la prima data disponibile a Bari? Natale 2016.

 

Se per i piccoli centri abitati la nuova forma del "divorzio breve" è stato un successo, per i Comuni più grandi non c'è stata un'adeguata disponibilità di mezzi, con la conseguenza che gli uffici designati al compito si sono trovati in carenza di preparazione e personale.

 

«Non ce la facciamo - dice su Repubblica.it Angelo Tomasicchio, assessore ai Servizi demografici di Bari - Da noi l'ufficio è composto da una sola unità... La verità è che trasferendo le competenze ai Comuni si sono svuotate le aule giudiziarie e riempiti i nostri uffici»

 

Le richieste, poi, sono in continuo aumento e gli addetti ai lavori affermano che ormai i tempi, soprattutto per la formula che prevede l'assistenza dei rispettivi legali, sono analoghi a quelli dei tribunali. Unica differenza sarebbe il costo, notevolmente ridotto.

 

FONTE: Repubblica.it