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Famiglie allargate e fratellastri: quando arriva un figlio dal nuovo partner

di Stefano Padoan - 01.09.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Cosa dire e cosa fare con i propri bambini e adolescenti quando arriva un figlio dal nuovo partner. I consigli dello psicologo

Famiglie allargate e fratellastri: quando arriva un figlio dal nuovo partner

Cosa succede se un genitore separato intraprende una nuova relazione? E se da questa arriva un nuovo figlio? Un papà o una mamma sono anche e innanzitutto uomini e donne e hanno tutto il diritto che la loro vita affettiva continui. Devono però essere consapevoli che il ruolo genitoriale nei confronti del figlio nato dalla precedente unione non viene mai meno. Luca Massironi, psicologo dell'età evolutiva di Anagramma Psicologi, ci dà qualche consiglio su come parlare ai figli del nuovo partner e di un nuovo figlio in arrivo. Famiglie allargate e fratellastri: proviamo a capire come gestire la situazione cercando di fare il bene per tutti.

Come vivono una separazione i bambini

Come reagirà nostro figlio alla nostra separazione? È una domanda legittima, ma di non facile risposta perché sono molte le variabili che entrano in gioco. «Consideriamo innanzitutto - esordisce l'esperto - che la separazione di una coppia non è un evento puntuale, ma un processo di cui il bambino è sempre in una certa misura testimone. Il grado di conflittualità di una separazione è rilevante, ma anche in caso di distacchi "consensuali" sono sempre validi alcuni punti a cui prestare attenzione».

  1. L'età del bambino. Potremmo pensare che più i bambini sono piccoli, meno si rendono conto di ciò che sta avvenendo e quindi meno soffrono. Sbagliato: «Per un bambino piccolo affrontare una separazione è più complesso, proprio perché percepisce perfettamente che qualcosa sta cambiando ma non ne comprende fino in fondo i motivi; più un bambino è piccolo poi (fino agli 8-9 anni), più ha bisogno di un contesto stabile e sicuro. La classica abitudinarietà delle routine giornaliere che dà sicurezza ai bambini piccoli diventa, nel campo relazionale, continuità e vicinanza con le persone del nucleo familiare. L'allontanamento di uno dei due genitori suscita in loro la paura di perdere il legame».

  2. La tenuta della coppia genitoriale. «Con la separazione viene meno la coppia coniugale, ma la coppia genitoriale continua ad esistere per il figlio». Ciò non sempre avviene per varie ragioni: la lontananza rende più difficile essere presente a uno dei due genitori; il papà o la mamma si sottrae al suo ruolo per le fatiche di interagire con l'altro; oppure uno dei due prova a escludere l'altro. «Ricordatevi che il bambino non è improvvisamente diventato più autonomo di prima: ha bisogno dello stesso accudimento che riceveva quando i due genitori erano conviventi. Non chiedete a vostro figlio di crescere di colpo».

  3. L'attenzione al benessere del figlio. Tanto dipende da quanto i genitori, al netto delle loro fatiche, riescono a tenere al centro il benessere del figlio: «Spesso capita, ed è in parte comprensibile, che i due ex coniugi si concentrino sulla distribuzione dei pesi e delle visite. Questa attenzione ai diritti dell'uno e dell'altro però deve sempre essere subordinata a ciò che è meglio per il bambino: a volte invece capita persino che sia tirato da una parte o dall'altra e gli si chieda velatamente di "schierarsi" e scegliere tra il papà o la mamma. Ricordatevi che lui in nessun caso fa parte del conflitto».

Come far accettare l'arrivo di un fratellino o sorellina dal nuovo partner

Come far accettare l'arrivo di un fratellino o sorellina dal nuovo partner

L'arrivo di un fratellino o una sorellina dal nuovo partner di mamma o papà va a formare di fatto un nuovo nucleo famigliare: «Si parla di famiglie ricomposte o ricostituite, ovvero di nuclei formati da varie tipologie di legami, di sangue e non. Il figlio nato dalla precedente relazione da un lato sente di dover far parte di questo nuovo nucleo ma dall'altro lato non lo sente pienamente suo».

  • Paura di perdere il legame con l'altro genitore. Una nuova vita che "cementa" la nuova coppia ricrea un ambiente di stabilità in cui il bambino dovrà stare, che però per lui esclude uno dei due genitori naturali: «Il bambino si chiede se questa nuova famiglia ora "prenderà il largo" e vivrà la sua vita in modo ancora più indipendente dall'altro suo genitore».

  • Il tradimento dell'ex coniuge. Può succedere anche che il bambino senta come se, con questo nuovo figlio, il genitore abbia "tradito" l'ex partner: «Come spesso accade i bambini hanno un atteggiamento protettivo nei confronti degli adulti, in questo caso del genitore "tradito" e più lontano. Ciò dipende anche da quanto percepisca come sofferente l'altro genitore e dalla sua capacità di non chiedere al figlio "da che parte sta" o un patto di fedeltà».

  • La ricerca di un nuovo spazio. La domanda più grande che si fa il bambino è "Qual è il mio spazio in questa nuova situazione?". Qui il rapporto con il nuovo partner del genitore può giocare un ruolo importante, ma escludendo per un attimo questa variabile, Massironi ricorda: «Siate consapevoli della responsabilità aggiuntiva che questa fatica di vostro figlio vi richiede. È una sfida in più cui non potete sottrarvi, come non potete sottrarvi all'idea che sì, capita che i vostri figli soffrano. Piccole dosi di sofferenza, se ben vissute e accompagnate fanno crescere. Come genitori è irrealistico, oltre che dannoso, non tollerare che vostro figlio possa soffrire; perché il rischio è che non vogliate vederle queste sofferenze, anche quando sono di fronte ai vostri occhi. E accettate anche il fatto che possano soffrire anche a seguito di alcune vostre scelte. Decisioni che potrebbero essere giuste, ma che inevitabilmente hanno delle conseguenze cui un adulto deve farsi carico».

Famiglie allargate e fratellastri: come spiegarlo se il proprio figlio frequenta la scuola primaria

Non ci sono frasi fatte per spiegare al proprio figlio la nascita di un fratellino o sorellina acquisiti. Si tratta nel corso del tempo di creare un contesto famigliare nuovo che lo faccia sentire pienamente incluso.

  1. Dite la verità. Può sembrare banale, ma è invece ancora frequente che i genitori non diano ai figli una narrazione veritiera dei fatti con l'illusione di "proteggerli". «Parlate invece in modo chiaro con informazioni adeguate alla loro età; e date una versione concorde tra i due genitori. L'ideale sarebbe comunicare certe cose insieme, o almeno concordarlo prima: la separazione, l'incontro con un nuovo partner, l'arrivo di un fratellino. Ricordate che i bambini si accorgono che mentite e quando percepiscono che qualcosa non torna, si insinuano in loro i dubbi. Se si nasconde loro qualcosa, è naturale che provino a fare ipotesi ed è in questi casi che capita che si colpevolizzino o colpevolizzino il bebè in arrivo: si possono sentire la causa della separazione o vedere il nuovo arrivato come qualcuno che lo sottrarrà dall'amore del genitore».

  2. Ascoltate e parlate di emozioni. «L'importante è che i bambini sentano considerati i loro sentimenti e le perplessità che possono avvertire per la nuova situazione. In tal modo si sentiranno rispettati e rassicurati. L'ascolto vi aiuta a cogliere alcuni elementi, provate a chiedervi come sta nei confronti del vostro partner e cosa vi sta comunicando, a parole o con i comportamenti. E mettete anche lui a parte di ciò che provate. Che siete tristi per la separazione, ma anche felici per un nuovo inizio e che lui fa parte pienamente di questa nuova vita: un genitore felice e soddisfatto rasserena il figlio e rappresenta per lui anche un buon esempio».

  3. Inclusività e cogenitorialità. Deve essere esplicitato che voi, entrambi voi, continuate ad essere i suoi genitori: «Ditelo, fateglielo capire con i fatti: il vostro amore per loro non si dimezza se arriva un altro fratellino. Ed è importante che almeno il bambino possa mantenere i rapporti con le famiglie d'origine, per garantire una continuità negli eventi che sono un po' capitati "sopra" la testa di vostro figlio. Ci vorrà un po' di tempo, ma lavorate per ristrutturare vecchi e nuovi rapporti e ricomporre il quadro affettivo di vostro figlio».

Famiglie allargate e fratellastri: come spiegarlo se il proprio figlio è preadolescente o adolescente

Crescendo vostro figlio farà domande sempre più profonde e precise, che magari faranno riaffiorare cose dolorose che si vorrebbero lasciare nel passato.

  1. Comunicazione. «Fate lo sforzo di riaprire quel capitolo con informazioni maneggiabili e comprensibili a loro. Sia perché in questa fase riaffioreranno tutti i vostri non detti di quando erano più piccoli, ma soprattutto perché a questa età i ragazzi vogliono conoscere la propria storia, per poi dirsi che non sono la propria storia e distaccarsi da essa con un percorso personale».

  2. Azioni concrete. Il linguaggio non verbale e gli agiti, con preadolescenti e adolescenti, sono più importanti delle parole. «Osservateli, abbiate la capacità empatica di dare voce alle cose che non riescono a dire. Comportamenti come l'aumento dell'aggressività sono segnali che ci possono stare, ma da non derubricare con un semplice "passerà": approfondite con loro ed eventualmente rivolgetevi a un professionista per tirare fuori alcuni disagi».

  3. Il ruolo del nuovo partner. «Probabilmente si chiederanno chi è per loro il vostro nuovo partner. Oppure vorranno andare a vivere con l'altro genitore, magari ancora single o che non ha un nuovo figlio. Qui il nuovo compagno deve mettersi in gioco di fronte alle sue domande provocatorie, per legittimarsi come un ruolo educativo di riferimento».

  4. Spazi individuali. Ritagliatevi spazi individuali con il vostro figlio preadolescente o adolescente. «Un genitore cresce nel suo ruolo di cura insieme alla crescita del figlio. Talvolta però il genitore rimane ancorato al figlio più piccolo e così i più grandi sentono di non essere accompagnati nella loro crescita. Capita spesso e in qualsiasi famiglia, ma nelle famiglie ricostituite ciò può diventare un'ulteriore fonte di complessità. Ecco perché un modo per ribadire l'unicità e l'intimità del vostro rapporto con il figlio adolescente o preadolescente è ritagliarsi spazi a sua misura: andate al cinema o fate una commissione insieme, parlate a quattr'occhi. Sfruttate ogni momento da soli, come i vari pisolini del nuovo arrivato».

Film su genitori separati e famiglie allargate

Libri, film o serie tv non dovrebbero essere grimaldelli e stimoli "calati dall'alto" per iniziare ad affrontare un tema: «Proponeteli in modo intenzionale solo con i figli più grandi e quando il film presenta un importante rispecchiamento con la loro esperienza. Altrimenti, siate semplicemente vigili quando vi capita di imbattervi in un contenuto che suscita in loro delle riflessioni. E puntate molto sulle loro emozioni e sensazioni: "Anche tu a volte ti senti così come il protagonista?". Sul tema della separazione e del ruolo dei genitori, suggerisco Mrs. Doubtfire (1993, regia di Chris Columbus) che fa riflettere sui rispettivi spazi di accudimento tra mamma e papà. Non si può assolvere a entrambi i ruoli: dopo una separazione non pensiate di essere gli unici che possono avere un ruolo nella crescita dei vostri figli o viceversa non illudetevi che basti solo lo sforzo dell'altro».

L'intervistato

Luca Massironi è psicologo dell'età evolutiva presso Anagramma Psicologi, Centro Polispecialistico che conta più di 30 professionisti. Tra i servizi psicologici, oltre all'attività clinica in studio il Centro ha vari progetti sul territorio proponendo interventi di prevenzione, di promozione del benessere psicologico e di ascolto mediante sportelli nelle scuole e nei municipi di Milano.

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