Separazione

10 regole per genitori separati da rispettare per il bene dei bambini

Di Giorgia Fanari
separazione
18 Settembre 2017
Non litigare davanti ai bambini, mantenere il dialogo con l'ex e rispettare sempre l'altro genitore. Sono alcuni dei consigli di Arianna Montagni, pedagogista e mediatrice familiare, per non far soffrire i bambini durante la separazione
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Come comportarsi quando si affronta una separazione? Ne abbiamo parlato con la pedagogista e mediatrice familiare Arianna Montagni: dal mantenere il dialogo all’evitare i litigi, fino al modo migliore per introdurre un nuovo partner, ecco i consigli da seguire per evitare di far soffrire i bambini quando si è genitori separati.

 

1. Mantenere il dialogo con l’altro genitore


«La separazione mette duramente alla prova le capacità di dialogo dei genitori. È ampiamente riconosciuto che la qualità della gestione della relazione tra mamma e papà, prima e dopo la separazione, sia un fattore che determina adattamenti emotivi e cognitivi, permettendo ai figli di superare l’evento critico».

Soprattutto all’inizio la difficoltà al dialogo è evidente. «Spesso esiste chi lascia e chi viene lasciato: proprio la presenza di questi due ruoli può creare, soprattutto nelle fasi iniziali, la tendenza al distacco e l’uso di una comunicazione non corretta. All’inizio può essere di aiuto comunicare soltanto relativamente alle questioni pratiche, limitando quindi di spaziare in un dialogo che rischi di attivare sofferenza e aprire ferite. Il dialogo tra i due genitori può essere infatti mantenuto soltanto quando si è arrivati a una separazione emotiva: in assenza di essa, la sofferenza può creare una escalation di conflittualità».

 

2. Non chiedere al bambino di scegliere


«Il comportamento genitoriale deve essere decoroso e rispettoso in primo luogo nei confronti del bambino. Evitare di chiedere ai figli una scelta tra mamma e papà è fondamentale e rappresenta una tutela contro forme depressive o disadattive del sé quali lo sviluppo di patologie dei legami».

 

3. Compiere insieme le scelte


Anche l’aspetto relativo alla decisioni che si prendono nei confronti del bambino è molto importante. «È bene distinguere, per comodità, in due tipi di decisioni: quelle giornaliere o ordinarie e quelle di maggior interesse come istruzione, educazione, salute, per le quali comunque si deve tenere conto "delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli" (art. 337-ter del Codice Civile). Significa che per il districarsi nella quotidianità ci vuole un buon livello di libertà decisionale, al fine di non rendere la gestione di tempo e spazi familiari una fatica immensa. Al contempo, per avere un progetto educativo comune e condiviso, le scelte che hanno un impatto rilevante nello sviluppo psico-sociale dei figli (la scuola privata o pubblica, la religione, la festa per la cresima, ecc.) richiedono di essere prese assieme».

 

4. Rispettare l’altro genitore


Il rispetto e la lealtà nei confronti dei figli e delle loro esigenze deve continuare ad essere una priorità anche dopo la separazione, ricorda la mediatrice familiare Arianna Montagni. «Se i genitori seguono il bene dei figli, e crescono in un ambiente affettivo accogliente e rispettoso, si automatizza un comportamento di rispetto anche verso l’altro genitore».

 

5. Evitare litigi


«Non bisogna dimenticare di realizzare pratiche educative e relazionali che vogliono il bene del bambino, non affaticando la sua crescita né limitando il suo “spazio mentale”. Più ansia, litigi e incomprensioni sono presenti nel nucleo familiare, meno questo spazio cognitivo è libero e accessibile per la crescita. Bisogna sempre rendere evidente al figlio che esiste una fiducia tra i due genitori poiché entrambi lavorano per il suo bene, riuscendo a dividere il piano della coppia da quello genitoriale».

 

6. Gestire bene il momento del distacco


Quello del distacco è senza dubbio uno dei momenti più faticosi «ma bisogna normalizzarlo e vederlo come fisiologico per tutti i componenti del nucleo familiare che si sta riadattando alle nuove abitudini».

In generale, per il bene dei bambini è «consigliabile che il loro passaggio da un genitore all’altro sia regolato chiaramente, che non si presentino - soprattutto nella fase iniziale - costanti cambiamenti nei turni di responsabilità. Potrebbe essere utile anche creare dei piccoli rituali per facilitare il distacco emotivo, come la stessa preparazione dello zaino. Da evitare comunque l’eccessiva vicinanza e frequenza nell’avvicendamento tra i genitori: se troppo ravvicinata non permette al bambino di prendere il ritmo, di abituarsi al tempo e agli affetti ritrovati. Un continuo avvicendarsi fa vivere più volte le paure interne, abbassando la disponibilità cognitiva agli apprendimenti sociali e scolastici».

 

7. Essere presenti

 
«Il genitore che lascia la casa familiare, dovrebbe essere scrupolosamente presente nella vita del bambino anche con brevi telefonate soprattutto subito dopo la separazione. In generale, è importante che i genitori siano in grado di accogliere la fragilità dei bambini e rassicurarli della presenza di mamma e papà». Inoltre, anche in una nuova casa e nel momento della separazione è importante «lasciare al bambino i propri spazi per giocare, riposare ed identificarsi lo aiuterà a comprendere che c’è posto per lui nella vita del genitore». 

 

 

8. Nuovi partner: non accelerare i tempi


I nuovi partner sono un argomento spesso inevitabile da affrontare. «Esistono però delle accortezze che possono rendere più facile l’introduzione del nuovo partner. Prima di creare un nuovo nucleo familiare è necessario dare del tempo, per assicurarsi che il vissuto emotivo che nasce dalla rottura del matrimonio possa essere elaborato dai figli. L’identità dei bambini grazie al processo di educazione e alla relazione affettiva è fusa con l’identità intergenerazionale della famiglia di origine. Essi sono orgogliosi di essere riconosciuti come “figlia di…”, “nipote di". Bisogno e piacere si mescolano nell’atto del raccontare il “prima” e il “dopo” e, nel caso dei figli di separati, di sentirsi liberi di tenere i contatti con entrambi i genitori».

Per mettere delle basi concrete e durature il consiglio è di non compiere azioni azzardate e soprattutto di non accelerare i tempi: «se il desiderio è quello di dare un possibile futuro al nuovo amore, le fasi della presentazione, conoscenza e frequentazione non vanno saltate né mescolate. La lucidità nel vivere la nuova relazione è indispensabile affinché non si creino condizioni comunicative-relazionali e comportamentali che negano al nuovo partner o al figlio o a entrambi la possibilità di compiere scelte libere. Alcuni importanti “tratti” positivi che il nuovo partner dovrebbe seminare in questo processo di crescita relazionale sono sicuramente: l’empatia, il non stare sulla difensiva, l’evitare di giudicare, l’accettare i figli del partner per quello che sono, l’aprirsi al cambiamento della quotidianità, non assumersi responsabilità che non gli competono».

Inevitabilmente non mancheranno un po’ di confusione, attriti e incertezze: «per definire i ruoli e le regole capaci di dare stabilità al nuovo nucleo c’è bisogno di tempo».

 

9. Evitare la separazione in casa


«La separazione in casa è senz’altro una pratica diffusa soprattutto in periodi di difficoltà economica. Però è altamente sconsigliata per i diversi fraintendimenti che sperimentano i figli. Ciò che va tenuto in considerazione sono i postulati delle teorie sulla sicurezza emotiva EST (Emotional Security Theory) che ricordano come la meta principale di ogni nucleo famigliare debba essere quello di mantenere vivo il senso di protezione, di possibilità di difesa e di sicurezza, conflitto coniugale incluso. L’esposizione al conflitto silente e negativo aumenta la vulnerabilità dei bambini e amplia in una dimensione ansiosa che mina la sicurezza emotiva nella relazione genitoriale, ossia la fiducia dei bambini nella capacità dei genitori di gestire la discordia e preservare il benessere dei figli».

 

 

10. Festeggiare insieme


Come comportarsi in caso di occasioni importanti e festività? È preferibile festeggiare insieme o separatamente? «Il principio guida deve essere la serenità dei figli, ma senza mettere da parte quella dei genitori poiché se la sofferenza è molta creare momenti di condivisione può essere faticoso. In linea generale comunque il compleanno è una ricorrenza importante per il figlio poiché ciò che si festeggia è la sua esistenza. Il messaggio di rassicurazione che bisogna dare ai propri figli è “Ci stiamo separando ma non ci stiamo separando da te, sei parte della nostra esistenza e così rimarrà anche nel futuro”».