Mediazione familiare

La separazione tra coniugi con figli attraverso la mediazione familiare

mediazione
14 Dicembre 2015
Come ci si può preparare a una separazione nel modo meno indolore possibile? Da qualche tempo a questa parte, la mediazione familiare è entrata nei tribunali: spesso è lo stesso giudice a consigliarla ai coniugi prima di presentare le pratiche definitive per la separazione.
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Da qualche tempo a questa parte, la mediazione familiare è entrata nei tribunali: spesso è lo stesso giudice a consigliarla ai coniugi prima di presentare le pratiche definitive per la separazione. Nostrofiglio.it ha raccolto il parere di Gabriella Manicone, dell’Associazione Difesa in famiglia di Milano, che si occupa di mediazione familiare e di due professioniste, l’avvocato Lucrezia Mollica e la psicologa Patrizia Conti, che hanno formato il gruppo di lavoro “Noi” e offrono sostegno legale e psicologico a coppie in procinto di separarsi.

 

Mediare vuole dire evitare conflitti eccessivi, assicurare un futuro il più possibile sereno ai bambini, vuol dire anche prendere accordi precisi sulla gestione per evitare “sorprese”. NostroFiglio.it ha cercato di capire meglio come funziona questo approccio, nato dalla collaborazione tra diverse figure professionali (psicologa, legale, mediatrice familiare) e per farlo ha raccolto il parere di Gabriella Manicone, dell’Associazione Difesa in famiglia di Milano, che si occupa di mediazione familiare e di due professioniste, l’avvocato Lucrezia Mollica e la psicologa Patrizia Conti, che con altre colleghe hanno formato il gruppo di lavoro “Noi” e offrono sostegno legale e psicologico a coppie in procinto di separarsi.

 

Sull’argomento Mollica e Conti hanno anche appena scritto un libro, «C’era una volta noi», appena edito da Mondadori, per far capire ai genitori in crisi che “mediare è possibile”. E fa bene a tutti. «Se, dopo un accordo di separazione, entrambi i coniugi sono un po’ scontenti vuol dire che le cose sono andate bene. Se è felice solo uno dei due qualcosa non ha funzionato. Per esperienza, non esistono fate e orchi e quando una coppia con figli si divide, deve accettare dei compromessi per il benessere dei figli», sostiene l’avvocato Mollica.

 

Come ci si può preparare a una separazione nel modo meno indolore possibile? Ad esempio, seguendo queste 14 regole:

 

1. DARSI DEL TEMPO 

Ogni separazione, anche quella meno conflittuale, porta con sé sofferenza e dolore. E’ il momento di una crisi individuale perché crolla qualcosa su cui si è investito: datevi del tempo “per prendere le misure”, non fate scelte avventate.

 

2. LA COPPIA C’E’ ANCORA 

Quando ci si separa e si hanno dei figli, non è possibile una separazione definitiva perché la coppia genitoriale c’è ancora: lo spirito di collaborazione è fondamentale tanto quanto lo sono gli accordi legali.

 

3. IO NON TI FREGHERO’ 

Eliminare dal vocabolario tutte le parole ‘guerresche’: l’attacco non funziona quando si stilano degli accordi. Se si perde un po’ entrambi, si vince tutti e due (e soprattutto vincono i bambini). Ricordarsi poi che gli accordi non sono mai definitivi: c’è sempre margine per rivedere il giudicato davanti al giudice, anche dopo la sentenza.

 

4. PARLARNE CON I FIGLI, ANCHE PICCOLISSIMI 

L’ideale è comunicare insieme la decisione di separarsi, per far capire ai figli che l’affetto e la stabilità affettiva nei loro confronti è immutata. Usare parole precise anche con bambini molto piccoli: magari non capiranno tutto, ma coglieranno il senso della comunicazione e la chiarezza darà loro rassicurazione. Basta una frase molto semplice come: “Mamma e papà non vanno più d’accordo tra loro, come a volte capita a te con i tuoi compagni, ma tutti e due ti vogliamo molto bene”.

 

5. RENDERE RASSICURANTE L’INCERTEZZA 

E’ un periodo di transizione? Non sapete ancora che cosa fare e come vi organizzerete con la casa dopo la separazione? Parlatene con i bambini in maniera schietta: “Non sappiamo ancora che cosa faremo, ma tu sarai il primo a saperlo”. Bastano piccole, brevi comunicazioni per rassicurare il bambino ed evitare che si colpevolizzi.

 

6. CONFRONTARSI CON I FIGLI 

Avete comunicato la decisione a vostro figlio e lui fa finta di niente? E’ normale: provate a tornare sull’argomento, rassicurandolo (“Rispetto e capisco che tu non ne voglia parlare, ma sappi che ci sono per parlarne con te quando avrai voglia”).

 

7. NON COLPEVOLIZZARSI 

Avete litigato davanti al bambino? Vi è capitato anche di averlo coinvolto nelle vostre discussioni? Può capitare. Inutile rimuginarci troppo: cercate di non ripetere l’errore (se l’avete fatto voi) e non appesantite la situazione (se l’errore è stato fatto dall’ex coniuge).

 

8. UNA PALESTRA PER LA RABBIA 

Nelle difficili settimane successive alla decisione di separarsi, la rabbia è normale: cercate di restare i più calmi possibile e insegnerete anche ai bambini che si può gestire la rabbia. Si può litigare, ma anche chiedersi scusa, davanti a tutti, quando si è esagerato.

 

9. NON ILLUDERE I BAMBINI 

Tutti i bambini vorrebbero che i loro genitori stessero insieme: molti bambini sono particolarmente insistenti e dovrete essere chiari e fermi nel dire che non è più possibile che mamma e papà vivano sotto lo stesso tetto. E’ importante che il bambino senta di essere compreso dai genitori, ma non illuso: fategli capire che il dolore o il fastidio che prova in questo periodo non durerà per sempre.

 

10. GRANDE CAUTELA CON I NUOVI COMPAGNI 

Se in fase di separazione avete già dei nuovi compagni, evitate di inasprire il conflitto presentandoli subito al bambino o all’ex coniuge: fatelo solo quando siete sicuri che sia una storia davvero importante e in nessun caso dite ai bambini che quella persona è solo vostra “amica/o” o una conoscente: i bambini non meritano bugie.

 

11. CERCATE AIUTO 

La mediazione con il supporto di uno psicologo e di legali esperti in diritto di famiglia non è una psicoterapia: di solito ha tempi brevi (10/12 incontri, massimo 3 mesi) e permette di stilare degli accordi migliori per la famiglia rispetto a quelli che un giudice - che vede per pochi minuti la coppia e che magari ha letto velocemente le carte degli avvocati – di solito riesce a fare.

 

12. SIATE FISCALI E DETTAGLIATI 

Non abbiate paura, in fase di mediazione, di mettere per iscritto tutto, anche le piccole cose, anche la gestione dell’accompagnamento a scuola, della merenda o delle attività o di una malattia del bambino. I litigi nascono spesso dall’incertezza o dai disguidi sulle piccole cose e poi s’ingigantiscono.

 

13. USCIRE DALLA BOLLA 

Spesso i genitori in fase di separazione (specie i padri) pensano che il tempo che hanno disposizione con il bambino sia poco e dunque lo passano solo facendo cose ‘particolari’: cinema, cena fuori, gioco. Non funziona: i bambini vanno inseriti nella nuova quotidianità, devono imparare a condividere la nuova vita di mamma e papà.

 

14. ACCORDI SU MISURA 

Per quanto riguarda la gestione della casa, del tempo da passare insieme, la quota dell’assegno di mantenimento da passare ai figlio o all’ex coniuge, è importante farsi guidare dai mediatori familiari che, con l’aiuto di psicologi e avvocati, stilino degli accordi cuciti su misura, all’insegna della trasparenza e della buona fede.

 

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