Genitori single

Un inno alle mamme single

Di Sara De Giorgi
abbraccio
23 Gennaio 2019
In Italia sono tanti i genitori single. Si parla di almeno 2,5 milioni di famiglie monoparentali. E sono molti anche in America: una mamma single texana con quattro figli ormai grandi, Maria-Theresa Sigua, ha scritto un vero e proprio "inno" dedicato a tutti i genitori che crescono i figli da soli. Ecco le sue parole.
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Nel mondo sono tanti i genitori single che si trovano da soli a dover crescere i propri figli. A questo proposito, la rivista americana Parents ha dato rilevanza a un post condiviso da Maria-Theresa Sigua, blogger e mamma single texana di quattro figli ormai grandi, la quale ha scritto, nell'articolo in questione, un vero e proprio "inno" dedicato a tutti i genitori che crescono i figli da soli.

 

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Secondo i dati Istat in Italia sono 2,5 milioni le famiglie monoparentali. La cifra che raddoppia se aggiungiamo i genitori che vivono soli, perché i figli sono altrove. Nel 2015 ci sono state quasi 100mila separazioni e oltre 80 mila divorzi: l'aumento è stato del 70 per cento rispetto a 20 anni fa.

 

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Non solo in Italia. Un'analisi svolta dal Centro di Ricerca Pew (Pew Research Center, USA) nel 2018 ha evidenziato che la percentuale di bambini statunitensi che vivono con un genitore non sposato è più che raddoppiata dal 1968, passando dal 13% al 32% (2017). È emerso inoltre che in America il 21% dei piccoli vive con una madre single e il 4% con un papà single: si tratta, nel complesso, di un bambino su cinque.

 

Tutto ciò vuol dire che madri e padri che crescono i loro bambini senza un partner affrontano una serie di grandi sfide finanziarie, emotive e sociali.

 

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È alla luce di questi dati che Maria-Theresa Sigua ha condiviso sul suo blog Maria's Random Rants il seguente "Inno delle mamme single", in cui la blogger parla al partner assente:

'Sii un buon padre, un uomo migliore, rispetta la madre dei tuoi figli e dimostra gratitudine, perché anche se i nostri figli portano il tuo nome, hanno, invece, tutto il mio cuore'

 

«Sono quella che ha spiegato ai bambini perché te ne sei andato, colei che ha affrontato la loro rabbia, la loro frustrazione e le loro lacrime», ha scritto.

 

«Ti ho difeso perché è stato meglio che dire ai piccoli che dovevano definitivamente rinunciare a te e perché fa meno male che odiarti. Ho pagato tutti i loro viaggi per venire a trovarti, e anche alcuni dei tuoi. Ti ho ricordato di chiamarli durante i loro compleanni, di mandare messaggi durante le loro settimane non proprio piacevoli, e poi ho fatto finta di non averlo fatto. Ma io sono quella che è stata lì, dal primo giorno e per tutti i giorni».

 

«Ho organizzato tutte le feste di compleanno e controllato le loro liste di Natale, così come li ho lodati quando hanno preso buoni voti a scuola e li ho consolati quando non hanno ottenuto invece i voti che pensavano di meritare. Poi li ho aiutati a cercare i college, a compilare i moduli per gli aiuti finanziari e compilare le loro iscrizioni» continua Sigua.

 

«Ho firmato i documenti per loro, ho rivisto i loro contratti di affitto, ho insegnato loro come gestire il budget e anche a cucinare la cena da soli».

 

La mamma blogger ricorda di aver anche avuto durissime conversazioni con loro, quelle sul sesso, sul divenire adulti e su come prendersi cura della salute mentale. «Li ho osservati e seguiti in ogni minima delusione che hanno avuto da quando tu li hai lasciati», continua.

 

«Ho ascoltato tutti i loro richiami, compresi quelli degli incubi che arrivano dopo le 2 di notte. Io li ho raccolti, letteralmente, quando erano persi, ho insegnato loro l'amore e la lealtà e anche tutto ciò che... fa schifo e va evitato».

 

«E mentre tu passi il tempo a lamentarti, io passo il tempo a trovare in modo 'creativo' il modo di pagare il 90% delle loro spese che tu sei convinto di non dover coprire. Sono una 'superdonna-mamma single' che ha sacrificato tanto per dare loro una vita piena, nonostante la tua assenza. Quindi, quando mi chiedi, con insensibilità e seccato, 'Cosa diavolo vuoi?', la mia semplice risposta è questa: 'Sii un buon padre, un uomo migliore, rispetta la madre dei tuoi figli e dimostra gratitudine, perché anche se i nostri figli portano il tuo nome, hanno, invece, tutto il mio cuore'».

 

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