Nonni

Separazione e divorzio: il ruolo dei nonni e i loro diritti

Di Alice Dutto
nonninipoti
15 Giugno 2016
Quando una coppia si divide le ripercussioni sulla famiglia possono essere anche molto pesanti e a soffrirne di più, oltre ai figli, possono essere anche i nonni. Ecco il loro ruolo, i diritti, ma anche gli obblighi. Ne parliamo con la mediatrice familiare Arianna Montagni e l'avvocato Francesca Zanoni
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Una separazione e poi il divorzio. Quando una coppia si divide, uno dei rischi maggiori è quello di avere pesanti ripercussioni sulla vita di tutti i componenti della famiglia, figli e nonni compresi. Il problema, spesso, è il conflitto che scaturisce dalla separazione. «La misura quantitativa del conflitto, il grado di conflittualità, più la spiegazione che i figli si danno del conflitto, determinano la qualità del loro sviluppo psico-affettivo – dichiara Arianna Montagni, mediatore familiare, pedagogista clinico, pedagogista di Riva del Garda –. La EST (Emotional Security Theory) prospettiva teorica che assume la sicurezza del bambino come esperienza fondamentale per un sano sviluppo emotivo, rivendica una maggiore attenzione al contesto relazionale allargato in cui il bambino cresce. Per lo sviluppo di un adeguato senso di sicurezza è necessario prendere in considerazione anche la qualità delle altre relazioni genitoriali e le relazioni familiari allargate in primis quelle con i nonni».

 

L'IMPORTANZA DEI NONNI

Da valutare e comprendere quindi è anche il ruolo dei nonni. «Un aiuto concreto che essi possono dare alla coppia coniugale che si separa è impedire al conflitto di invadere tutte le dimensioni relazionali e affettive dei nipoti, limitandone la natura pervasiva e permettendo ai fanciulli di avere presso la loro casa uno spazio neutro e protetto, uno spazio per il sé e per l’espressione libera del proprio malessere, ovvero la paura dell’abbandono» spiega Montagni.

 

Dunque, proprio nella fase di separazione, i nonni rappresentano un punto di riferimento indispensabile per il benessere dei nipoti. «Soprattutto in funzione del ruolo riparativo che essi possono assumere». In questo momento, infatti, la mente del bambino è invasa da domande e interrogativi: “chi mi vuole bene?”, “chi mi accetta, mi ama?”, “che ne sarà di me?”.


Sta ai nonni rassicurarli per evitare che arrivino a pensare che sia tutta colpa loro. Il bambino, infatti, si sente responsabile dei conflitti di cui è spettatore: pensa che il motivo per cui tutti litigano sia la sua stessa esistenza e che per sentirsi liberi arriveranno a smettere di amarlo.

 

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«In questo frangente i nonni possono, con la loro modalità relazionale, favorire l’equilibrio o lo sbilanciamento, poiché ad essi aspetta il difficile compito nella neutralità – prosegue l'esperta –. A loro spetta un'adeguata attenzione nell'espressione delle proprie opinioni (del tutto legittime) nei confronti dei genitori. Lo sviluppo dei sentimenti di impotenza, incertezza e disperazione, possono trovare a casa dei nonni se non una risoluzione al problema, una possibile sospensione o perlomeno un inizio di elaborazione».

 

DIVORZIO: I DIRITTI DEI NONNI

La legge prevede dei diritti, ma anche dei doveri, in relazione al rapporto nonni-nipoti. «Per proteggere il suddetto diritto, è stata introdotta la legge n. 54/2006 che ha riformulato l’art. 155 c.c. e introdotto il principio secondo cui “anche in caso di separazione personale dei genitori, il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”; riconoscendo così implicitamente l’importanza della figura dei nonni nell'educazione dei nipoti. Successivamente, il 7 febbraio 2014 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 28/12/2013 n. 154, che contiene importanti novità in materia di filiazione e rapporto nonni-nipoti» spiega l'avvocato Francesca Zanoni attiva ad Arco, in provincia di Trento.

Questa norma tutela dunque il rapporto nonni-nipoti e riconosce agli stetti nonni la possibilità di avviare delle azioni giudiziarie per tutelare questo diritto.

 

«Il dlgs 154/2013 introduce l’articolo 317bis cc che stabilisce che gli ascendenti abbiano diritto a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni» e inoltre aggiunge che «l’ascendente al quale è impedito l’esercizio di tale diritto può ricorrere al giudice del luogo di residenza abituale del minore affinché siano adottati i provvedimenti più idonei nell'esclusivo interesse del minore».

 

Pertanto ai nonni, ma anche ai bisnonni, sono riconosciuti il diritto di frequentare i nipoti e anche di agire in giudizio per tutelare questo rapporto, nell'interesse dei nipoti stessi che così possono mantenere il legame con gli ascendenti. «Considerata la delicatezza degli interessi in gioco e trattandosi di questioni attinenti alla vita di un minore, i provvedimenti che il giudice potrà emanare a tutela di tale rapporto saranno sempre contemperati sulla base dei suoi interessi primari» sottolinea l'esperta.

 

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Riconosciuto il diritto, ne discende inevitabilmente anche un obbligo per i nonni. Infatti, se da un lato si riconosce l’importanza della vita di relazione nonni-nipoti, dall'altra viene previsto anche l’obbligo per i nonni di contribuire laddove necessario al mantenimento dei nipoti. «L’art. 316bis c.c. (introdotto dal dlgs.154/2013) prevede infatti l’obbligo per i nonni (e gli altri ascendenti), di dare il proprio contributo economico quando entrambi i genitori non siano in grado di farlo».

 

Un obbligo che verrà imposto solo se vi sia un'oggettiva insufficienza dei mezzi, ossia una reale incapacità da parte di entrambi i genitori di provvedere ai loro doversi. «Tale previsione normativa trova la sua ragione di esistenza nella solidarietà familiare e nella necessità di tutelare il minore, ma il ruolo dei genitori resta primario, e quello dei ascendenti solo sussidiario» conclude Zanoni.

 

UN SUPPORTO PSICOLOGICO PER I NONNI

Un ruolo non certo semplice, quello dei nonni. Ecco perché può essere importante poter pensare, anche per loro, alla possibilità di intraprendere un percorso di sostegno, che li aiuti ad affrontare la situazione e a ristabilire un rapporto significativo e continuativo con i nipoti è sicuramente importante.

«Sarebbe opportuno consigliare ad entrambe le coppie (nonni e genitori) una scelta indirizzata a focalizzare l’attenzione ai bisogni del bambino, un percorso teso a ristabilire la comunicazione interrotta lavorando sulla comprensione dei bisogni reciproci. Ricordando Albert Einstein “La pace non può essere mantenuta con la forza, può essere solo raggiunta con la comprensione”, la mediazione familiare (nella sua accezione più allargata) offre nelle diverse situazione collusive uno strumento alternativo di intervento sui conflitti, poiché mira al superamento del problema, spostando l’obiettivo dalla “risoluzione” del conflitto familiare alla “gestione” dello stesso» spiega Arianna Montagni, mediatore familiare.