Mammaflò

Da mamma, a produttrice di eco pannolini

Esterina_Daniela
13 Luglio 2011
“Mammaflò? Flora era mia suocera, purtroppo non c'è più. Un bel nome Flora per un progetto così ecologico, non ti pare? Glielo abbiamo voluto dedicare”. Esterina ha il piglio sveglio. S'è innamorata dei pannolini lavabili alla nascita della primogenita e, da allora, ha pensato ci fosse spazio anche per una piccola realtà che li producesse, in Puglia.
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“Mammaflò? Flora era mia suocera, purtroppo non c'è più. Un bel nome Flora per un progetto così ecologico, non ti pare? Glielo abbiamo voluto dedicare”. Esterina ha il piglio sveglio. S'è innamorata dei pannolini lavabili alla nascita della primogenita e, da allora, ha pensato ci fosse spazio anche per una piccola realtà che li producesse, in Puglia.Un bando regionale per idee innovative, una mamma esperta per imparare il nuovo mestiere di “sarta”, qualche macchina da cucire industriale, un capannone e tanta attenzione agli appalti pubblici per rifornire i Comuni. Esterina, architetto 32enne torinese, trapiantata nel leccese per amore, non ci ha pensato due volte e con la sua Mammaflò s'è inventata un lavoro. "Quando nel 2007 è nata Anna, io e mio marito Antonio ne abbiamo fatto una scelta di ecologia e di rispetto della pelle della bimba – racconta con la gioia di chi è convinta del vantaggio per piccoli e famiglie, e non solo di un guadagno per sé – Ma abbiamo fatto fatica a trovare dei pannolini ecologici in commercio, se ne parlava solo su internet nei forum e dovevamo ordinare i kit in Inghilterra. Oggi invece le cose stanno cambiando, li trovi anche nei negozi e questo permette a più persone di conoscerli: ci si informa e poi si fa una scelta”.La sua scelta era così motivata che l'ha presentata al bando “Principi Attivi” della Regione Puglia nel 2008: il suo progetto, produrre pannolini ecologici a Calimera, in provincia di Lecce. L'idea è stata finanziata e ha ricevuto la prima tranche del fondo perduto da 25mila euro a inizio 2009. Grazie a questi soldi, Esterina e sua cognata Daniela (29 anni, sorella di Antonio) hanno iniziato a creare i prototipi e ad organizzare l'azienda. In estate hanno acquistato i macchinari e predisposto il laboratorio e già in febbraio, nel 2010, hanno dato il via all'attività, che ora ha appena un anno di vita e si muove tra bandi pubblici alla ricerca di qualche contributo un po' sostanzioso e di una programmazione dell'attività un po' più certa che non la vendita al pubblico dei singoli pezzi.“Ora speriamo di ripagare il nostro investimento – spiega fiduciosa, mentre rivela che il finanziamento non è bastato – attraverso la fornitura che ci siamo aggiudicate per il Comune di Olbia, circa 100mila euro per la consegna di kit ai bambini da 0 a 3 anni e agli asili comunali. E poi ancora, a Gioia del Colle, Otranto... E anche in provincia di Torino abbiamo una convenzione: le famiglie possono acquistare a prezzi agevolati, scegliendo tra noi e una decina di altre ditte”.Leggi anche: Pannolini lavabili, perché sceglierli, Risparmiare in gravidanza e quando arriva il bambinoAutore: Sanzia Milesi