Smart working per le mamme

Smart working per le mamme: soluzione ai problemi o fonte di ulteriore stress?

Di Giulia Foschi
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9 marzo 2020
Lavorare da casa per le mamme è senz'altro una risorsa utile dal punto di vista organizzativo, ma qualche volta tenere insieme bambini e lavoro diventa un'impresa. Soprattutto se l'azienda non dà il suo supporto. Ne parliamo con un esperto.

 

Smart working per le mamme: soluzione ai problemi o fonte di ulteriore stress?

 

Smart working significa letteralmente "lavoro agile". Così lo definisce l'articolo 18 della legge n. 81/2017. Il suo scopo è "incrementare la produttività aziendale e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro": in sostanza, lo smart working è una modalità di lavoro flessibile che, grazie all'uso del digitale, permette di portare avanti i compiti normalmente svolti in ufficio da casa, o comunque a distanza. Ma si tratta veramente di una soluzione efficace?

 

 

Smart working e stress

 

L'agilità di questa formula, tuttavia, non è così scontata: secondo l'ultima ricerca svolta da Sitly, piattaforma specializzata nella ricerca di babysitter, il 72% delle mamme intervistate in Italia ammette che la conciliazione tra lavoro e famiglia è possibile, ma non è semplice. Secondo il Household Longitudinal Survey (il più grande sondaggio di questo tipo mai realizzato in Inghilterra) è risultato che le donne lavoratrici con figli mostrano livelli di stress più elevati del 18% rispetto alle donne senza figli. E il 34% delle mamme coinvolte nella ricerca di Sitly ha ammesso di essere fortemente stressato. Abbiamo chiesto un parere a Sabino Maria Frassà, esperto di corporate social responsability, vicepresidente di Fondazione Cure e direttore di Ama Nutri Cresci.

 

Lo smart working può davvero servire a ridurre lo stress delle mamme che lavorano? 

"Io non credo ci siano ricette perfette contro lo stress, che è una reazione soggettiva a degli stimoli esterni – spiega Frassà -. Lo smart working può indubbiamente aiutare, ma deve essere correttamente recepito e messo in pratica tranquillamente e positivamente sia dalla mamma che lo sceglie, sia dai datori di lavoro: altrimenti rischia di generare ulteriore stress. Dev'essere chiaro a entrambe le parti che non è la stessa cosa che lavorare dall'ufficio: dobbiamo ammettere che cambia l'interazione tra le persone e che andranno riviste alcune consuetudini e credenze dure a morire in Italia. Prima tra tutte lo smart Working mina e dovrebbe scardinare la convinzione che vede nelle ore passate in ufficio un segnale di "fedeltà" da elogiare. In tanti uffici chi se ne va presto è visto male. Tanti preferiscono leggersi le email o leggere al PC piuttosto che uscire "presto". Dovremmo capire, banale a dirsi, che non sono le ore passate a lavoro, ma il modo. Ovvio ci vuole serietà da parte del lavoratore, altrimenti il patto di fiducia necessario viene a mancare".

 

 

Smart working in gravidanza e smart working in periodi “normali”: le differenze

 

Come mettere in pratica lo smart working al meglio?

"Naturalmente dipende dal tipo di impiego, ma in generale il lavoro in team è fondamentale, e l'empatia è parte di una corretta comunicazione e del buon funzionamento di un qualsiasi ufficio - prosegue Frassà -. Temo quindi che sia difficile e rischioso il pensare a un lavoro da casa totalizzante, o quasi. Può essere uno strumento anche significativo, ma senza superare, se non in particolari casi (Coronavirus, gravidanza o periodi contingentati) la soglia del 40%.  Per metterlo correttamente in pratica, bisogna studiare i reciproci bisogni e trovare il mix perfetto". 

Smart Working, come iniziare

Ci potrebbe dare qualche consiglio pratico per la gestione dello smart working?

  1. BABYSITTER PER QUALCHE ORA. "Io credo che, potendo, la soluzione migliore sia quella di avere al proprio fianco una baby sitter, o comunque una persona che si occupi dei bambini mentre la mamma lavora, magari anche solo per qualche ora, o nei momenti cruciali. Così la mamma sarà comunque presente, a fianco dei figli, ma potrà dedicarsi al lavoro".
  2. NO ALLA TV E TABLET, SPAZIO ALLA CREATIVITA'. "Sconsiglio, in generale, di piazzarli davanti alla televisione o al tablet, proponendo altre attività, dalla lettura al disegno, alle quali la mamma potrà partecipare di tanto in tanto. Parlo naturalmente di bambini di qualche anno: per i neonati la questione è chiaramente diversa".
  3. L'IRONIA COME MODALITA' DI GESTIONE DELLE EMERGENZE. "Se quando un cliente o il capo chiama il bambino piange, non scusatevi: buttatela sul ridere".

 

Gestione dello smart working

 

E se la lavoratrice percepisce che in azienda non è "visto di buon occhio" chi chiede di accedere a questa modalità di gestione del tempo di lavoro?

  1. FAR CAPIRE CHE SODDISFAZIONE FA RIMA CON PRODUTTIVITA'. Per far "accettare socialmente" che lo smart working per chi ha figli è una buona soluzione anche per l'azienda, il dialogo è il primo passo. "Fondamentale è far capire che una persona soddisfatta e serena è più efficace e produttiva. Non rivendicare, ma proporre e socializzare i bisogni con il capo e con i colleghi che non devono vedere nel figlio altrui un problema, ma una condizione almeno neutra, se non positiva".
  2. NON ESSERE MONOTEMATICI. "È normale che i figli siano al centro del nostro vivere, ma attenti a parlarne troppo in ufficio: si rischia di urtare la sensibilità di chi magari non è riuscito ad averne e non ne parla e rischia di far fraintendere anche la propria professionalità: sono una persona adulta, che sta lavorando e che ha vissuto e vive una grande fortuna che è quella di avere avuto un figlio".
  3. CONDIVIDERE L'UFFICIO DA CASA. Se si lavora in una piccola realtà o in un'azienda in cui c'è un buon dialogo e dei rapporto umani discreti, una soluzione potrebbe essere quella di aiutare le persone a mettersi nei panni altrui. "Un suggerimento: visto che vedersi di persona è fondamentale, perché non invitare una volta il capo o un collega a lavorare due ore o ad esempio a fare una call a un cliente insieme da casa? Così si vedrà che a casa si lavora e che il bambino è un elemento non solo di rumore, ma anche di serenità e quindi maggiore produttività".