A SOSTEGNO DELLE FAMIGLIE

Assegni al nucleo familiare: pubblicati i nuovi importi. Ecco come si richiedono e a chi spettano

Di Alice Dutto
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27 Luglio 2018
Come ogni anno l'ente previdenziale ha pubblicato le nuove tabelle per calcolare gli importi degli Anf aggiornate sulla base degli indici Istat. Ecco come funziona il procedimento e come si fa per richiederli
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L'Inps ha pubblicato le nuove tabelle per il calcolo dell'importo degli assegni familiari che verranno erogati nel periodo dal 1 luglio 2018 al 30 giugno 2019. Importi e limiti di reddito ora rispettano l'aumento dell'1,1% dei prezzi al consumo calcolato dall'Istat. Le nuove somme si trovano in forma di Allegato alla Circolare 68 del 11 maggio 2018.

 

Il dottor Simone Boglietti Zacconi, consulente del lavoro, titolare dello Studio Boglietti Zacconi e consulente tecnico del Giudice presso il tribunale di Vercelli, ci ha aiutato a orientarci in questa tematica. 

 

 

Che cosa sono gli assegni familiari e a chi spettano

L'assegno al nucleo familiare (ANF) nasce come forma di sostegno erogata dall'Inps per le famiglie dei lavoratori dipendenti, dei titolari delle pensioni e delle prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente e dei lavoratori assistiti dall’assicurazione contro la tubercolosi.

Ne possono usufruire: lavoratori dipendenti, lavoratori dipendenti agricoli, lavoratori domestici, lavoratori iscritti alla Gestione Separata, titolari di pensione a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, ed ex Enpals, titolari di prestazioni previdenziali, lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto.

Sul sito dell'Inps c'è una parte in cui si indicano i requisiti del nucleo familiare per fare la domanda.

Da sottolineare che ne ha diritto anche il coniuge collocatario nel caso di coniugi divorziati o parte di unione civile separati (in caso di affidamento condiviso, solo uno dei genitori riceverà l'assegno). Anche i lavoratori stranieri extracomunitari, a parte chi ha un contratto stagionale, possono richiedere gli ANF, ma solo rispettando determinate regole.
 

Il valore dell'assegno


L'entità dell'assegno cambia a seconda del reddito complessivo della famiglia, ma anche dal numero e della tipologia dei componenti. In questo senso, infatti, influisce la presenza di figli minori o inabili al lavoro.

Per accedere all'assegno, «I nuclei familiari devono essere composti da più persone e il reddito complessivo deve essere inferiore a quello determinato ogni anno dalla legge» chiarisce l'Istituto Nazionale Previdenza Sociale.
 

Come calcolare l'entità dell'assegno


La prima cosa da fare per capire qual è l'entità del bonus per chi ne ha diritto è quella di calcolare il reddito del nucleo familiare. Questo è dato dalla somma dei redditi prodotti nell'anno solare precedente il 1° luglio di ciascun anno dai diversi componenti del nucleo familiare con specifici criteri che potete ricavare dalla pagina dedicata sul sito dell'Inps.
 

Una volta chiarito qual è il reddito del nucleo familiare, per sapere qual è l'importo dell'assegno familiare che vi spetterebbe, potete consultare le tabelle Inps aggiornate o utilizzare degli strumenti online, come quelli che si trovano su www.irpef.info/anf.

 

Un esempio concreto: un nucleo composto da due genitori e un figlio minore non inabile al lavoro avrà diritto a un assegno mensile di 137,50 euro se il reddito complessivo non supera i 14.541,59 euro. Nella stessa situazione, ma con un reddito tra i 52.931,35 e i 53.047,68 euro, l'importo scende a 30,98 euro.

 

Chi eroga l'assegno

L'assegno viene pagato dal datore di lavoro per conto dell'Inps in occasione del pagamento dello stipendio.

Gli addetti ai servizi domestici, iscritti alla alla Gestione Separata, gli operai agricoli dipendenti a tempo determinato, i lavoratori di ditte cessate o fallite o i beneficiari di altre prestazioni previdenziali ricevono il pagamento diretto da parte dell'Inps (in questo caso via bonifico presso ufficio postale o accredito su conto corrente bancario o postale).

Quando non si ha più diritto

Se vengono a mancare le condizioni per il suo riconoscimento – ad esempio, nel caso di una variazione del reddito o del raggiungimento della maggiore età del figlio non inabile al lavoro – non si ha più diritto a ricevere l'assegno.