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Famiglie e Covid, il punto della situazione e dei bonus disponibili

di Elena Cioppi - 20.10.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Bonus Famiglie Covid, qual è la situazione delle famiglie italiane secondo gli ultimi dati e quali aiuti sono in programma per loro: facciamo il punto della situazione.

Il Covid-19 sta impattando non solo sulle nostre abitudini quotidiane o sulla demografia, ma anche e soprattutto sullo scheletro economico del nostro Paese. Cambiamenti che, sempre di più, tendono a coinvolgere le famiglie con bambini (già vittime degli effetti indiretti della pandemia) che nell'era pre-coronavirus non pativano mancanze in questo senso. L'ultimo DPCM in vigore dal 19 ottobre 2020 aggiunge e perfeziona sussidi e bonus famiglie Covid e cambia le carte in tavola sul fronte della routine sociale e professionale, per fronteggiare la diffusione dei contagi a breve termine. Ma la fotografia restituita da una ricerca della Caritas sui "nuovi poveri" ridisegna i confini di uno Stivale in cui sono sempre di più i genitori e in particolre le donne e mamme ad aver bisogno di un supporto e non solo nel breve periodo. E qui facciamo il punto di bonus, sgravi, agevolazioni senza ISEE e con e altri aiuti dedicati a questa categoria.

In questo articolo

Bonus famiglie Covid, la fotografia della situazione italiana

Secondo il rapporto 2020 della Caritas su povertà ed esclusione sociale in Italia il secondo trimestre di questo anno all'insegna della pandemia ha registrato una flessione significativa degli occupati rispetto al 2019, quasi 841 unità in meno. Una cifra che spaventa, considerando anche il valore degli inattivi (coloro che non hanno un lavoro e non lo cercano) che tende ad aumentare mese dopo mese. I "nuovi poveri" della Caritas (che con il suo rapporto ha provato a disegnarne un profilo) sono spesso nuclei familiari con minori a carico ma anche donne e giovani che stanno vivendo uno stop professionale senza precedenti. Per nuovi poveri la Caritas intende persone che, fino ad ora, non avevano mai richiesto aiuti o sussidi perché non ne necessitavano. Poi il Covid-19 ha cominciato a influire non solo sulla quotidianità personale, sulla vita dei bambini in una scuola ai tempi del virus o impegnati con la didattica a distanza, persino sulla fertilità ma anche e soprattutto sul tessuto economico. Che da un punto di vista personale spesso vol dire rivedere le proprie possibilità di spesa e la difficoltà nello stare dietro a quelle fisse. Il risultato di questa situazione è che nel periodo che va da maggio a settembre 2020, il 45% delle persone che si è rivolto alle strutture della Caritas non ci era mai andato prima.  

Perché le donne sono le più colpite

Dal report della Caritas è emerso che la posizione più preoccupante in termini economici legati all'emergenza sanitaria è quella delle famiglie con bambini a carico ma anche quella di donne e giovani alla ricerca di impiego. Proprio la posizione delle donne si incrocia con i trend in crescita su disoccupazione e inattività, come confermano anche i dati di altri paesi. Una ricerca del The Independent ha poi giustamente evidenziato che sono da considerare tutte le possibili derivazioni dei nuclei familiari: in questo quadro i genitori single diventano purtroppo un bersaglio troppo facile.

Lo smart working coniugato alla didattica a distanza in lockdown, la gestione delle malattie dei bambini ai tempi del Covid che spesso costringono i genitori al lavoro agile (ma forse non poi così tanto "smart") con i figli di nuovo a casa, l'incertezza generale fanno sì che siano le donne e mamme a patire di più. E se già il valore della disoccupazione femminile in Italia era alto prima dello scoppio della pandemia, l'Istat ha confermato che il trend per questa categoria è in ascesa. A gennaio 2020 il tasso di occupazione femminile tra i 15 e i 65 anni era circa al 50%. In pratica, una donna su due lavorava. Un dato non proprio consolante (in Europa l'italia era in penultima posizione rispetto a questo dato, almeno fino a febbraio 2020), ma comunque positivo. Che però si è rovesciato allo scoppio dell'emergenza coronovirus. I dati del rapporto Istat dicono che "Tra le donne è alta, anche se non maggioritaria, la diffusione dei cosiddetti orari antisociali - serali, notturni, nel fine settimana, turni – che assumono grande rilevanza per la qualità del lavoro e la conciliazione con la vita privata. Più di due milioni e mezzo di occupati - di cui 767mila donne - dichiarano infatti di lavorare di notte; quasi cinque milioni - di cui 2 milioni donne – prestano servizio la domenica e oltre 3,8 milioni - 1 milione e 600mila donne - sono soggetti a turni". 

Ma non solo: l'Istat conferma che le difficoltà maggiori nella gestione dei figli in questo periodo è proprio a carico delle donne, impegnate su più fronti, anche su quello scolastico dei figli. Il rapporto infatti dice che "il 38,3% delle madri occupate (42,6% se con figli da 0 a 5 anni) modifica orario o altri aspetti del lavoro per adattarli agli equilibri familiari mentre i padri lo fanno in misura molto minore (rispettivamente 11,9% e 12,6%)". La situazione però si aggrava analizzando la situazione delle famiglie del Sud Italia, e qui i dati si vanno a intersecare con la ricerca della Caritas. Spesso non è possibile conciliare tutti questi elementi in modo omogeneo e si tende a ridimensionare le ore di lavoro, a lasciarlo, addirittura, per poter gestire meglio i nuovi equilibri familiari creati dalla pandemia di Covid-19.  Questo quadro complica una situazione già di per sé difficile, che spesso colpisce le categorie già a rischio, famiglie e donne in particolare. Per non parlare degli effetti della pandemia sull'apprendimento dei bambini.

Bonus, sgravi e aiuti alle famiglie: a che punto siamo

Congedo Parentale Covid-19 per quarantena scolastica

Il contenuto del Decreto Rilancio varato questa estate è ancora valido e prevede aiuti per le famiglie in termini di Congedo Parentale per Covid-19, un periodo bonus in cui padri e madri con figli entro i 12 anni possono richiedere fino a un massimo di 30 giorni (entro il 30 dicembre 2020) con una retribuzione del 50% dello stipendio. La circolare INPS del 2 ottobre la n. 116 ha anche specificato che, per i soli genitori dipendenti del settore pubblico e privato questa tipologia di congedo è prevista anche nei casi di quarantena scolastica.

Le misure anti-Covid per le famiglie della manovra 2021

La riforma del Fisco del 2021 non può ovviamente non considerare la situazione attuale e andrà incontro alle famiglie in diversi modi. Da luglio 2021 verrà introdotto l'assegno unico esteso anche ai lavorati autonomi. L'assegno unico coinvolgerà 11 milioni di famiglie che percepiranno tra le 200 e le 250 euro per ciascun figlio, in arrivo da uno stanziamento di 3 miliardi dedicati. Sarà data inoltre la possibilità ai padri di estendere il congedo di paternità così da dare sollievo alle mamme.

Il Super cashback per chi paga col bancomat

Il piano per favorire i pagamenti via carte e moneta digitale prevede anche un piano dedicato al cashback, ovvero al sistema di ritorno di spese effettuate in percentuali variabili. Il piano del Governo va incontro alle famiglie che prediligono i pagamenti con carte e bancomat e prevede due super premi da 1.500 euro per i primi 100 mila che parteciperanno e che effettueranno più transazioni. Si parte a dicembre 2020: servono minimo 50 transazioni ogni sei mesi per ottenere un rimborso del 10% del tetto massimo considerato, ovvero 1.500 a semestre. In credito cashback sul portafoglio familiare? Si può arrivare a circa 150 euro.

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