Reddito d'inclusione

Che cos'è il Reddito d'inclusione?

Di Niccolò De Rosa
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13 Marzo 2017
Conosciamo meglio la misura anti-povertà al vaglio del Governo che dovrebbe offrire sostegno a quelle famiglie che versano in condizioni di povertà assoluta
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Dopo il via libera di Camera e Senato, il disegno di legge volto a contrastare le situazioni di estrema povertà attendo ora il decreto attuativo del Governo per poter divenire una realtà concreta. L'iter burocratico richiederà ancora qualche settimana, ma dopo il Sì di Palazzo Madama le misure previste dal DL sono già piuttosto chiare con un potenziamento dei servizi sociali e dei centri per l'impiego, nonché l'introduzione del cosiddetto "reddito d'inclusione".

 

Che cos'è il REI?

Il Reddito d'Inclusione (o reddito d'inclusione sociale) è lo strumento principe di questo nuovo pacchetto anti-povertà. Esso prevede un aiuto economico spendibile in beni di prima necessità per quei soggetti sociali che versano in condizioni di povertà assoluta; in questo modo lo Stato punta a garantire anche alla fasce più disagiate un livello di vita dignitoso e scongiurarne l'emarginazione sociale.

 

Il REI è una misura universale senza distinzioni di categorie d'appartenenza (anziani, genitori single ecc..; Solo il bisogno economico funge da discriminante) cui possono beneficiare anche gli extra-comunitari privi di cittadinanza italiana ma in possesso dei requisiti di durata minima residenza sul territorio nazionale (in accordo con le normative dell'Unione Europea).

 

Come funziona

A decretare l'accesso all'assegno (o al voucher) sarà un redditto ISEE inferiore ai 3000€ ed il riconoscimento di alcuni parametri che saranno più chiari dopo l'emanazione del decreto attuativo da parte del Governo.

 

Nella forma originaria del provvedimento infatti si prevedeva la destinazione prioritaria alle famiglie con figli minorenni e solo successivamente ai soggetti con maggiore difficoltà di inserimento e di ricollocazione nel mercato del lavoro, ma tale scala di priorità è stata modificata per essere maggiormente sostenibile dalle risorse stanziate e per tutelare fasce sociali ancora più a rischio.

Al momento dunque, i primi a poter ottenere l'incentivo dovrebbero essere i nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza accertata o con soggetti di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione.

 

L'ammontare del sostegno potrà variare, a seconda delle situazioni, dagli 80 fino ad un massimo di 480 euro. Anche qui occorrerà attendere l'attuazione definiitva per conoscere con esattezza i criteri di valutazione.

 

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Una misura "attiva"

Il REI non sarà però un "reddito di cittadinanza" o una misura assistenzialista passiva: chiunque voglia usufruirne dovrà inserirsi in un percorso orchestrato da servizi sociali e centri per l'impiego volto a reperire un nuovo impiego o comunque a migliorare la propria condizione.

 

Le cifre dell'operazione

Il reddito d'inclusione è stato finanziato attraverso il Fondo per la lotta alla povertà, che ha una dotazione di 1,03 miliardi nel 2017 e di 1,054 miliardi dal 2018, e dovrebbe riguardare circa 400.000 famiglie, pari a 1.770.000 persone.

Si tratta di un primo passo per sanare l'emergenza sociale che, secondo i dati Istat, vede in Italia la presenza di 4.600.000 soggetti in prossimità della soglia di povertà assoluta.