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Come insegnare il valore dei soldi ai bambini

di Alice Dutto - 28.07.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il ruolo dei genitori nel rapporto dei figli con il denaro è molto importante. Fin da quando sono piccolissimi, ai bambini deve essere spiegato a cosa servono e da dove provengono i soldi, senza instaurare sensi di colpa. Abbiamo chiesto a Miriam Cresta di Junior Achievement Italia come fare

Il valore dei soldi spiegato ai bambini

Non è sempre facile gestire le proprie finanze. E per arrivare a essere degli adulti consapevoli nella gestione dei soldi, i genitori svolgono un ruolo importante. Ma, nel concreto, come insegnare il valore dei soldi ai bambini? Innanzitutto, c'è da fare una 

In questo articolo

1. I presupposti culturali

Nel nostro Paese la relazione figli-genitori-denaro presenta delle criticità: «Da noi questo rapporto è molto delicato perché il denaro è utilizzato in modo ambiguo – sottolinea Miriam Cresta, direttore generale di Junior Achievement Italia, la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all'educazione economico-imprenditoriale nella scuola –. Se, infatti, è lo strumento attraverso cui si possono rendere indipendenti i propri figli, è allo stesso tempo il mezzo con cui li si tiene vicini».

C'è poi un altro tema culturale rilevante: l'indice di alfabetizzazione finanziaria. «Qui c'è una forte disparità di genere – continua Cresta –. Sono gli uomini, in questo particolare periodo storico, ad avere maggiori competenze tecniche su aspetti di finanza. In famiglia è spesso il padre ad avere tali competenze. E questo anche se i genitori sono entrambi laureati o diplomati: gli uomini sono più predisposti rispetto alle donne per queste attività. Si vede già nei bambini: in classe, ad esempio, molti maschietti sanno già cos'è un tasso d'interesse al contrario delle femmine».

2. Si inizia fino dai 4 anni


Ma quando iniziare a insegnare il valore dei soldi? «Da subito: già dai 4 anni si possono fare i primi passi – indica l'esperta –. I bambini, frequentando gli adulti, entrano già in contatto con il denaro e capiscono che è uno strumento di scambio. Fondamentale a quest'età è che loro vedano le cose: quindi è difficile che capiscano il funzionamento del bancomat e della carta di credito, perché ciò che non vedono per loro non esiste».

3. Bisogna dare spiegazioni concrete e semplici


È importante però cominciare a spiegare che cosa sia il denaro, a che cosa serva e, soprattutto, da dove provenga, altrimenti la loro percezione è che sia illimitato. «Si può dire, ad esempio, che il papà e la mamma ricevono in cambio dei soldi per il lavoro che svolgono e che sono gli stessi che il bimbo vede nel loro borsellino: applicando una logica concreta e semplice si aiutano i piccoli a capire il meccanismo. Bisogna poi rispondere puntualmente a tutte le domande che ci faranno: se le fanno vuole dire che hanno ancora bisogno di capire. Se invece non chiedono più niente vorrà dire che sono arrivati al loro livello di comprensione e ci si può fermare lì prima di introdurre nuovi concetti».

Quando saranno pronti, bisognerà poi spiegare a che cosa serva il denaro, collegandolo alla dimensione del prezzo e introdurre così il concetto che esistano dei bisogni primari, che è necessario soddisfare, e altri che invece sono legati al nostro benessere. «Per tutti vale il discorso della coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa. Se un genitore dice che bisogna risparmiare e poi non lo si fa, il bimbo lo capirà e si confonderà».

4. No al senso di colpa

Per evitare di legare al denaro il senso di colpa «non ci dovrebbe mai essere un'associazione tra il denaro e la relazione figlio-genitore – spiega Miriam Cresta –. Mai chiedergli di svolgere un lavoretto in casa in cambio di soldi o di premiarlo con del denaro per un buon voto a scuola. Studiare è il lavoro dei piccoli, un lavoro che non deve essere ricompensato con i soldi. Piuttosto è meglio organizzare qualcosa da fare insieme come premio».

Questo perché altrimenti si inserisce il denaro in una relazione affettiva. I soldi possono invece essere utilizzati come ricompensa per un'occasione speciale, come il Natale o un compleanno.

5. Insegnare l'autonomia

«Compito del genitore è poi insegnare al figlio a gestire in autonomia i suoi soldi, ad esempio la mancia dei nonni. Bisogna trasmettere, anche attraverso l'esempio, l'importanza e il valore del risparmio, ma anche accettare che nostro figlio sia diverso da noi: se preferisce spendere i suoi risparmi, bisogna lasciarglielo fare. Questo anche per fargli toccare con mano che cosa succede se li spende tutti in modo irresponsabile: non ne avrà più per comprare qualche altra cosa che desidera. Insomma, anche il fallimento può essere educativo: è una palestra. L'importante è spiegare il proprio punto di vista e accompagnare il piccolo in questo percorso verso l'autonomia».

6. Esercizi pratici

Un buon esercizio per far fare pratica ai bambini è portarli a fare la spesa: «Si può scegliere insieme la merenda per la scuola, spiegando il rapporto prezzo-qualità di un prodotto. Ecco che, in questo modo, anche un compito semplice diventa un momento educativo e divertente».

Quando sono più grandi, un buon gioco per esercitare le capacità economiche dei figli è il Monopoli: «Giocando, si può capire quale sia la strategia dei propri figli nei confronti dei soldi e magari analizzarla insieme».

7. Libri utili

Per aiutare i genitori nel compito di educare i figli al risparmio e alla gestione dei soldi possono essere utili alcuni libri:

  • L'economia spiegata a mio figlio" di Fabrizio Galimberti.
    Ricordi, Adrian, quando eri a scuola e ti chiedevano cosa faceva tuo padre? Tu farfugliavi: economista, giornalista... economista giornalista... giornalista... economista... giornalista economico... Ma, alla fine, capivano quello che faccio? No, rispondevi. Ma almeno tu lo capisci? Veramente neanch'io, confessavi...

  • "Il salvadanaio di Arianna. Soldi, risparmi e banche spiegati ai ragazzi"
    Arianna è molto attratta dalle vetrine che vede in strada mentre va a fare shopping con papà. Di fronte a ognuna scatta la frase: «Me lo compri papà?». La risposta però è sempre "no". C'è la crisi e l'economia familiare è messa a dura prova. Ma Arianna non riesce a capire bene così, pazientemente, il papà le racconterà cosa fanno le banche, che cos'è il denaro e cosa significano termini come "risparmio" e "investimenti".

  • "L'economia è una bella storia"
    Zoe, Lisa e Rufus rimangono isolati insieme a nonno Eco durante un temporale. Quale migliore occasione per tempestarlo di domande? Il nonno dovrà così rispondere a domande serissime come: quanti denti di balena può costare un gelato? La formica della favola è una risparmiatrice o un'egoista senza cuore? Grazie alle spiegazioni del nonno economista i tre bambini scopriranno che l'economia, alla fine, non è poi così noiosa.

  • "Io e l'economia"
    L'ebook gratuito è nato da un'iniziativa del Consorzio PattiChiari in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per favorire la diffusione dell'educazione finanziaria. All'interno si trovano i racconti di ragazzi tra gli 11 e i 13 anni che rivelano come si possa parlare di economia anche con creatività e leggerezza. Nelle loro storie, poi, il denaro assume una dimensione equilibrata e responsabile.

  • "Parli sempre di soldi!" (adatto dai 15 anni in su)
    Felicitas, Fabian e Fanny sono i tre nipoti dell'eccentrica zia Fé che fa una vita ai loro occhi meravigliosa. Ogni volta che la incontrano le fanno mille domande: da quelle più semplici, come da dove vengono i soldi, perché non bastano mai e chi li stampa; a quelle più complesse, ad esempio che cos'è l'inflazione, il mercato nero, la svalutazione, i cartelli e la congiuntura. Tutti interrogativi a cui la stravagante zia fornisce adeguate e non scontate risposte.

Domande e risposte

Come spiegare ai bambini l'importanza del risparmio?

Il bambino puà raccogliere i soldini regalati da genitori e nonni per raggiungere la somma necessaria a comperare quel giocattolo visto in vetrina. In questo modo il bimbo diventa consapevole del valore delle cose. 

Come insegnare ai bambini il valore dei soldi attraverso il gioco?

Possiamo giocare al negozio, usando soldini veri anziché di plastica. Servirà a stimolare il far di conto, ma anche a far capire  ai bambini come funzionano le transazioni e che nei negozi nessuno fa regali.

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