IL VALORE DEL DENARO

Come insegnare il valore dei soldi ai bambini

Di Alice Dutto
ipa_almkp6ba5
09 Dicembre 2016 | Aggiornato il 26 Luglio 2018
Il ruolo dei genitori nel rapporto dei figli con il denaro è molto importante. Fin da quando sono piccolissimi, ai bambini deve essere spiegato a cosa servono e da dove provengono i soldi, senza instaurare sensi di colpa. Abbiamo chiesto a Miriam Cresta di Junior Achievement Italia come fare
Facebook Twitter More

Non è sempre facile gestire le proprie finanze. E per arrivare a essere degli adulti consapevoli nella gestione dei soldi, i genitori svolgono un ruolo importante. Ma, nel concreto, come insegnare il valore dei soldi ai bambini? Innanzitutto, c'è da fare una premessa.


I presupposti culturali


Nel nostro Paese la relazione figli-genitori-denaro presenta delle criticità: «Da noi questo rapporto è molto delicato perché il denaro è utilizzato in modo ambiguo – sottolinea Miriam Cresta, direttore generale di Junior Achievement Italia, la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economico-imprenditoriale nella scuola –. Se, infatti, è lo strumento attraverso cui si possono rendere indipendenti i propri figli, è allo stesso tempo il mezzo con cui li si tiene vicini».

 


C'è poi un altro tema culturale rilevante: l'indice di alfabetizzazione finanziaria. «Qui c'è una forte disparità di genere – continua Cresta –. Sono gli uomini, in questo particolare periodo storico, ad avere maggiori competenze tecniche su aspetti di finanza. In famiglia è spesso il padre ad avere tali competenze. E questo anche se i genitori sono entrambi laureati o diplomati: gli uomini sono più predisposti rispetto alle donne per queste attività. Si vede già nei bambini: in classe, ad esempio, molti maschietti sanno già cos'è un tasso d'interesse al contrario delle femmine». 

 

1. Si inizia fino dai 4 anni


Ma quando iniziare a insegnare il valore dei soldi? «Da subito: già dai 4 anni si possono fare i primi passi – indica l'esperta –. I bambini, frequentando gli adulti, entrano già in contatto con il denaro e capiscono che è uno strumento di scambio. Fondamentale a quest'età è che loro vedano le cose: quindi è difficile che capiscano il funzionamento del bancomat e della carta di credito, perché ciò che non vedono per loro non esiste».
 

2. Bisogna dare spiegazioni concrete e semplici


È importante però cominciare a spiegare che cosa sia il denaro, a che cosa serva e, soprattutto, da dove provenga, altrimenti la loro percezione è che sia illimitato. «Si può dire, ad esempio, che il papà e la mamma ricevono in cambio dei soldi per il lavoro che svolgono e che sono gli stessi che il bimbo vede nel loro borsellino: applicando una logica concreta e semplice si aiutano i piccoli a capire il meccanismo. Bisogna poi rispondere puntualmente a tutte le domande che ci faranno: se le fanno vuole dire che hanno ancora bisogno di capire. Se invece non chiedono più niente vorrà dire che sono arrivati al loro livello di comprensione e ci si può fermare lì prima di introdurre nuovi concetti».

 

Quando saranno pronti, bisognerà poi spiegare a che cosa serva il denaro, collegandolo alla dimensione del prezzo e introdurre così il concetto che esistano dei bisogni primari, che è necessario soddisfare, e altri che invece sono legati al nostro benessere. «Per tutti vale il discorso della coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa. Se un genitore dice che bisogna risparmiare e poi non lo si fa, il bimbo lo capirà e si confonderà».

 


3. No al senso di colpa


Per evitare di legare al denaro il senso di colpa «non ci dovrebbe mai essere un'associazione tra il denaro e la relazione figlio-genitore – spiega Miriam Cresta –. Mai chiedergli di svolgere un lavoretto in casa in cambio di soldi o di premiarlo con del denaro per un buon voto a scuola. Studiare è il lavoro dei piccoli, un lavoro che non deve essere ricompensato con i soldi. Piuttosto è meglio organizzare qualcosa da fare insieme come premio».

 

Questo perché altrimenti si inserisce il denaro in una relazione affettiva. I soldi possono invece essere utilizzati come ricompensa per un'occasione speciale, come il Natale o un compleanno.


4. Insegnare l'autonomia

«Compito del genitore è poi insegnare al figlio a gestire in autonomia i suoi soldi, ad esempio la mancia dei nonni. Bisogna trasmettere, anche attraverso l'esempio, l'importanza e il valore del risparmio, ma anche accettare che nostro figlio sia diverso da noi: se preferisce spendere i suoi risparmi, bisogna lasciarglielo fare. Questo anche per fargli toccare con mano che cosa succede se li spende tutti in modo irresponsabile: non ne avrà più per comprare qualche altra cosa che desidera. Insomma, anche il fallimento può essere educativo: è una palestra. L'importante è spiegare il proprio punto di vista e accompagnare il piccolo in questo percorso verso l'autonomia».
 

fare la spesa
Un buon esercizio per far fare pratica ai bambini è portarli a fare la spesa: «Si può scegliere insieme la merenda per la scuola, spiegando il rapporto prezzo-qualità di un prodotto» | Alamy.com


5. Esercizi pratici


Un buon esercizio per far fare pratica ai bambini è portarli a fare la spesa: «Si può scegliere insieme la merenda per la scuola, spiegando il rapporto prezzo-qualità di un prodotto. Ecco che, in questo modo, anche un compito semplice diventa un momento educativo e divertente».

Quando sono più grandi, un buon gioco per esercitare le capacità economiche dei figli è il Monopoli: «Giocando, si può capire quale sia la strategia dei propri figli nei confronti dei soldi e magari analizzarla insieme».

6. Libri utili


Per aiutare i genitori nel compito di educare i figli al risparmio e alla gestione dei soldi possono essere utili alcuni libri. Eccoli suddivisi per età.

. Dai 5 anni
"Monet e Tina"


Ogni cosa ha un prezzo, insegnano i due topolini Monet e Tina nel libro interattivo che svela ai più piccoli una dura realtà: dal bancomat non escono magicamente i soldi se prima non li abbiamo portati in banca! Come faranno a guadagnare il necessario per fare un regalo alla loro mamma? Saranno i bambini a dover rispondere alle loro domande, un'occasione importante per sensibilizzarli sul tema.

.

Dai 10 anni


"Il salvadanaio di Arianna. Soldi, risparmi e banche spiegati ai ragazzi"


Arianna è molto attratta dalle vetrine che vede in strada mentre va a fare shopping con papà. Di fronte a ognuna scatta la frase: «Me lo compri papà?». La risposta però è sempre "no". C'è la crisi e l'economia familiare è messa a dura prova. Ma Arianna non riesce a capire bene così, pazientemente, il papà le racconterà cosa fanno le banche, che cos'è il denaro e cosa significano termini come "risparmio" e "investimenti". 
 

"L’economia è una bella storia"

Zoe, Lisa e Rufus rimangono isolati insieme a nonno Eco durante un temporale. Quale migliore occasione per tempestarlo di domande? Il nonno dovrà così rispondere a domande serissime come: quanti denti di balena può costare un gelato? La formica della favola è una risparmiatrice o un'egoista senza cuore? Grazie alle spiegazioni del nonno economista i tre bambini scopriranno che l'economia, alla fine, non è poi così noiosa.


Dagli 11 anni 
"Giovani e denaro: racconti di valore"


L'ebook gratuito è nato da un’iniziativa del Consorzio PattiChiari in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per favorire la diffusione dell’educazione finanziaria. All'interno si trovano i racconti di ragazzi tra gli 11 e i 13 anni che rivelano come si possa parlare di economia anche con creatività e leggerezza. Nelle loro storie, poi, il denaro assume una dimensione equilibrata e responsabile. 

Io e l'economia


Il manuale di educazione finanziaria "Io e l'economia" di Junior Achievement è adatto per i bambini delle scuole medie contiene nozioni teoriche, ma anche alcuni esercizi pratici.

. Dai 15 anni
"Parli sempre di soldi!"


Felicitas, Fabian e Fanny sono i tre nipoti dell'eccentrica zia Fé che fa una vita ai loro occhi meravigliosa. Ogni volta che la incontrano le fanno mille domande: da quelle più semplici, come da dove vengono i soldi, perché non bastano mai e chi li stampa; a quelle più complesse, ad esempio che cos'è l'inflazione, il mercato nero, la svalutazione, i cartelli e la congiuntura. Tutti interrogativi a cui la stravagante zia fornisce adeguate e non scontate risposte. 

"L'economia spiegata a un figlio"


Fabrizio Galimberti conduce peri lettori con riflessioni e spunti che riescono a dare un volto umano all'economia spiegandone i meccanismi e la bellezza.