DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Detrazioni per i figli a carico: ecco quali sono

Di Alice Dutto
detrazionifigliacarico
30 Maggio 2019
Ecco un pratico specchietto per avere sempre presenti quali sono le detrazioni possibili per i figli a carico nella dichiarazione dei redditi
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Sono diverse le detrazioni per i figli a carico di cui i genitori possono godere quando presentano la dichiarazione dei redditi. Ogni anno ci sono delle novità da verificare che riguardano gli importi e le tipologie di spese detraibili, che cioè vanno a ridurre l'importo su cui vengono calcolate le tasse da pagare allo Stato.

 

Tendenzialmente, però, le categorie di spese detraibili rimangono fisse, come riportato sulle istruzioni ministeriali del 730.

Le abbiamo viste con l'aiuto di Davide Roncarolo, dottore commercialista e revisore legale dello studio associato Pastore & Roncarolo di Vercelli.

 

Che cosa si intende per “figli a carico”

I figli (naturali, riconosciuti, adottivi o affidati) sono a carico di un genitore se, nell'anno relativo alla dichiarazione dei redditi, non hanno guadagnato più di una certa cifra. Dalla dichiarazione del 2020 (relativa al 2019) la soglia sarà di 4mila euro per tutti i figli di età inferiore ai 24 anni, come previsto dalla Legge di Bilancio 2018.

Le detrazioni spettano, dunque, anche se i figli non convivono con il dichiarante, se non sono studenti e pure se non sono residenti in Italia.

 

Quali sono le spese detraibili

Entriamo nello specifico e vediamo le macro-classi di spese che possono essere detraibili nella misura del 19% (che significa che è possibile detrarre dall'imposta lorda il 19% della spesa effettuata).
 

1. Spese scolastiche detraibili

È prevista una detrazione Irpef al 19% per le spese di frequenza delle scuole dell'infanzia, scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, inclusi gli istituti scolastici statali, paritari privati e degli enti locali.

Oltre alle tasse di iscrizione e frequenza sono inclusi anche:

  • i contributi obbligatori e volontari
  • la mensa scolastica
  • i servizi scolastici integrativi (ad esempio l'assistenza al pasto, il pre e il post scuola)
  • le gite scolastiche
  • l'assicurazione della scuola
  • ogni altro contributo scolastico finalizzato all'ampliamento dell'offerta formativa e
  • deliberato dagli organi di istituto (es. corsi di lingua, teatro, ecc).

2. Spese universitarie detraibili

I genitori di studenti universitari possono godere della detrazione Irpef del 19% sulle spese sostenute per la frequenza di:

  • Corsi di laurea presso università statali e non statali;

  • Corsi di perfezionamento;

  • Corsi di specializzazione universitaria (come master universitari, corsi di dottorato di ricerca, istituti tecnici di ricerca (ITS), nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica, coreutici e gli Istituti musicali pareggiati).

Tutti questi corsi possono essere tenuti presso università o istituti universitari pubblici o privati, italiani o stranieri. Per ottenere la detrazione è necessario conservare le ricevute dei pagamenti recanti gli importi sostenuti per le spese universitarie.


Sono detraibili anche le spese per i contratti di locazione stipulati dagli studenti iscritti a un corso di laurea presso università situata in comune comune diverso da quello di residenza, secondo determinati parametri.
 

3. Spese sanitarie

È possibile fruire della detrazione del 19 per cento per le spese sostenute per:

  • prestazioni chirurgiche;
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni;
  • prestazioni specialistiche;
  • acquisto o affitto di protesi sanitarie;
  • prestazioni rese da un medico generico (comprese le prestazioni rese per visite e cure di medicina omeopatica);
  • ricoveri collegati a una operazione chirurgica o a degenze;
  • acquisto di medicinali da banco e/o con ricetta medica (anche omeopatici), inclusi in questa lista;
  • spese relative all’acquisto o all’affitto di dispositivi medici (ad esempio apparecchio per aerosol o per la misurazione della pressione sanguigna);
  • spese relative al trapianto di organi;
  • importi dei ticket pagati, se le spese sopraelencate sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.

È possibile fruire della detrazione d’imposta del 19 per cento anche per le spese di assistenza specifica sostenute per:

  • assistenza infermieristica e riabilitativa (per es. fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia ecc.);

  • prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto;

  • all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato;

  • all’assistenza diretta della persona;

  • prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;

  • prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale;

  • prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale;

  • importi dei ticket pagati, se le spese sopraelencate sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.

4. Spese sostenute in favore dei minori o di maggiorenni con disturbo specifico dell’apprendimento (DSA)

È possibile fruire della detrazione del 19 per cento per le spese sostenute fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado in favore dei minori o di maggiorenni con disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici informatici di cui alla legge 8 ottobre 2010, n. 170, necessari all’apprendimento, nonché per l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere.
 

5. Spese per le spese per attività sportive praticate dai ragazzi

Godono della detrazione Irpef del 19% anche le spese sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. Questo anche se la spesa è stata sostenuta dai familiari fiscalmente a carico, ad esempio i figli.

 

Per fruire della detrazione il contribuente deve acquisire e conservare il bollettino bancario o postale, o la fattura, ricevuta o quietanza di pagamento da cui risulti:

  • la ditta, denominazione o ragione sociale e la sede legale, o, se persona fisica, il nome cognome e la residenza, nonché il codice fiscale dei soggetti che hanno reso la prestazione;
  • la causale del pagamento;
  • l’attività sportiva esercitata;
  • l’importo pagato;
  • i dati anagrafici di chi pratica l’attività sportiva e il codice fiscale di chi effettua il pagamento.

6. Spese per l'abbonamento al trasporto pubblico

Dal 2019 è stato reintrodotta la detrazione del 19% sull'abbonamento ai mezzi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale sostenuta anche dai familiari a carico.
 

7. Spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana

Possono essere detratte al 19% le spese per l'assistenza di una persona in uno stato di non autosufficienza che deve risultare da certificazione medica.
 

 

La ripartizione della detrazione


A parte casi specifici, in cui la detrazione spetta per intero a uno solo dei genitori, se i genitori non sono legalmente separati, devono ripartire le detrazioni per ogni figlio a carico al 50%. Tuttavia, come ricorda Altroconsumo, di comune accordo possono attribuire tutta la detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato.

Se i genitori sono separati legalmente, in annullamento, scioglimento o cessazione del matrimonio, la detrazione spetta al 100% al genitore affidatario. In caso di affidamento congiunto si torna alla divisione del 50%. Anche qui, però, se c'è un accordo, si può attribuire l'intera detrazione al genitore con il reddito più elevato, a patto questi restituisca il 50% della detrazione all'altro genitore.