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Detrazioni per i figli a carico: ecco quali sono

di Alice Dutto - 04.05.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Ecco un pratico specchietto per avere sempre presenti quali sono le detrazioni possibili per i figli a carico nella dichiarazione dei redditi

Detrazioni per i figli a carico

Per quest'anno possiamo ancora detrarre le spese per i figli a carico: dall'anno prossimo dovrbebe entrare in vigore il nuovo provvedimento dell'Assegno Unico che unificherà in un'unica misura tutte le agevolazioni fiscali per i genitori. Al momento, comunque, sono ancora diverse le detrazioni per i figli a carico di cui i genitori possono godere quando presentano la dichiarazione dei redditi. Ogni anno ci sono delle novità da verificare che riguardano gli importi e le tipologie di spese detraibili, che cioè vanno a ridurre l'importo su cui vengono calcolate le tasse da pagare allo Stato.

Tendenzialmente, però, le categorie di spese detraibili rimangono fisse, come riportato sulle istruzioni ministeriali del 730. Le abbiamo viste con l'aiuto di Davide Roncarolo, dottore commercialista e revisore legale dello studio associato Pastore & Roncarolo di Vercelli.

In questo articolo

Cosa si intende per figli a carico

I figli (naturali, riconosciuti, adottivi o affidati) sono a carico di un genitore se, nell'anno relativo alla dichiarazione dei redditi, non hanno guadagnato più di una certa cifra. Una persona si considera fiscalmente a carico di un suo familiare quando dispone di un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Solo per i figli di età non superiore a 24 anni, dal 1° gennaio 2019 questo limite è aumentato a 4.000 euro. Le detrazioni spettano, dunque, anche se i figli non convivono con il dichiarante, se non sono studenti e pure se non sono residenti in Italia.

Quali sono le spese detraibili

Entriamo nello specifico e vediamo le macro-classi di spese che possono essere detraibili nella misura del 19% (che significa che è possibile detrarre dall'imposta lorda il 19% della spesa effettuata.

  1. Spese scolastiche
  2. Spese universitarie
  3. Spese sanitarie 
  4. Spese sostenute in favore dei minori o di maggiorenni con disturbo specifico dell'apprendimento (DSA)
  5. Spese per attività sportiva
  6. Spese per Trasporto pubblico
  7. Spese sostenute per gli addetti all'assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana

Spese scolastiche detraibili

È prevista una detrazione Irpef al 19% per le spese di frequenza delle scuole dell'infanzia, scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, inclusi gli istituti scolastici statali, paritari privati e degli enti locali. Ogni ciclo scolastico gode di una detrazione, con aliquota sempre pari al 19% ma diverse basi imponibili.

Oltre alle tasse di iscrizione e frequenza sono inclusi anche:

  • i contributi obbligatori e volontari
  • la mensa scolastica
  • i servizi scolastici integrativi (ad esempio l'assistenza al pasto, il pre e il post scuola)
  • le gite scolastiche
  • l'assicurazione della scuola
  • ogni altro contributo scolastico finalizzato all'ampliamento dell'offerta formativa e
  • deliberato dagli organi di istituto (es. corsi di lingua, teatro, ecc).

Spese universitarie detraibili

I genitori di studenti universitari possono godere della detrazione Irpef del 19% sulle spese sostenute per la frequenza di:

  • Corsi di laurea presso università statali e non statali;

  • Corsi di perfezionamento;

  • Corsi di specializzazione universitaria (come master universitari, corsi di dottorato di ricerca, istituti tecnici di ricerca (ITS), nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica, coreutici e gli Istituti musicali pareggiati).

Tutti questi corsi possono essere tenuti presso università o istituti universitari pubblici o privati, italiani o stranieri. Per ottenere la detrazione è necessario conservare le ricevute dei pagamenti recanti gli importi sostenuti per le spese universitarie.

Sono detraibili anche le spese per i contratti di locazione stipulati dagli studenti iscritti a un corso di laurea presso università situata in comune comune diverso da quello di residenza, secondo determinati parametri.

Spese sanitarie

È possibile fruire della detrazione del 19 per cento per le spese sostenute per:

  • prestazioni chirurgiche;
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni;
  • prestazioni specialistiche;
  • acquisto o affitto di protesi sanitarie;
  • prestazioni rese da un medico generico (comprese le prestazioni rese per visite e cure di medicina omeopatica);
  • ricoveri collegati a una operazione chirurgica o a degenze;
  • acquisto di medicinali da banco e/o con ricetta medica (anche omeopatici), inclusi in questa lista;
  • spese relative all'acquisto o all'affitto di dispositivi medici (ad esempio apparecchio per aerosol o per la misurazione della pressione sanguigna);
  • spese relative al trapianto di organi;
  • importi dei ticket pagati, se le spese sopraelencate sono state sostenute nell'ambito del Servizio sanitario nazionale.

È possibile fruire della detrazione d'imposta del 19 per cento anche per le spese di assistenza specifica.

Attenzione, però, la novità del 2021 riguarda la modalità di pagamento di queste spese: per poter detrarre le spese mediche sostenute nel 2020 e quindi per poter fruire della detrazione fiscale del 19%, i contribuenti devono poter dimostrare di avere effettuato il pagamento delle spese sanitarie con uno strumento di pagamento tracciabile e portare al CAF o al commercialista copia del documento fiscale (fattura o ricevuta) e copia del pagamento.

Spese sostenute in favore dei minori o di maggiorenni con disturbo specifico dell’apprendimento (DSA)

Il modello 730/2020 consente di beneficiare del rimborso Irpef del 19% per i costi relativi a strumenti che aiutano l'apprendimento.

È possibile fruire della detrazione del 19 per cento per le spese sostenute fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado in favore dei minori o di maggiorenni con disturbo specifico dell'apprendimento (DSA), per l'acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici informatici necessari all'apprendimento, nonché per l'uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere.

Spese per le spese per attività sportive praticate dai ragazzi

Godono della detrazione Irpef del 19% anche le spese sostenute per l'iscrizione annuale e l'abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. Questo anche se la spesa è stata sostenuta dai familiari fiscalmente a carico, ad esempio i figli.

La detrazione del 19% delle spese per le attività sportive praticate dai ragazzi si calcola su un importo massimo di 210 euro per ciascun ragazzo.

Per fruire della detrazione il contribuente deve acquisire e conservare il bollettino bancario o postale, o la fattura, ricevuta o quietanza di pagamento da cui risulti:

  • la ditta, denominazione o ragione sociale e la sede legale, o, se persona fisica, il nome cognome e la residenza, nonché il codice fiscale dei soggetti che hanno reso la prestazione;
  • la causale del pagamento;
  • l'attività sportiva esercitata;
  • l'importo pagato;
  • i dati anagrafici di chi pratica l'attività sportiva e il codice fiscale di chi effettua il pagamento.

Spese per l'abbonamento al trasporto pubblico

Resta invariata la detrazione al 19% delle spese sostenute per abbonamento trasporto pubblico per un importo non superiore a 250 euro che dall'anno d'imposta 2020 varia in base all'importo del reddito complessivo

Spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana

Possono essere detratte al 19% le spese per l'assistenza di una persona in uno stato di non autosufficienza che deve risultare da certificazione medica.

La detrazione deve essere calcolata su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 euro e spetta solo quando il reddito complessivo del contribuente non è superiore a 40.000 euro

La ripartizione della detrazione

A parte casi specifici, in cui la detrazione spetta per intero a uno solo dei genitori, se i genitori non sono legalmente separati, devono ripartire le detrazioni per ogni figlio a carico al 50%. Tuttavia, come ricorda Altroconsumo, di comune accordo possono attribuire tutta la detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato.

Se i genitori sono separati legalmente, in annullamento, scioglimento o cessazione del matrimonio, la detrazione spetta al 100% al genitore affidatario. In caso di affidamento congiunto si torna alla divisione del 50%. Anche qui, però, se c'è un accordo, si può attribuire l'intera detrazione al genitore con il reddito più elevato, a patto questi restituisca il 50% della detrazione all'altro genitore.

Quando entrerà in vigore l'Assegno Unico Universale?

L'Assegno unico sarà valido fino ai 21 anni dei figli ed operativo dal 1° luglio con la Legge di Bilancio 2021 (anche se probabilmente la sua introduzione entrerà in vigore a gennaio 2022).

L'obiettivo della misura è mettere ordine tra le varie misure per la famiglia, tra bonus, assegni e detrazioni e concentrare le risorse in una soluzione unica. Consiste in una quota che verrà data a ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età, mese dopo mese, maggiorato dal terzo figlio e nel caso anche di bambini disabili. E' per tutti, e la quota dipenderà dal reddito

Revisionato da Francesca Capriati

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