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Gravidanza a rischio: le regole della maternità anticipata

di Alice Dutto - 18.05.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Gravidanza a rischio, le regole: lavori vietati e turni di lavoro, quando si è in gravidanza a rischio e come chiedere la maternità anticipata, come funziona

Gravidanza a rischio, le regole

Non tutte le gravidanze sono uguali: ce ne sono alcune per cui è necessario che la donna rimanga a casa dal lavoro. «Si tratta di situazioni particolari – precisa l'avvocato del lavoro Francesca Scotti, titolare dello Studio Legale Scotti – che derivano da due motivi principali: ragioni di salute oppure cause legate all'ambiente lavorativo». Vediamo quando si parla di gravidanza a rischio, le regole e quando si può chiedere la maternità anticipata.

In questo articolo

Maternità anticipata, a chi spetta

La maternità anticipata per gravidanza a rischio può essere chiesta:

  • per ragioni di salute: e qui deve essere accertata da un ginecologo;
  • nel caso di un ambiente di lavoro insalubre che possa mettere a rischio la salute della donna e/o del nascituro: ad esempio se si è a contatto con sostanze chimiche;
  • nel caso di mansioni che richiedano sollevamento pesi o notevoli sforzi fisici, e non sia possibile spostare la donna ad altre mansioni.

I lavori pericolosi, faticosi ed insalubri sono indicati dall'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 1976, n. 1026, riportato nell'allegato A del Testo Unico sulla maternità (D.lgs. 151/2001) ed è soggetto ad aggiornamenti.

Possono usufruire della maternità anticipata le lavoratrici dipendenti, quelle che sono in disoccupazione e le libere professioniste che versano i contributi alla Gestione Separata dell'Inps, che però possono usufruirne solo per ragioni di salute e non legate all'ambiente lavorativo

A chi si deve richiedere?

«Se la gravidanza a rischio è accertata dal ginecologo, bisogna rivolgersi alla Asl territorialmente competente – prosegue l'avvocato Scotti – e portare tutti i documenti utili per l'esame della domanda».

Nello specifico, questi documenti sono:

  • certificato di gravidanza;
  • documentazione medica rilasciata dal ginecologo che attesta la gravidanza a rischio;
  • documento di identità.

L'Asl trattiene i documenti e rilascia fotocopia della domanda di maternità anticipata da portare al datore di lavoro. Se la maternità anticipata è causata dall'ambiente lavorativo o dal tipo di mansioni svolte, la domanda deve essere presentata, eventualmente anche dal datore di lavoro, alla Direzione Territoriale del Lavoro competente.

Cosa succede allo stipendio

«La maternità anticipata delle lavoratrici dipendenti viene pagata all'80% dall'Inps (soldi che però vengono anticipati dal datore di lavoro) e, se previsto dal contratto collettivo di riferimento, il datore di lavoro può integrare arrivando anche al 100% della retribuzione».

«Nel caso di libere professioniste iscritte alla Gestione separata dell'Inps, invece, la maternità viene pagata direttamente dall'Ente previdenziale».

Domande e risposte

Gravidanza a rischio: si può andare in vacanza?

Durante la gravidanza a rischio non sono previste viste fiscali, tranne che nei giorni che intercorrono tra la presentazione della domanda e il suo accoglimento.

Il lavoro notturno può comportare una gravidanza a rischio?

Il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 vieta il lavoro notturno alle lavoratrici gestanti; l’articolo 53 (comma 1) di tale provvedimento infatti dice che: “È vietato adibire le donne al lavoro, dalle ore 24 alle ore 6, dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.”

Quali sono i lavori vietati?

Sono considerate a rischio tutte quelle mansioni che richiedano sollevamento pesi o notevoli sforzi fisici. I lavori pericolosi, faticosi ed insalubri sono indicati dall'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 1976, n. 1026, riportato nell'allegato A del Testo Unico sulla maternità (D.lgs. 151/2001) ed è soggetto ad aggiornamenti.

Quali sono i turni di lavoro?

Il datore di lavoro è tenuto a modificare temporaneamente le condizioni o l’orario di lavoro della lavoratrice per evitare di esporla a rischi. E' vietato il turno di notte per le donne in gravidanza.

Revisionato da Francesca Capriati

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