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Maternità e lavoro: i diritti delle mamme

di Alice Dutto - 16.12.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Maternità e lavoro: Come funziona il congedo maternità obbligatorio? A chi spetta e quando? Come richiederlo? Possono licenziarmi? E il congedo paternità

In questo articolo

Maternità e lavoro

Maternità e lavoro ma quanto mi spetta? Questa domanda, tutt'altro che scontata, riguarda molte delle donne che saranno presto neo-mamme. E allora termini come maternità obbligatoria, congedo facoltativo e periodo di allattamento hanno perso di significato e non rappresentano più certezze in un momento già di per sé così delicato. Ma vediamo nel dettaglio di quali tutele si può comunque usufruire e in quali termini grazie all'aiuto dell'avvocato del lavoro Francesca Claudia Scotti.

Cominciamo dal principio: la legge protegge la donna in gravidanza e vieta al datore di lavoro di licenziarla dall'inizio della gestazione (anche se non ne è a conoscenza) fino al compimento di un anno di età del bambino.

Che cos'è il congedo di maternità? Si definisce congedo di maternità obbligatorio un periodo di 5 mesi: due precedenti alla data presunta del parto e tre successivi al lieto evento. In questo periodo, la donna (dipendente) è obbligata all'astensione dal lavoro. Tale diritto è previsto anche alle madri adottive o affidatarie.

Quanto tempo si può stare a casa in maternità? E' importante sapere che con le nuove regole, laddove il medico dia parere favorevole, si può lavorare fino al nono mese e stare a casa con il bambino per 5 mesi dopo la nascita.

Le lavoratrici dipendenti del settore privato, le lavoratrici autonome, le lavoratrici iscritte alla Gestione Separata dell'Inps e, in qualche caso, alle madri che hanno cessato o sospeso l'attività lavorativa, godono dell'indennità di maternità durante il periodo del congedo obbligatorio. In alcuni casi, l'indennità è pari all'80%, in altri al 100% dell'ultimo stipendio.

Per il congedo facoltativo, se applicabile, si prevede un'indennità del 30%.

Come si fa a richiedere il congedo di maternità e ricevere l'indennità? Ecco tutte le istruzioni pratiche per farlo in pochi e semplici passi.

La domanda di maternità (o paternità) deve essere presentata all'Inps mediante una delle seguenti modalità:

  • telematicamente dal sito dell'Inps (Inps.it - Servizi on line);
  • al numero del Contact Center integrato indicato sul sito dell'Istituto previdenziale;
  • tramite Patronati, attraverso i relativi servizi telematici.

La domanda deve essere inviata prima dell'inizio del congedo di maternità e, in ogni caso, non oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile, pena la prescrizione del diritto all'indennità.

La lavoratrice è tenuta a comunicare la data di nascita del figlio e le relative generalità entro 30 giorni dal parto con una delle modalità sopra indicate.

Per le lavoratrici dipendenti, l'indennità di maternità viene anticipata dal proprio datore di lavoro.

Nel primo anno di vita del bambino, la mamma dipendente può avere diritto al permesso orario giornaliero per l'allattamento, che consiste in due pause giornaliere di 1 ora ciascuna, anche cumulabili in 2 ore in un'unica soluzione giornaliera.

E se il bambino si ammala, la mamma o il papà possono rimanere a casa con lui? Sì, ma con determinate regole. Sia la mamma che il papà hanno diritto, in via alternativa, ad astenersi dal lavoro per accudire il bimbo malato. Il congedo per malattia del bambino, regolamentato dal Decreto Legislativo n° 151 del 2001, è uno strumento che permette a entrambi i genitori lavoratori di assentarsi dal lavoro per i periodi corrispondenti alla malattia di ciascun figlio.

Come funziona la maternità dopo i 5 mesi?

Si può rientrare a lavoro usufruendo dei permessi allattamento, oppure si può restare a casa chiedendo un congedo facoltativo

Questo congedo può essere richiesto sia dal padre che dalla madre e per questo si chiama congedo parentale.

Come funziona? Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro di cui possono usufruire, in maniera complementare, sia il padre che la madre.

Questo nuovo congedo potrà essere sfruttato entro i 12 anni di vita del bambino nato, e potrà arrivare a comprare un periodo totale di dieci mesi, da spartire tra i due genitori. Spettano, quindi:

  • tre mesi, non trasferibili, a ciascun genitore per un periodo totale di sei mesi;
  • altri tre mesi, trasferibili tra genitori e fruibili in alternativa tra loro.

Quanto spetta? Per i giorni di congedo parentale facoltativo la normativa prevede che l'indennità sia pari al 30% della retribuzione.

I neopapà lavoratori dipendenti potranno fare 10 giorni di assenza retribuita dal lavoro. La misura è estesa anche ai casi di morte perinatale e e può essere utilizzato nell'arco temporale che va dai due mesi precedenti la data presunta del parto fino ai cinque mesi successivi alla nascita.

Revisionato da Francesca Capriati

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