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Maternità facoltativa: come funziona e chi può richiederla

di Elena Berti - 06.04.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Come funziona il congedo di maternità facoltativa o meglio del congedo parentale? Andiamo a scoprire chi può richiederla

La maternità obbligatoria, si sa, dura per legge cinque mesi, almeno per le madri dipendenti. Questo periodo di astensione dal lavoro può però essere prolungato grazie alla maternità facoltativa. Ma di cosa si tratta esattamente, chi può usufruirne, per quanto tempo e con quale compenso?

In questo articolo

La maternità obbligatoria: che cos'è

È una legge a regolare l'astensione al lavoro per le donne incinte lavoratrici dipendenti. Si tratta dell'art. 16 del decreto legislativo 151/2001 che impone che l'astensione si verifichi:

  • nei i 2 mesi precedenti la data presunta del parto
  • durante i 3 mesi dopo il parto
  • nei giorni tra dpp e parto effettivo oppure a compensazione dei giorni se il parto è avvenuto prima della dpp

La data presunta del parto è quella che il medico ha indicato nel certificato inviato per via telematica all'Inps.  

Queste tempistiche possono subire delle variazioni nel caso in cui la donna decida di lavorare fino al nono mese, e diventano quindi un mese prima della dpp e quattro mesi dopo. È possibile anche non fare nessuna assenza prima del parto.  

Chi può richiedere il congedo parentale

La cosiddetta maternità facoltativa, il periodo di astensione dal lavoro non obbligatoria che viene quindi fruita dopo i cinque mesi di stop, può essere in realtà usata sia dalla madre che dal padre. Oggi infatti si parla di congedo parentale.  

Possono scegliere di usufruirne:

  • le madri lavoratrici dipendenti, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi;
  • il padri lavoratori dipendenti, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi, elevabile a 7, dalla nascita del figlio, se lo stesso si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi
  • ai padri lavoratori dipendenti, anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre (a partire dal giorno successivo al parto), e anche se la madre non lavora
  • al genitore solo (padre o madre), per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 10 mesi;

Anche in caso di affido o adozione ai lavoratori dipendenti spetta un congedo parentale con le stesse identiche caratteristiche, di cui si può usufruire a patire dall'ingresso in famiglia del minore.

 

Quanto spetta

Mentre la maternità obbligatoria è pagata oggi all'80% della paga giornaliera figurante nell'ultima busta paga, il congedo parentale viene retribuito, tramite Inps, nel primo mese al 100% e poi a calare nei successivi al 30%. Il congedo può essere richiesto fino ai 12 anni di età del bambino ed è complementare per madre e padre, la somma deve quindi fare 10 mesi (o 11).  

Come si presenta la domanda

È molto semplice richiedere il congedo parentale, per le madri come per i padri. Basta recarsi sul sito dell'INPS prima della data di inizio del congedo (perché venga retribuita). È il datore di lavoro che anticipa l'indennità, per poi essere rimborsato dall'INPS, tranne per alcune categorie speciali, compresi lavoratori e lavoratrici iscritti alla Gestione separata o le lavoratrici autonome.  

In alternativa al sito internet, è possibile fare domanda chiamando il numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o lo 06 164 164 (da rete mobile). Ci si può recare anche negli enti di patronato e altri intermediari.

Aggiornato il 24.03.2021

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