LA PENSIONE

Pensione per le mamme-casalinghe: importo, contributi e tempi. Tutto quello che c'è da sapere

Di Alice Dutto
mamma
09 Settembre 2016
Abbiamo chiesto al consulente del lavoro Simone Boglietti Zacconi di spiegarci l'iter burocratico che tutte le donne che lavorano in casa e si occupano dei bambini devono intraprendere per ottenere la pensione
 
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Non sempre le donne lavorano. O meglio, in alcuni casi non svolgono un lavoro retribuito. Ma prendersi cura dei propri bambini è, ad esempio, una mansione riconosciuta dallo Stato italiano, che per questo ha previsto il riconoscimento di una pensione a fronte del versamento di contributi nel tempo. Abbiamo chiesto delucidazioni in merito al dottor Simone Boglietti Zacconi, consulente del lavoro, titolare dello Studio Boglietti Zacconi e consulente tecnico del Giudice presso il tribunale di Vercelli.

1. Come si accede ai contributi per la pensione

«A far data dal 1997 è stato istituito un Fondo di previdenza presso l’Inps per tutte le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari, ovvero casalinghe e casalinghi» specifica l'esperto.

Possono iscriversi al fondo di previdenza, i soggetti di entrambi i sessi e di età compresa fra 16 e 65 anni se:

  • svolgono lavoro in famiglia non retribuito connesso con responsabilità familiari, senza vincoli di subordinazione;

  • non sono titolari di pensione diretta;

  • non prestano attività lavorativa dipendente o autonoma per la quale sussista l’obbligo di iscrizione ad altro ente o cassa previdenziale;

  • prestano attività lavorativa part-time se, in relazione all’orario e alla retribuzione percepita, si determina una contrazione delle settimane utili per il diritto a pensione.

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«L’importo della pensione futura sarà determinato secondo il sistema di calcolo contributivo: di conseguenza maggiori saranno i versamenti maggiore potrà essere l’importo di pensione» | Pixabay



2. Come ci si iscrive al fondo

«La domanda di iscrizione deve essere presentata esclusivamente per via telematica all’Inps, in autonomia o tramite l’assistenza di un patronato o di uno studio professionale, e in assenza di impedimenti l’istanza viene accolta automaticamente. L’interessata/o può iniziare i versamenti dopo aver ricevuto la comunicazione di accoglimento della richiesta corredata dai primi bollettini di conto corrente postale predisposti per il pagamento».
 

 

Assicurazione obbligatoria


È utile ricordare che - con età compresa tra i 18 e i 65 anni - svolge in via esclusiva e non occasionale attività in ambito domestico, senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito, per la cura del proprio nucleo familiare, è obbligato ad iscriversi all’Inail per la copertura degli infortuni, il premio è pari a 12,91 euro annui (per l’iscrizione www.inail.it).

 

 

3. Quanto bisogna versare e dopo quanto tempo si ha diritto alla pensione



«L'importo dei versamenti è libero, tuttavia, versando almeno 25,82 euro verrà accreditato un mese di contribuzione – specifica Simone Boglietti Zacconi –. L'Inps accrediterà per ogni anno tanti mesi di contributi quanti ne risultano dividendo l'importo complessivo versato nell'anno per 25,82 euro (se si versano in un anno 110 euro, ad esempio, i mesi accreditati saranno 4). Il versamento può essere effettuato in qualsiasi momento dell'anno con bollettini di conto corrente postale che l'Inps invia a casa insieme alla lettera di accoglimento dell'iscrizione. I contributi versati sono interamente deducibili dal reddito imponibile Irpef del dichiarante, anche per i familiari fiscalmente a carico».
 

Il versamento dei contributi dà diritto alle seguenti prestazioni a carico dell’Inps:

  • pensione di inabilità: con almeno 5 anni di contributi, a condizione che sia intervenuta l'assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa;

  • pensione di vecchiaia: a partire dal 57° anno di età, a condizione che siano stati versati almeno 5 anni (60 mesi) di contributi. Questa pensione viene liquidata solo se l'importo maturato risulta almeno pari all'ammontare dell'assegno sociale (minimo 364,90 euro, massimo 448,16 euro nel 2016) maggiorato del 20% (1,2 volte l'assegno sociale). Si prescinde dall’importo al compimento del 65° anno di età.

Nota bene


È bene ricordare che, al momento, il fondo non prevede la possibilità di fruire della totalizzazione o della ricongiunzione con contributi eventualmente versati in altre gestioni previdenziali Inps.
In più, se si dovesse venire a mancare, non è prevista la concessione della pensione ai superstiti.



4. Quale sarà l'importo della pensione

«L’importo della pensione futura sarà determinato secondo il sistema di calcolo contributivo: di conseguenza maggiori saranno i versamenti maggiore potrà essere l’importo di pensione».
 

Finora, le pensioni che sono state erogate dal fondo hanno avuto un importo medio di 772 euro l'anno, 60 euro mensili, generate principalmente attraverso il versamento del contributo minimo mensile di 25,82 euro.

«Al momento è evidente che per avere una pensione sufficiente dovranno essere versati contributi mensili di molto maggiori al minimo, e per un numero di anni di molto superiori alla richiesta minima di 60 mesi. In caso contrario, non si riuscirà a costituire un montante contributivo individuale in grado di generare una vera e propria pensione, dunque qualora si scelga l’attività di casalinga in modo definitivo è utile rivolgersi a uno studio professionale o a un patronato per verificare con attenzione quanto versare e per quanti anni, in base alle situazioni individuali, così da non trovarsi brutte sorprese giunti all’età pensionabile» ammonisce l'esperto.

 

Facciamo un rapido calcolo


Per raggiungere un ammontare di circa 500 euro mensili con la pensione di vecchiaia, risulta necessario poter vantare un montante contributivo individuale di 120.000 euro circa. Un tale montante contributivo si potrebbe ottenere, ad esempio, versando indicativamente 3.429 euro l’anno per 35 anni.