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Come risparmiare in gravidanza e quando nasce il bebè?

di Sarah Pozzoli - 27.01.2011 - Scrivici

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Come risparmiare nei nove mesi e quando nasce il piccolo? E con lo svezzamento? Sui giocattoli?

In questo articolo

Alzi la mano chi non si è trovato in casa uno scalda-biberon per poi non usarlo mai perché se allatti al seno non ti serve oppure ciucci e porta-ciucci per poi scoprire che il proprio bambino non ne voleva sapere? Alzi la mano chi non ha in casa almeno uno o due completini ancora con l’etichetta oppure giochi mai usati?

Giorgia Cozza, giornalista e autrice del libro “Bebè a costo zero – Guida al consumo critico per neomamme e futuri genitori”, Ed. Il leone verde, ha calcolato che nei nove mesi dell’attesa e nel primo anno di vita del bebè, evitando di farsi venire l’ansia da acquisto e le spese inutili, si può arrivare a risparmiare fino a 3.500-4mila euro. Questo senza far mancare nulla al bambino. Anzi, tenendo conto delle reali esigenze del bebè.

Mica male in tempi di crisi. Acquisti più consapevoli sono anche più eco-sostenibili. Con Cozza abbiamo stilato un elenco di ‘buone pratiche’ per futuri e neo genitori.

Leggi i consigli per fare acquisti consapevoli nel periodo della gravidanza e dopo per il bambino

RISPARMIARE IN GRAVIDANZA

  • Per evitare le smagliature basta usare l’olio di mandorle, è consigliato da tutte le ostetriche e costa poco. Tutti gli altri prodotti per la bellezza non sono indispensabili. Un esempio: “La crema per preparare il seno all’allattamento non ha senso – dice Cozza – come ha detto un noto pediatra, sarebbe come dire che bisogna preparare i piedi per camminare”.

  • Per essere sempre a posto, non servono più di due cambi (es. due pantaloni e due camicie) da mixare con vestiti e accessori che già si hanno. “L’abbigliamento premaman si usa talmente poco – osserva Cozza – che l’ideale sarebbe farsi prestare qualche capo da parenti o amiche, in alternativa si può fare un giro ai negozi dell’usato. Molte donne poi si sono trovate bene con felpe e maglie di una taglia più grande, pantaloni con elastico in vita e gonne ampie.”

  • Biancheria intima, non anticipare i tempi. “Il consiglio è di comprare di volta in volta uno o due reggiseni perché non è possibile prevedere quale taglia servirà al termine della gravidanza,” dice l’autrice di “Bebè a costo zero” – Non serve andare in un negozio specializzato, vanno bene reggiseno di taglia più grande purché il modello sia comodo e non comprima il seno”.

  • Non bisogna farsi venire l’ansia da corredino. “Prima di lanciarti negli acquisiti aspetta di avere il tuo piccino tra le braccia – dice Cozza – strano ma vero, capirai di che cosa, in effetti, avrà bisogno”. Quindi, per ora sono sufficienti body, tutine e calzine richiesti durante la degenza in ospedale. Ricorda: in genere parenti e amici danno il benvenuto al bebè portando in dono vestitini e accessori. Parenti o amiche poi saranno felici di prestarti tutine e body utilizzati pochissimo dai loro bambini nei primi mesi.

Leggi ora i consigli per risparmiare quando nasce il bambino, durante i mesi dello svezzamento e i giochi

IL BAMBINO E’ NATO

 

  • Il latte della mamma, unico e inimitabile … Nei primi sei mesi di vita non serve altro, come raccomanda l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità). “Prima di cedere alle difficoltà iniziali e di passare al latte artificiale – suggerisce la giornalista – meglio rivolgersi alla Lega del latte o ai gruppi di auto-aiuto”.

  • … e si risparmia anche sugli accessori. Allattando al seno non servono diversi accessori: biberon, ciuccio, contenitore porta ciuccio, sterilizzatore, portabiberon, scaldabiberon.

  • Pulizia del seno e ragadi. Dopo la poppata “non è necessario lavare il seno con acqua e sapone, né solamente con acqua. Si lava già abbastanza quando ci si fa la doccia,” dice Carlos Gonzalez, pediatra noto in tutto il mondo per diversi libri sulla crescita dei bambini. L’uso di creme, topici e disinfettanti può addirittura infastidire il bebè perché il loro profumo interferisce con quello del latte. Per prevenire le ragadi e favorirne la guarigione invece, il rimedio migliore è lo stesso latte materno con cui massaggiare il capezzolo al termine della poppata.

  • Latte artificiale, risparmiare si può. Per chi non può o non vuole allattare, “un consiglio pratico che potrebbe rivelarsi utile è quello di privilegiare l’acquisto del prodotto nei supermercati, dove il prezzo è quasi sempre inferiore rispetto alla farmacia e optare per confezioni più grandi e in proporzione più convenienti – dice Cozza -.

    Anche la scelta di marche meno ‘famose’ consente di risparmiare molto”.

  • Pannolini, risparmiare si può. Una spesa che incide in modo determinante sul budget familiare. Che cosa si può fare? Chi non vuole rinunciare agli usa-e-getta può risparmiare privilegiando le confezioni famiglia, i pacchi doppi o acquistando marche meno note. Da sfruttare anche le offerte speciali: quando ci sono sconti conviene approfittarne a fare una piccola scorta. Un’ottima soluzione è rivolgersi a uno spaccio di pannolini. Cozza inoltre suggerisce di non posticipare troppo lo ‘spannolinamento’, tra i 18 e i 24 mesi ogni bambino, con i suoi tempi, è in grado di abituarsi al vasino. Le mamme attente all’impatto ambientale dei pannolini potrebbero invece optare per gli usa e getta ecologici (realizzati in Mater-Bi o con amido di grano). Per chi è attenta all’ambiente ma anche al portafoglio invece l’alternativa potrebbe essere quella dei pannolini di stoffa, che tra l’altro dà meno problemi di irritazioni. Alcune amministrazioni pubbliche offrono incentivi o un set di prova. Vedi www.emilianet.it.

  • Fasciatoio, dipende. Serve una nuova cassettiera in casa? Allora si può anche procedere all’acquisto. Altrimenti basta un asciugamano pulito da mettere sul letto, sul divano o sul tavolo. Sotto l’asciugamano basta sistemare una traversina impermeabile per evitare di bagnare se il bimbo fa la pipì. E la pattumiera dei pannolini? Out e poco ecologico.

  • Sdraietta, solo se gli piace e per poco tempo. “La mamma può ritagliarsi qualche minuto per sé mettendo il bambino in un luogo sicuro – osserva Cozza – ma non solo non è indispensabile, rischia anche di rappresentare un ostacolo nella relazione madre-figlio. Ci sono studi molto interessanti che dimostrano che i bimbi che possono stare a contatto con la mamma piangono meno e non sembrano soffrire di coliche”. In ogni caso, al posto della sdraietta si può anche utilizzare la culla o la carrozzina.

    L’uso della sdraietta o del seggiolino dovrebbe essere comunque limitato perché i muscoli del collo e della schiena non lavorano, sostiene inoltre il pediatra Paolo Sarti.

  • In giro con il bebè. Come salvarsi dal caro-passeggiata? La carrozzina ha vita breve, quindi si può chiedere a parenti o amici, in alternativa ci si può rivolgere al mercato dell’usato anche su Internet. Chi vuole proprio una carrozzina nuova, dovrebbe approfittare dei saldi, acquistare modelli superati che ogni tanto i negozi svendono o che hanno un piccolo difetto di fabbrica. Analoghi consigli valgono per il passeggino. Se si vuole proprio il passeggino nuovo occhio ai “mille optional che fanno lievitare i prezzi”. Il cosiddetto trio invece è una scelta da considerare solo quando la famiglia ritiene di avere bisogno di tutti e tre gli accessori. Ma non ci sono solo le ruote per portare il bebè: ci sono genitori che usano fasce, zaini e marsupi, decisamente più economici e i bimbi ne traggono molti benefici per il benessere emotivo. Un accessorio su cui non si deve risparmiare (per ragioni di sicurezza): il seggiolino auto.

 

Leggi ora i consigli per risparmiare durante i mesi dello svezzamento e i giochi

 

SEI MESI: A TAVOLA!

 

  • Svezzamento, la parola d’ordine è gradualità. Verso il sesto mese il bebè è generalmente pronto per assaggiare nuovi cibi e nuove consistenze. “Ma non è una scadenza improrogabile – dice Cozza – alcuni bambini non sono interessati a qualcosa di diverso dal latte fino a sette, otto, anche nove mesi. Ancora una volta la sfida è sintonizzarsi con il proprio bambino, imparare a mettersi in ascolto”. Graduale deve essere anche l’introduzione dei nuovi cibi e dei nuovi gusti. Si comincia con degli assaggi e accettando i rifiuti del bimbo senza nervosismo.

  • Pappe e poppate, binomio vincente. Almeno fino a un anno l’Oms raccomanda di proseguire l’allattamento.

    La poppata non viene sostituita ma le si accostano i vari assaggi di cibi solidi. Dunque nessun problema se dopo aver mangiato un po’ di pappa il bambino vuole attaccarsi al seno o se vuole il latte della mamma prima di sedersi a tavola. “Un bambino irritato che non ha potuto soddisfare il suo desiderio di latte – osserva l’autrice di bebè a costo zero – rischia di non essere particolarmente ben disposto verso gli assaggi che gli vengono proposti”.

  • Pappe fai-da-te, pro e contra. Pappe pronte, complete, solo da riscaldare, creme istantanee di riso o di mais e tapioca da sciogliere nel brodo, bustine di brodo liofilizzato o verdura: molto comode ma anche costose. “Molte madri non utilizzano le farine precotte, ma privilegiano le normali farine e il semolino da cuocere – dice Cozza – richiede un po’ più di tempo di preparazione ma questi alimenti conservano i loro nutrienti originali”. Una soluzione pratica e veloce per il brodo? Si fa una volta alla settimana e si congela in piccoli contenitori. Un’altra possibilità: si congelano le verdure crude in tanti piccole porzioni, già tagliate a dadini così si evita la doppia cottura.

  • Omogeneizzati non sempre. Carne, frutta, verdura: comodi per l’emergenza ma se usati sempre, come diceva già anni fa il famoso pediatra Marcello Bernardi, rischiano di ostacolare l’approccio del bambino ai cibi solidi. Occhio alle etichette: meno ingredienti sono presenti meglio è.

  • Dieta mediterranea per tutta la famiglia. “Non utilizzare cibi particolari ma cucinare gli stessi alimenti per grandi e piccini – consiglia Cozza – permette alla mamma di risparmiare denaro, tempo e stress. Nel secondo semestre di vita un bambino interessato al cibo può iniziare tranquillamente ad assaggiare frutta di stagione, ortaggi e verdura cotti al vapore e schiacciati in modo da ottenere una morbida purea e succhiare un pezzo di pane”.

    Particolarmente indicata per chi decide di svezzare proprio figlio senza cibi per l’infanzia è la dieta mediterranea a base di minestra di verdure (broccoli, legumi, pomodori, semolino o pastina, ecc.).

  • Seggiolone e alternative. Il prezzo medio può variare da 60 a 150 euro. “Per risparmiare l’ideale (come sempre) sarebbe farselo prestare – dice la giornalista – altrimenti si può ricorrere al mercato dell’usato oppure al seggiolino da applicare al tavolo, ideale per chi ha poco spazio. Alcuni bimbi hanno iniziato a mangiare in braccio ai genitori e poi sono passati direttamente alla sedia”.

 

Leggi ora 'Giochi e giocattoli senza spegnere la creatività'

 

GIOCHI E GIOCATTOLI SENZA SPEGNERE LA CREATIVITA'

 

Il gioco ha un’importanza fondamentale per lo sviluppo psico-fisico del bambino, fin dai primi mesi. Ma che cosa serve per giocare? Nei primi mesi nulla, basta il contatto con la mamma e il papà, poi le sue manine e i suoi piedini. Dopo qualche mese, i giocattoli perfetti diventano gli oggetti di uso quotidiano.

 

“E’ meglio preferire pochi, solidi e interessanti giochi di legno o addirittura economici oggetti casalinghi – dice la pediatra Elena Balsamo – a una miriade di peluche, pupazzini di gomma e complicati giochi a tastiera, a volte addirittura elettronici o con suoni sgradevoli”.

 

Alcune idee molto apprezzate dai bebè e low cost: la borsa delle stoffe, basta mettere in una borsa dei grandi ritagli di stoffa di tessuti molto diversi tra loro (lana, seta, velluto, cotone, ecc.).

 

Nei primi mesi sono molto importanti anche i giochi con le dita e per allenare l’equilibrio giochi classici come “Trotta trotta cavallino” …

 

Un gioco a costo zero che molti bambini amano molto è il bagnetto, l’acqua che scappa dalle dita, l’acqua che si divide in mille goccioline …

 

Dopo i sei mesi il bebè afferra gli oggetti, li scuote, li riconosce. Ecco alcuni giochi utili per sviluppare le sue capacità e a … costo zero (sono tratti dal libro Bebè a costo zero):

 

  • Il cestino dei tesori: basta mettere in un cestino tanti oggetti diversi di uso quotidiano, una pallina, un cucchiaino, un borsellino di cuoio, un bracciale …

  • Batti, batti le manine: la mamma o il papà battono le mani, il bambino impara a imitarli. Il gioco diventa più divertente se accompagnato da una canzoncina o una filastrocca.

  • I versi degli animali: il genitore fa il verso e ben presto il bambino lo ripeterà;

  • Canzoni e filastrocche

  • Giocare con la musica: non serve una pianola, basta una campanella, un mestolo di legno battuto sul fondo di una pentola, una canzone cantata dentro un imputo …

  • Vuota e svuota i cassetti o i piani più bassi della libreria: non piace ai genitori ma è a costo … zero!

 

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