SCUOLA

Spese scolastiche: quali sono e come si possono detrarre. La guida

Di Alice Dutto
detrazionespesescolastiche
22 Gennaio 2019
Chi e quanto può detrarre? Ecco una semplice guida per orientare i genitori e chiedere le giuste detrazioni alla prossima dichiarazione dei redditi
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Quasi la metà dei genitori non sa che il 19% delle spese per la scuola dei figli sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi fino a un tetto per il 2018 di 786 euro per ogni studente. Ma quali sono le spese che godono della detrazione Irpef? Lo abbiamo chiesto al commercialista e revisore legale Marco Bassani, titolare dello Studio Bassani di Milano.

Chi può detrarre le spese scolastiche non universitarie


I genitori posso detrarre le spese sostenute al 50% ciascuno oppure previa annotazione sul documento attestante la spese in diversa percentuale sostenuta.

 

A pagina 97 e seguenti della circolare 7/E del 27 aprile 2018 dell'Agenzia delle Entrate si trova l'elenco della tipologia di scuole e di spese per cui si possono detrarre le spese di frequenza.
 


La prima parte è dedicata alle spese di istruzione non universitarie. Sono detraibili al 19% le spese di frequenza delle:

  1. scuole dell’infanzia (scuole materne);
  2. scuole primarie e scuole secondarie di primo grado (scuole elementari e medie);
  3. scuole secondarie di secondo grado (scuola superiore).

Nel computo sono inclusi tutti gli istituti scolastici statali, paritari privati e degli enti locali.

La detrazione spetta anche in caso di iscrizione ai corsi istituiti come i Conservatori di Musica, coreutica e gli Istituti musicali pareggiati (istituiti con il DPR n. 212 del 2005).

Quali sono le spese scolastiche non universitarie detraibili


Tra le spese ammesse alla detrazione per le famiglie degli studenti non universitari troviamo:

  1. le tasse di iscrizione e frequenza;
  2. i contributi obbligatori;
  3. i contributi volontari e le erogazioni liberali deliberati dagli o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica. Ad esempio:
    • la mensa scolastica;
    • i servizi scolastici integrativi quali l’assistenza al pasto e il pre e post scuola;
    • le gite scolastiche;
    • l’assicurazione della scuola;
    • ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto (corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza).

La detrazione non spetta invece per le spese relative all’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado; il servizio di trasporto scolastico, in quanto si tratta di un servizio alternativo al trasporto pubblico e per cui non è attualmente prevista alcuna agevolazione (Risoluzione 4.08.2016 n. 68).
 

Bisogna evidenziare che tali detrazioni sono infatti alternative a quelle previste all’art. 15, lett, 1-octies del TUIR ovvero le erogazioni liberali finalizzate a:

  • innovazione tecnologica come l’acquisto di cartucce per stampanti;

  • edilizia scolastica come il pagamento delle piccole manutenzioni urgenti;

  • ampliamento offerta formativa come l’acquisto di fotocopie per verifiche e approfondimenti.

Come ottenere la detrazione per le spese scolastiche non universitarie


Per ottenere la detrazione, calcolata su un importo massimo di 786 euro per la dichiarazione dei redditi 2018 per alunno o studente, bisogna conservare le ricevute o le quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti a tale titolo nel corso del 2018.

Il bollettino postale o la ricevuta del bonifico bancario, carta di credito, debito, prepagate, assegni ecc., comunque tracciabili, intestati alla scuola o al soggetto destinatario del pagamento (scuola, comune o altri fornitori) e con l’indicazione del servizio detraibile nella causale, insieme a quello del nome del bambino, sono documenti validi ai fini della richiesta di detrazione.

«Se per l’erogazione del servizio è previsto il pagamento in contanti o con altre modalità (ad esempio, bancomat) o l’acquisto di buoni mensa in formato cartaceo o elettronico, la spesa potrà essere documentata mediante attestazione, rilasciata dal soggetto che ha ricevuto il pagamento o dalla scuola, che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno o studente» si legge nella circolare.


Spese scolastiche detraibili per studenti con DSA


Dal 2018 sono detraibili al 19% anche le spese sostenute per gli studenti con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA). Si tratta di detrazioni per: strumenti compensativi e sussidi tecnici di cui alla L. 170/2010, nonché l’uso di strumenti compensativi che favoriscono la comunicazione verbale e l’apprendimento di lingue straniere. La detrazione è senza tetti di spesa e fino alla conclusione della scuola superiore.

In questo caso, per ottenere la detrazione, oltre alle ricevute, è necessario allegare anche un certificato medico rilasciato da SSN che attesti il collegamento funzionale tra gli strumenti acquistati e il disturbo diagnosticato.
 

Spese scolastiche universitarie: chi può detrarle

La detrazione Irpef del 19% è prevista anche per i genitori di studenti universitari e, in particolare, riguarda le spese sostenute per la frequenza di.

  • Corsi di laurea presso università statali e non statali;
  • Corsi di perfezionamento;
  • Corsi di specializzazione universitaria (come master universitari, corsi di dottorato di ricerca, istituti tecnici di ricerca (ITS), nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica, coreutici e gli Istituti musicali pareggiati).

Tutti questi corsi possono essere tenuti presso università o istituti universitari pubblici o privati, italiani o stranieri.

Quali sono le spese scolastiche universitarie

Le tipologia di spesa ammessa per la detrazione, per un massimo di 784 euro per il 2018 sono:
 

  • Tasse di immatricolazione ed iscrizione (anche per gli studenti fuori corso);

  • Soprattasse per esami di profitto e laurea;

  • La partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea, eventualmente previsti dalla facoltà;

  • La frequenza dei Tirocini Formativi Attivi (TFA).

La detrazione non spetta per: «i contributi pagati all’università pubblica relativamente al riconoscimento del titolo di studio (laurea) conseguito all’estero […] le spese relative: all’acquisto di libri scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria, viaggi ferroviari e di vitto e alloggio necessarie per consentire la frequenza della scuola» riporta la circolare.
 

Come ottenere la detrazione per le spese scolastiche universitarie

Esistono delle limitazioni per la detrazione delle spese scolastiche universitarie, ad esempio relative all'ammontare massimo della spesa sostenuta per l'iscrizione a un'università non statale.

 

Con apposito Decreto ministeriale vengono definite le quote massime suddivise per area disciplinare e per area territoriale (Nord, Centro, Sud e Isole). I dettagli sono reperibili nella citata circolare dell'Agenzia delle Entrate, a pagina 102 e seguenti.

Anche in questo caso, per ottenere la detrazione è necessario conservare le ricevute dei pagamenti recanti gli importi sostenuti per le spese universitarie.

 

Sono, infine, detraibili le spese per i contratti di locazione stipulati dagli studenti iscritti a un corso di laurea presso università situata in comune diverso da quello di residenza. La detrazione sempre del 19% spetta fino a un massimo di 2.633 euro a condizione che l’università disti almeno 100 km dal comune di residenza e comunque in diversa provincia.
In una risposta ad interpello del contribuente, però, l'Agenzia delle Entrate chiarisce, a seguito della legge di Bilancio 2018, che è possibile detrarre i canoni anche se i comuni sono ubicati nella stessa provincia purché il comune di residenza disti almeno 50 Km e si trovi in zona montana o disagiata. Non è invece ammessa la detrazione per i contratti di sublocazione.

 

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