Interviste

Trasferirsi all'estero. Cosa significa essere una mamma "expat"

Di Sara De Giorgi
famiglia
02 Gennaio 2019
Cosa significa per una mamma italiana vivere all'estero? È facile adattarsi alle abitudini e ai costumi di un paese straniero? Abbiamo intervistato la blogger Vanessa Redaelli Johannson, che vive in Scandinavia da sette anni e che ha una bambina di nove mesi. Vanessa ci ha spiegato che vuol dire essere una mamma "expat" e ha dato alcuni consigli ai genitori che desiderano trasferirsi all'estero.
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Sono sempre più numerose le donne italiane che scelgono di andare a vivere all'estero. Molte lo fanno per contrastare le conseguenze della crisi economica, altre trovano lavoro fuori oppure seguono il proprio compagno. Ci sono anche mamme o neomamme che, con le loro famiglie, vivono ancora in Italia, ma, proprio in questo periodo storico, stanno meditando se prendere il volo e ricominciare tutto daccapo.

 

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Abbiamo intervistato un ragazza italiana che vive all'estero da qualche anno: si chiama Vanessa Redaelli Johansson, blogger e madre della piccola Victoria. Vanessa vive a Oslo e suo marito è svedese. Le abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza di expat e la sua vita da mamma in Scandinavia. Vanessa Redaelli Johannson ha anche una pagina Instagram molto seguita.

 

Mamme expat: una giovane madre italiana che vive a Oslo

 

Vanessa Redaelli Johansson è una giovanissima donna nata in Italia, ma che vive a Oslo da sette anni con la sua famiglia. La blogger ci ha raccontato che essere una mamma expat non è semplice, specialmente quando si è completamente soli in un paese straniero e non ci sono suoceri o genitori nei paraggi. Vanessa ha specificato che vivere all'estero, lontani dai propri parenti, significa spesso essere sempre con la propria famiglia, senza potersi prendere pause o brevi "momenti di coppia". «Ma, allo stesso, tempo posso assicurare che si tratta di un'esperienza unica che arricchisce e apre la mente. Senza contare il fatto che mia figlia è trilingue, un dono per me unico!».

 

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Com’è la vita all'estero, o meglio, in Scandinavia?

 

La Redaelli Johannson spiega che la vita da expat è davvero dura. «Inizialmente non mi pesava molto, ma adesso, a distanza di 9 mesi dalla nascita di Victoria, io e mio marito iniziamo a renderci conto di quanto sia prezioso l'aiuto dei nonni o degli amici e dei parenti, anche solo per poter prendere una pausa e brevissimi momenti per noi due (cosa per me fondamentale in una coppia, anche quando si diventa genitori!)».

 

Inoltre, essere una mamma all'estero, per Vanessa, significa doversi adattare completamente ad una cultura e ad una mentalità diverse. Dunque, occorre avere una certa fliessibilità per poter ambientarsi presto. Aggiunge: «Per fortuna per me questo non è stato un gran problema, poiché sono ormai sette anni che mi trovo in Scandinavia e ritengo di avere acquisito una mentalità probabilmente più affine a quella nordica».

 

Come sono le mamme nordiche e qual è il loro stile di vita?

 

Le mamme scandinave hanno una mentalità completamente diversa dalle mamme italiane secondo la blogger. «Tempo fa raccontavo sul mio canale Instagram di come sia un'abitudine diffusa quella di lasciare i bambini a dormire fuori nel passeggino anche quando piove, nevica o la temperatura è sotto lo zero. Ho ricevuto moltissimi messaggi di mamme incredule che ritenevano che i bimbi potessero ammalarsi dormendo all'aperto. In realtà, i batteri si moltiplicano molto di più al chiuso e a contatto con altre persone piuttosto che all'aperto».

 

In Scandinavia le madri sono in generale più permissive, meno protettive e amano molto la natura, le camminate in montagna e lo sport, tanto che potete trovarle spesso in giro anche a fare jogging con i passeggini. Cercano poi, da subito, di sensibilizzare i bambini all'ambiente esterno e, in particolare, alla natura.

 

Che cosa abbiamo da imparare da loro? E loro da noi?

 

«Penso che le mamme Italiane possano sicuramente imparare da loro a non avere più paura delle basse temperature e che respirare un po' di aria fresca fa sempre bene! Ricordo che in Italia, quando andavo all'asilo, se pioveva o se faceva freddo, non uscivamo a giocare e stavamo dentro casa per tutto il giorno. Mentre nelle scuole dell'infanzia scandinave, si esce sempre a giocare durante la mattina,  indipendentemente dalla temperatura o dalle condizioni meteo (sicuramente anche per via delle poche ore di luce)», spiega.

 

«In base alla mia esperienza, però, in Scandinavia non c'è un concetto di famiglia unita come in Italia e per me questo è un valore fondamentale, che sicuramente loro dovrebbero imparare da noi», aggiunge Vanessa.

 

Consigli utili per i genitori che vogliono espatriare con i loro bambini

 

Infine, la mamma blogger intende dare alcuni consigli alle donne che vogliono trasferirsi all'estero con le loro famiglie. Ecco, di seguito, i suoi suggerimenti:

 

1) «Consiglio di farlo quando i bambini sono ancora piccoli perché così si adatteranno ai cambiamenti più velocemente e senza fatica».

 

2) «Poi, se possibile, suggerisco sempre di inserire i bambini in scuole internazionali, dove troveranno altre famiglie expat simili alla loro e cosi sarà più facile inserirsi gradualmente nella società».

 

3) «Un altro consiglio molto importante è quello di informarsi sul sistema sanitario e scolastico del paese in cui ci si sta trasferendo: spesso sono strutturati diversamente rispetto all'Italia».

 

4) «Per il resto, posso solo esortare a buttarvi senza paura nella nuova esperienza e a prepararvi facendo dei corsi di lingua: spesso, infatti, la conoscenza del solo inglese non è sufficiente, specialmente nei paesi Scandinavi».

 

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