LA GUIDA

Unioni civili e convivenze di fatto: che cosa prevede la legge

Di Alice Dutto
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23 Gennaio 2017
Sono stati approvati i decreti attuativi per la norma che regola le unioni civili e le convivenze di fatto. Pensione, casa, figli, adozione, regime patrimoniale: ecco cosa prevede la legge
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Il 14 gennaio sono stati approvati i tre decreti attuativi dell'articolo 1, comma 28, della legge n. 76 del 20 maggio 2016. Nello specifico, le norme prevedono disposizioni in merito alle unioni civili e alle convivenze di fatto.

Dalla pensione di reversibilità all'adozione ecco i punti salienti contenuti nella norma.

 

UNIONI CIVILI


Al parti di un matrimonio, l'unione civile si costituisce “di fronte all'ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni”. L'atto viene poi registrato “nell'archivio dello Stato civile”.


L'atto può essere celebrato in situazioni di pericolo di vita, in nave o in aereo. Se la coppia si unisce all'estero, in Italia verrà riconosciuta come coppia unita civilmente: sarà di fatto un'unione civile come prevede la nostra legge.

Per la durata dell'unione civile, le parti possono decidere di assumere lo stesso cognome, che deve essere quello di uno dei due partner: “La parte può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome”.

DIRITTI E DOVERI


La dichiarazione comporta l'acquisizione degli stessi diritti e doveri da parte dei partner, che abbiamo riassunto in questo articolo. In pratica, i partner:

  • obbligo reciproco dell'assistenza morale e materiale;
  • obbligo a coabitare e ad avere la residenza comune;
  • obbligo a contribuire ai bisogni comuni, sulla base delle proprie possibilità;
  • regime patrimoniale: se non indicato diversamente, i partner vivranno in comunione dei beni.

In caso di morte del partner, chi sopravvive ha diritto all'eredità legittima, che è del 50% in assenza di figli o in presenza di un solo figlio (ma che diminuisce in presenza di altri aventi diritto) e alla pensione di reversibilità e Tfr maturato.

Tra gli obblighi non compare quello di fedeltà previsto invece nel matrimonio.

LA SEPARAZIONE


In caso di separazione, si applicano le norme della legge sul divorzio del 1970, ma non è previsto un periodo minimo di separazione. Per sciogliere l'unione bisogna presentarsi di fronte all'ufficiale di stato civile: possono farlo entrambe le parti, o anche solo una. Può essere disposto l'assegno di mantenimento per uno dei due partner.

ADOZIONE DEI FIGLI


La legge sulle unioni civili non prevede la stepchild adoption, ma lascia la possibilità di concederla ai singoli tribunali, che valuteranno caso per caso.

LEGGI ANCHE: Stepchild adoption, primo caso in Italia


 

 

CONVIVENZE DI FATTO


Le coppie di fatto sono quelle costitute da “due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un'unione civile”. La coppia può essere formata da persone dello stesso sesso o di sesso diverso.

Per rientrare nei conviventi di fatto basta dimostrare di coabitare, cosa che si può fare esibendo i certificati di residenza e lo stato di famiglia.

In merito al regime patrimoniale, i conviventi di fatto possono sottoscrivere un contratto ad hoc che regoli i loro rapporti.

DIRITTI E DOVERI


Le coppie unite da una convivenza di fatto godranno di alcuni diritti che hanno le coppie sposate, soprattutto nell'ambito penitenziario e sanitario: potranno infatti assistere in carcere e in ospedale i loro conviventi.

In più, se c'è una delega scritta autografa o una dichiarazione in forma verbale di fronte a un testimone, si possono conferire al convivente poteri decisionali in caso di malattia o morte di uno dei due. In particolare, ciascun convivente può designare l'altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute; e in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e il funerale.

Per quanto riguarda la casa, il convivente che sopravvive può rimanere nella casa comune (di proprietà del partner deceduto) per altri due anni (o per un periodo pari alla convivenza, se supera i due anni, ma comunque non oltre i cinque anni). Sono previste però delle limitazioni (che trovate nel nostro articolo dedicato) se nella casa vivono minori o disabili.
La convivenza di fatto dà diritto a entrare nelle graduatorie per le case popolari.

I FIGLI

I figli delle coppie di fatto godono degli stessi diritti di quelli che nascono da una coppia sposata. I genitori, conviventi o sposati, devono mantenerli, educarli, istruirli e assisterli moralmente. I figli devono rispettarli e contribuire per quanto possono al mantenimento della famiglia finché convivono con essa. Per approfondire: leggi questo articolo.

SEPARAZIONE


In caso di separazione “il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall'altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento”. Gli alimenti sono assegnati in proporzione alla durata della convivenza.