Sicurezza

Tuffi: 8 consigli per farli in sicurezza

Di Valentina Murelli
tuffi
13 Luglio 2016 | Aggiornato il 14 Luglio 2016
Tuffarsi è molto divertente, ma può anche essere pericoloso. Per farlo in sicurezza, per prima cosa bisogna aver imparato davvero come si fa, altrimenti è come fare il bagno in acque profonde senza saper nuotare. Alcune semplici regole, inoltre, aiutano a prevenire gli incidenti.
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Cosa c'è di meglio di un bel tuffo nell'acqua fresca, in una calda giornata estiva? E cosa c'è di più divertente da fare con gli amici al mare o in piscina? Ma attenzione: per tuffarsi bisogna saperlo fare, e saperlo fare in sicurezza. Perché un tuffo maldestro può avere conseguenze devastanti.

 

"Un trauma alla spina dorsale in seguito a un tuffo di testa in acqua troppo bassa è uno degli incidenti tipici che si possono verificare al mare o in piscina" afferma Dario Giorgio Pezzini, della direzione tecnica della Società Nazionale di Salvamento. "E trauma alla spina dorsale può voler dire paralisi o addirittura morte, specie se i soccorsi non vengono effettuati in modo tempestivo".

 

Cosa bisogna fare, allora per tuffarsi in sicurezza?

Vediamo i consigli di Dario Pezzini, che proprio su questo tema ha scritto un capitolo del nuovo rapporto sugli incidenti in acqua dell'Istituto superiore di sanità. "Ovviamente - precisa l'esperto - non sono consigli per imparare a fare da soli. L'apprendimento con un istruttore esperto è fondamentale. Però possono servire per un ripasso generale delle condizioni di sicurezza".

 

 

1. Sapersi tuffare. Questa è la prima regola per prevenire gli incidenti causati da tuffi. Del resto, tuffarsi senza saperlo fare è come fare il bagno senza saper nuotare: è chiaro che ci sono dei rischi. Quindi è bene che i bambini che frequentano il mare, il lago, la piscina, facciano un corso di nuoto, che preveda anche l'addestramento ai tuffi.

 

Non è solo questione di tecnica: sapersi tuffare significa anche saper eseguire il tuffo in condizioni di sicurezza, cioè nel rispetto di alcune regole fondamentali. Per esempio, controllare che la profondità dell'acqua sia adeguata.

2. Controllare che l'altezza dell'acqua sia adeguata. Una regola indicativa è che la profondità dell'acqua debba essere leggermente superiore all'altezza del bambino, se ci si tuffa a pelo d'acqua. Se invece ci si tuffa da un'altezza superiore, per esempio da uno scoglio, la profondità dovrebbe essere parti all'altezza da cui ci si tuffa più 2 metri. Quindi, se ci si tuffa da un metro, ci devono essere sotto almeno tre metri d'acqua.

 

3. Controllare sempre la regolarità del fondale, perché potrebbero esserci ostacoli nascosti sott'acqua, specialmente se questa è torbida. La presenza di altri tuffatori non è di per sé garanzia di sicurezza: queste persone potrebbero aver fatto i loro controlli e sapere come evitare gli ostacoli, oppure tuffarsi in modo incosciente!

 

4. Se anche dopo i controlli persiste qualche dubbio sulla natura del fondale, il primo tuffo va fatto di piedi.

 

5. A proposito di posizione: quando si entra in acqua, le braccia devono trovarsi protese in avanti e sovrapposte in modo da "ingabbiare" la testa. Questa posizione deve essere mantenuta finché non si ha una chiara visione del fondale e la velocità dello scivolamento non si è notevolmente ridotta. Se ci si tuffa da altezze superiori ai due metri, le mani devono essere allacciate tra loro e non semplicemente sovrapposte.

 

6. Far presa bene con i piedi sulla superficie di partenza (la roccia, il trampolino, il bordovasca), "arpionandola" il più possibile. Questo per evitare di scivolare all'indietro nel momento dello slancio in avanti.

 

7. Evitare i tuffi con rincorsa, sempre rischiosi.

 

8. Tenere gli occhi aperti per tutta la durata del tuffo, per mantenere sempre la visione del fondale. Un ostacolo improvviso può anche essere evitato, se lo si vede: andare sott’acqua ad occhi chiusi è come camminare ad occhi chiusi.