RAGAZZI IN VIAGGIO

Vacanze studio in Italia e all'estero: i consigli per genitori

Di Alice Dutto
vacanzestudioesteroitalia
24 Dicembre 2018
Un'esperienza di vita unica che i ragazzi ricorderanno per sempre. Nelle vacanze studio si visitano nuove città, si entra in contatto con culture diverse e si socializza usando una lingua straniera. Ecco tanti validi motivi per farli partire e i consigli per non sbagliare
Facebook Twitter More

Una vacanza studio in Italia o all'estero può essere un'esperienza importante per i ragazzi, che si dovranno confrontare con una nuova lingua e una nuova cultura e che potranno sperimentare, per la prima volta, la loro autonomia rispetto alla famiglia.

Ma quali sono i criteri per scegliere la meta migliore? Da quando mandarli e come evitare brutte esperienze? Lo abbiamo chiesto a Stefano De Angelis, autore del nuovo libro “Ciao mamma, parto, studio e mi diverto” (Sperling & Kupfer) e fondatore e direttore di Giocamondo, tour operator specializzato nell'organizzazione di vacanze studio per bambini e ragazzi.

 

Come scegliere una vacanza studio

Il presupposto per una buona scelta è considerare la differenza tra una vacanza studio ed una vacanza. «La differenza la fa tutta la “macchina” organizzativa e strutturale che c’è dietro: dalla scelta accurata delle strutture, dei campus o college, alla professionalità dello staff che accompagna i ragazzi, alla qualità dei servizi offerti, alle escursioni guidate in lingua, al corso di lingua svolto in scuole altamente selezionate e accreditate da organismi internazionali».
 

 

Sono questi gli elementi da valutare nella scelta del percorso formativo. Il suggerimento è comunque sempre quello di «affidarsi a operatori specializzati e professionali del settore».
 

Per farlo, «Consiglio sempre di leggere bene le proposte degli operatori che (se sono seri e professionali) specificano sempre molto chiaramente se si sta acquistando un pacchetto studio in classi internazionali oppure in classi composte da soli italiani».
 

Inoltre, si possono valutare le referenze presenti sui siti delle organizzazioni e dare un occhio alle recensioni presenti in rete, magari contattando anche qualche ex studente.

Da quale età mandare i ragazzi


«Non esiste un'età ideale per partire, perché dipende molto da quanto il bambino è autonomo rispetto a mamma e papà, ma soprattutto da quanto i genitori siano disposti a mandarlo all’estero in tenera età» sottolinea l'esperto.

In Italia è raro che partano ragazzi prima dei 12 anni compiuti, mentre in altri Paesi del mondo la prima esperienza viene fatta anche a 7-8 anni, affrontando anche voli transoceanici.

«Molti tour operator offrono già dai 6 anni vacanze studio in lingua (con insegnanti madrelingua) restando in Italia a qualche chilometro da casa. Un'opportunità che tranquillizza molto le famiglie. L’importante in questi casi è verificare che i docenti siano madrelingua e realizzino, oltre che lezioni ad hoc, anche attività durante tutto il soggiorno che prevedano il dialogo in lingua».

Per quanto riguarda le caratteristiche personali del ragazzo, a parte l'autonomia dai genitori, «Non è richiesto nulla di specifico: tutti possono partecipare, anche i più timidi. Molto spesso, infatti, i bambini si conoscono già alla partenza e fanno subito amicizia affrontando insieme il viaggio verso la struttura di destinazione. Sono legami preziosi, che durano nel tempo e che proseguono ben oltre il ritorno a casa. Capita spesso infatti che si cerchino anche si durante l’anno e che partano di nuovo insieme l'estate successiva».

Un'esperienza importante

«Dico sempre che ci sono cinque buoni motivi per far fare una vacanza studio ai propri figli»:

  1. La conoscenza della lingua per il mondo del lavoro
    Il motivo per il quale si decide di studiare una lingua straniera è spesso la qualità del proprio futuro lavorativo.
  2. Condivisione dell'esperienza insieme a tanti coetanei
    I ragazzi, durante la vacanza studio, condividono questa esperienza unica e indimenticabile insieme a tanti coetanei provenienti da tutto il mondo: seguono un corso di lingua, praticano attività sportive, escono insieme la sera e fanno escursioni guidate.
  3. Viaggiare e conoscere nuove culture
    Scoprire il mondo, conoscere nuove culture e imparare a rispettare e confrontarsi con idee e stili di vita diversi ci fa crescere in saggezza e come persone.
  4. Crescere e apprendere
    Gestirsi in maniera autonoma, soprattutto se è la prima volta che si sta lontani da casa aiuta a mettersi in discussione, a comprendere punti deboli e punti di forza e soprattutto, a crescere e tornare a casa più maturi e consapevoli dell’esperienza vissuta.
  5. Visitare posti nuovi
    La grande differenza della vacanza studio all'estero rispetto alla frequenza di un classico corso di lingua nella propria città, è l'attività di full immersion che si trova a vivere e che consente ai ragazzi di entrare nel vivo della storia e cultura del luogo visitato.

Le mete più gettonate

Le richieste dei genitori vanno da «percorsi nei paesi anglofoni a paesi extra Europei come gli Stati Uniti, destinazione sempre molto in voga».
 

Fino a 14 anni, in genere, mamme e papà preferiscono mandare i loro figli nei campus che si svolgono in bellissime località montane o marine.

Per il 2019, «destinazioni particolari in Italia sono il Trentino-Alto Adige e il Lazio, Giocamondo ha previsto dei percorso formativi in lingua inglese. Mentre all'estero, sono consigliate le capitali europee, come Londra e Dublino. Negli Stati Uniti, invece, è sempre di moda New York».

 

Quanto costa una vacanza studio?

Il costo di una vacanza studio dipende da diverse variabili, come la destinazione (in Italia o all'estero, in Europa o oltreoceano) e la durata del viaggio (1 o 2 settimane).
 

«In Italia, il costo medio di una vacanza studio può essere di 1.400 euro. All'estero, ad esempio a Malta, si può arrivare fino a 2.000 euro, mentre oltreoceano, negli Stati Uniti, i costi si aggirano sui 3.000 euro».