Attentati e viaggi

Viaggiare con i bambini nell’epoca degli attentati

strasburgo
12 Dicembre 2018
Inutile nasconderlo: gli attentati degli ultimi anni non ci fanno stare proprio sicuri quando ci mettiamo in viaggio, soprattutto se partiamo con bimbi al seguito. L'ultimo di una lunga serie? Ieri, a Strasburgo, al mercatino di Natale. Un papà travelblogger e le lettrici di Nostrofiglio.it ci raccontano com’è cambiato – se è cambiato – il loro modo di pensare. E come affrontano le loro paure e quelle dei figli
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Un assalto nel pieno centro di Strasburgo, ieri sera, nel cuore dei mercatini di Natale. 3 sono i morti, 13 i feriti tra cui un italiano. 

E' solo l'ultimo di una lunga serie che ha scosso tutti gli ultimi anni. 

Nostrofiglio racconta come è cambiato il modo di viaggiare negli ultimi anni, dando dove a un papà travel blogger e a mamme e papà.

 

La testimonianza

di Luca Golix Golinelli, fumettista, papà e travel blogger (www.miprendoemiportovia.it)
"Io e mia moglie viaggiamo parecchio, sia con che senza nostro figlio. Spesso ci siamo trovati in luoghi che sono stati, o che dopo poco sarebbero stati, colpiti da attacchi terroristici. Eravamo a Parigi durante la notte della strage del Bataclan e siamo stati innumerevoli volte nell'aeroporto di Bruxelles e in quello di Istanbul. In un ristorante turco a Berlino ho chiesto a mia moglie di sposarmi e a Stoccolma lo scorso inverno abbiamo festeggiato il suo compleanno. Insomma la lista di “luoghi pericolosi” nei quali siamo stati è davvero infinita.


Da quando sono diventato papà credo che la mia sensibilità sia centuplicata e penso spesso a quali pericoli possa andare incontro mio figlio lungo il cammino della sua crescita. Ma questo significa che per proteggerlo debbo metterlo sotto una campana di vetro? Debbo insegnargli che la regola d'oro più importante è quella di non accettare caramelle dagli sconosciuti? In special modo se sono differenti nel modo di vestire o di parlare? Averlo portato in Africa pochi mesi fa, dove ha potuto vedere l'esistenza di bambini diversi da lui, ma in egual modo bambini, penso sia stato uno dei regali più preziosi che potessi fargli. Più dell'ennesima macchinina o pupazzo di Paw Patrol. Credo che il primo passo verso la sicurezza di mio figlio sia vincere in primis la mia insicurezza. Ecco perché non ho una formula magica per affrontare con lui un tema così delicato come il rischio terrorismo quando si viaggia. Però cerco di spiegarglielo con la massima sincerità possibile, senza quell'atteggiamento da "sei un bambino e non puoi capire, sono cose da grandi". Ovviamente lo faccio con tatto e con un linguaggio adatto alla sua età, ma senza nascondergli nulla. I bambini sono affamati di sapere e lasciarli nell'ignoranza è il torto più grande che noi genitori possiamo fargli. Anche negli aspetti più duri della nostra vita.
Quest'anno festeggeremo il quarto compleanno del nostro bimbo in Francia, e più precisamente a Bordeaux dove faremo scambiocasa per due settimane con una famiglia del luogo. La pratica dello scambiocasa è il nostro modo di viaggiare preferito tant'è che è la quarta volta che lo facciamo dopo Provenza, Belgio e California. Ma l'estate è lunga e non è detto che non organizzeremo anche una partenza last minute in qualche meta più esotica!".

 

 

I consigli delle mamme di nostrofiglio.it.

 

1. Loretta: "Manderò le mie figlie ad un viaggio studio, raccomandando loro di essere attente".
"Quest’estate le mie gemelle andranno per la prima volta all’estero per un viaggio studio con la scuola. Considerato quel che sta succedendo, da mamma non mi sento proprio tranquillissima all’idea di mandarle, però capisco l’importanza di queste esperienze e non voglio che rinuncino. Per questo farò di tutto per non allarmarle con le mie preoccupazioni. Certo, spiegherò loro che, intraprendendo questo genere di viaggi, saranno sottoposte a controlli che sono importantissimi per la loro sicurezza e di cui non debbono aver timore, anzi devono essere contente che le autorità competenti li effettuino. Consiglierò inoltre di attenersi alle indicazioni date dagli accompagnatori o dal personale presente per esempio negli aeroporti, di prestare attenzione alle realtà che le circonda quando si trovano in luoghi molto affollati, come metropolitane, musei, centri commerciali, le informerò sui numeri utili da contattare in caso di necessità. E chiederò loro di mandarmi qualche WhatsApp in più!!!"

 

2. Emilia: "Per quest'anno sceglierò mete più tranquille, ma non mi farò bloccare dalla paura"
"Certo, viaggiare oggi è diventato più problematico. Qualche anno fa per le vacanze avrei preso in considerazione la Tunisia, la Turchia o il Mar Rosso, luoghi bellissimi ed economici. Ma ora preferisco restare su mete europee ed in particolare su località più piccole e tranquille, anche se gli ultimi eventi terroristici hanno dimostrato che nessun posto è completamente sicuro. Che risponderò a mio figlio se mi dice che ha paura degli attentati? Che lo capisco benissimo, però mamma e papà non intendono certo correre rischi inutili: se hanno deciso di andare in vacanza in questo posto è perché pensano che sia un posto sicuro, quindi possiamo tutti stare tranquilli. E in ogni caso, non è giusto bloccare le nostre vite per paura di qualcosa che comunque è molto, molto improbabile che succeda. Tante altre persone, in tutto il mondo, in questo momento stanno facendo lo stesso, anche perché se tutti insieme non abbiamo paura, chi vuole farci paura un bel giorno smetterà di farlo.

 

3. Fabiola: "Ho avuto genitori ansiosi, non voglio comportarmi allo stesso modo con i miei figli".
"Ho avuto dei genitori che, quando si doveva partire per un viaggio, sia pure breve, cominciavano a dire, anche in presenza di noi figli: “E se è brutto tempo? E se la macchina ha un guasto? E se succede qualcosa?” Per non parlare di mia madre che, da qualche giorno prima, cominciava a provare malesseri di ogni genere solo per l’ansia della partenza. Questo loro atteggiamento ha inevitabilmente influito su di me, rendendomi ansiosa e insicura ogni volta che devo allontanarmi da casa per un viaggio, sia pure di piacere. Non voglio assolutamente fare la stessa cosa con i miei figli, anzi, voglio che guardino alla vita con ottimismo. Quando ci capitano certe immagini al telegiornale, non sminuisco la gravità di quel che si vede, ma dico loro che il pazzo di turno può capitare ovunque e non è certo questo un motivo sufficiente per chiudersi in casa. Sarebbe come rinunciare a vivere in partenza". 

 

4. Cecilia: "Voglio agevolare con serenità la sana voglia di indipendenza dei miei figli". 
"Anche a me succede, quando prenoto le vacanze per tutta la famiglia, di pensare ai rischi connessi, che purtroppo stanno sempre più aumentando visti i tempi delicati che stiamo vivendo. Però poi penso anche che la modalità con la quale noi genitori gestiamo le nostre paure sarà inevitabilmente quella con cui i figli gestiranno le loro e questo mi spinge a farmi coraggio e ad agevolare con serenità la loro fisiologica e sana voglia di crescita e di indipendenza".

 

 

5. Ivana: "Ben vengano i controlli militari, che tutelano la nostra sicurezza".

"Quest'estate non andremo all'estero e non per l'ansia da aeroporto, ma perché si prediligerà una vacanza all'insegna della tranquillità e libertà assoluta in campeggio, al mare. Il viaggio? In macchina o in treno, si vedrà... nessun timore, bisogna essere un po' fatalisti! Però ben vengano i controlli militari, che tutelano e garantiscono la sicurezza, senza esagerare!"

 

6. Valentina: "A mia figlia dico che, come nei cartoni, anche nel mondo ci sono i cattivi. E tanti buoni".
"Io credo che ormai tutti i bambini sentano parlare anche per sbaglio di attentati, guerra e morti. A mia figlia dico la verità e cioè che, come succede nei cartoni, anche nel mondo ci sono i cattivi. E come nei cartoni, ci sono tante persone buone e forti che ogni giorno si occupano di difendere e proteggere i più indifesi. Senza scendere troppo nei particolari e senza dare più dettagli di quelli che chiedono". 

 

7. Rosy: "Raccomandiamo innanzitutto ai nostri figli di allacciarsi le cinture in auto!"
"Come affronterò la questione con mio figlio quando mi dirà che ha paura di viaggiare o di andare ad un concerto perché ci sono gli attentati? Gli dirò che dovrà fare innanzitutto attenzione ad allacciarsi le cinture di sicurezza quando viaggerà in auto, essere prudente quando attraverserà la strada, mettere il casco e non mandare messaggi quando guiderà il motorino, non guidare affatto se avrà bevuto alcolici. Perché le probabilità di perdere la vita per questi motivi sono infinitamente superiori. Gli attentati ci sono, ma non perdiamo di vista la nostra realtà di tutti i giorni".

 

8. Elisa: "Abituerò mio figlio a convivere con la realtà che ci circonda".
"Sono convinta che viaggiare coi propri figli fin da quando sono molto piccoli sia un grande allenamento per vincere le paure ed abituarli all'autonomia. E’ proprio per questo che non voglio farmi bloccare dalla paura di quanto sta accadendo oggi nel mondo e non voglio trasmetterla a mio figlio. I nostri bambini, anche se molto piccoli ora, saranno gli adulti di domani e credo anche che sia importante abituarli a convivere con questa situazione. Per comunicargli con le parole giuste la realtà che ci circonda sto leggendo insieme a lui “Il terrorismo spiegato ai miei figli” di Tahar Ben Jelloun, che non a caso ha come sottotitolo “Ai nostri figli va detta la verità: hanno bisogno di parole scelte con cura”." 

 

9. Claudia: "Per fortuna si tratta di eventi rari, anche se li dicono alla tv".
"Finché riesco, preferisco tenerli all’oscuro di quel che succede nel mondo, come facevano con noi da bambini, ché quando succedevano cose brutte si cambiava canale e noi bambini continuavamo a vivere nella spensieratezza. E quando arriverà il momento, sarà un argomento complesso da spiegare. Penso che l’unica cosa che dirò è che ci sono persone davvero cattive che usano la scusa della religione per far del male e non c’è una vera risposta al perché lo fanno. Però alla fine i cattivi vengono arrestati. E per fortuna si tratta di eventi molto rari, anche se li dicono alla TV".  

 

10. Francesca: "Inutile sminuire certi eventi, meglio spiegarli con parole semplici".  
"Io credo che bisogna tenere conto dell’età del bambino. Se prima dei 5-6 anni penso sia giusto tenerli al riparo da certe realtà, man mano che crescono non è realisticamente possibile, in un mondo in cui le notizie viaggiano più veloci di noi. Sminuire o tentare di nascondere simili fatti secondo me potrebbe spaventarli ancora di più, perché capirebbero che si tratta di qualcosa che incute timore a noi adulti per primi. Penso che, prima di partire per le vacanze, spiegherò loro in modo semplice che capiterà di vedere gente in divisa e armata, di subire dei controlli. Ma che sono cose di routine, che vengono fatte per garantire la nostra sicurezza".

 

11. Terry: "Vedendo noi genitori tranquilli, i nostri figli si sentono al sicuro". 
"Siamo tornati da poco da un fine settimana all’estero. Era da tempo che non andavamo fuori Italia e avevo un po’ di ansia. Agli aeroporti e in certi luoghi pubblici ci è capitato spesso di vedere poliziotti e carabinieri e i figli ci hanno chiesto: è per il timore degli attentati? Poi vedendo noi tranquilli si sono distratti facilmente. Ecco, io penso che le paure sono indotte da noi adulti e siamo soprattutto noi a doverci  mostrare sicuri del fatto nostro." 

 

12. Camilla: "Insegno ai miei figli a non aver paura del diverso."
"Quello che cerco di fare è insegnare ai miei figli a non aver paura del diverso. Per questo ho scelto di mandarli in una scuola multietnica. Uno dei migliori amici di mio figlio si chiama Adam ed è egiziano. Sono molto contenta di questa frequentazione, è importante imparare che i musulmani non sono terroristi, ma persone come noi con i nostri stessi sogni e desideri. I terroristi sono un gruppo di invasati e gli attentati che commettono non hanno nulla a che fare con la fede religiosa."

 

Come la paura degli attentati condiziona le nostre scelte.
La paura degli attentati sta inevitabilmente condizionando la scelta delle mete tra i turisti. Un’indagine svolta dal London School of Economics and Political Science evidenzia ad esempio che gli attacchi terroristici contro turisti occidentali in vacanza negli stati islamici stanno scoraggiando la scelta di destinazioni come Tunisia, Egitto, Turchia o Marocco. Mentre un sondaggio effettuato online sulla community del Touring Club italiano ha fatto emergere una preferenza, tra le famiglie italiane, di mete nostrane o località europee considerate più “tranquille”, come l’Andalusia in Spagna o la Provenza in Francia. 

3 libri da leggere

 

ll contrario della paura. Perché terrorismo islamico e mafia possono essere sconfitti.
Di Franco Roberti (Editore Mondadori, 18 euro)

Continuare a uscire, viaggiare, frequentare cinema e concerti significa lottare contro i terroristi, il cui unico obiettivo è privarci delle nostre libertà. E’ questo lo spirito con cui è stato scritto questo libro, che vuole illustrare perché è necessario non avere paura, proprio per sconfiggere i mali che ci fanno paura.

 

Il terrorismo spiegato ai ragazzi. Jihad? Al Qaida? Califfato? Aiutiamo i nostri giovani a capire.

di Cecilia Tosi, (Editore Imprimatur, 15 euro),
Saggio e romanzo al tempo stesso, attraverso le vicende dei due protagonisti il libro spiega, in modo semplice e adatto ad un lettore giovane, le ragioni che hanno portato alla crescita di organizzazioni armate che combattono in nome del fondamentalismo islamico.

Viaggiare con i bambini. L'arte della vacanza formato famiglia

(Editore EDT, 23,50 euro)

Scritto a più mani dai diretti interessati: un team di genitori alle prese con i viaggi insieme ai bambini.  Il libro è ricco di idee, consigli e informazioni per affrontare al meglio ogni aspetto di un viaggio con bambini, affinché grandi e piccoli possano assaporarlo fino in fondo con tranquillità e sicurezza.