Psicologia

Violenza in famiglia, come intervenire se i bambini sono testimoni

Di Sara De Giorgi
bimbocheosserva
02 Giugno 2018
Il 4 giugno è la "Giornata Internazionale per i bambini innocenti vittime di aggressioni". L’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna ha deciso di porre l'accento su una forma di maltrattamento molto grave, ossia quella che subiscono bambini e ragazzi testimoni di violenze domestiche.
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Il 4 giugno di ogni anno viene celebrata la "Giornata Internazionale per i bambini innocenti vittime di aggressioni". Con l'occasione di questa ricorrenza l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna ha scelto di porre l'attenzione su una forma di maltrattamento molto grave ma sottovalutata: quella subita dai giovani testimoni di violenze domestiche.

 

Purtroppo, la violenza intrafamiliare travolge anche i figli, nonostante non siano direttamente oggetto della violenza. Infatti, quando bambini e adolescenti non assistono direttamente alla violenza, ne percepiscono comunque gli effetti: vengono investiti dai pensieri e dalle emozioni della vittima e dell’aggressore, ossia dalle figure di riferimento affettivo ed educativo primario.

 

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In alcuni casi neanche la separazione dei genitori basta per eliminare il problema e i figli vengono addirittura strumentalizzati nei conflitti. 

 

Anna Ancona, presidente dell'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna, ha spiegato che "Anche nelle situazioni meno estreme, la violenza assistita è a tutti gli effetti una forma di maltrattamento psicologico e comporta conseguenze a livello emotivo, cognitivo, fisico e relazionale con stati di profonda sofferenza psicologica che si possono protrarre anche nella vita adulta. L’aspetto più pericoloso è che da essa i bambini imparano la normalità della violenza: l’affetto può essere associato alla sopraffazione, all'offesa, all'aggressione, apprendendo la legittimità della violenza".

 

I ragazzi che assistono alle violenze possono manifestare ansia, fobie e problemi psicofisici vari tipici del disturbo post-traumatico da stress. Occorre monitorarne i segnali di disagio (tra cui, ad esempio, disturbi del sonno, irritabilità e cefalee) per verificare l’origine dei problemi e tutelare i minori anche con interventi di tipo psicoterapeutico.

 

Nelle situazioni di violenza psicologica intrafamiliare può essere molto difficile per il genitore vittima riconoscere i danni causati ai figli. È perciò fondamentale che pediatri, insegnanti ed educatori che entrano in contatto con bambini e adolescenti sappiano captare i segnali di disagio e i comportamenti inusuali, che possono essere spia di un malessere profondo.

 

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