Visite guidate per bambini

Bambini al museo: visite guidate con la scuola o in famiglia

Di Alessia Calzolari
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02 Novembre 2017
Bimbi al museo o a una mostra? Sì, certo: le visite guidate per bambini ormai coinvolgono e divertono, sia che si vada in compagnia della propria classe, che con mamma e papà
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C’erano una volta le gite ai musei, quelle in cui intere classi delle elementari venivano "trascinate" a visitare austeri corridoi pieni di quadri, accompagnate da maestre che intimavano il silenzio e guide che recitavano a memoria nozioni e date. C’erano, appunto. Poi, per fortuna, si è scoperto che la cultura può e deve essere a misura di bambino: dalle visite guidate si è passati alle visite animate o alle visite gioco.
 

Maria Elena Magro, Referente Education Mudec Museo delle Culture di Milano, racconta come sono i musei oggi per i più piccoli, che possono imparare e passare anche del tempo in famiglia.

 

Mudec di Milano: un museo a prova di bambino

 

Il Museo delle Culture di Milano è stato inaugurato nel 2015 e sin da subito ha cercato di porsi come istituzione di riferimento per bambini e famiglie, «un luogo dove imparare giocando e che avesse un ruolo attivo nella formazione dei contenuti», come lo definisce la Referente Education del Mudec.

L’ispirazione è stata il Tropenmuseum Junior di Amsterdam, il cui eccellente modello educativo è stato fatto proprio dall’isitituzione milanese: «Studiando le best practice dei musei internazionali, abbiamo sviluppato un approccio pratico e coinvolgente che si avvale di strumenti digitali, di esplorazioni interattive, di giochi di gruppo e di esperienze interdisciplinari: progettando visite animate e visite gioco all’interno delle nostre mostre e della collezione permanente e creando spazi ad hoc riservati ai bambini e alle loro famiglie, dove poter ricostruire mondi sognanti in cui tutti gli elementi, dalla scenografia, agli oggetti manipolabili sono a misura di bambino».

 

«La missione del dipartimento educativo del museo è quello di trovare gli strumenti per aumentare la consapevolezza fondamentale sulle questioni interculturali, con cui raramente il pubblico e persino la scuola entra in contatto. Con un linguaggio semplice e diretto cerchiamo di creare un apprendimento che contenga ampie riflessioni sulle nozioni di cultura, identità, appartenenza e diversità culturale attraverso visite guidate, laboratori, incontri, workshop, appuntamenti, feste di compleanno».

 

 

Dalla visita guidata alla visita animata

 

Una volta i bambini si vedevano solo al mattino nei musei o nelle mostre, ora è sempre più frequente vederli accompagnati da una guida che non solo racconta l’opera d‘arte o il reperto, ma li coinvolge in una sorta di laboratorio a tutte le ore del giorno e in compagnia di mamma e papà o di altri bimbi, non per forza compagni di classe.

Come spiega la Dott.ssa Magro, «le visite animate o visite gioco utilizzano sempre di più una modalità estremamente ludica e interattiva per coinvolgere i bambini. A questo si affianca comunque una trasmissione più tradizionale e frontale delle conoscenze, seppur rielaborate con un linguaggio diretto, semplificato e adatto al giovane pubblico».

 

Cambiano le visite, cambiano gli strumenti di lavoro

 

Di conseguenza, anche i materiali usati durante le visite si adeguano, diventando ludici e manipolabili: «In questo modo si permette un’interazione attiva e una rielaborazione a contatto diretto con opere d'arte e reperti. Ciò avviene sia attraverso installazioni per bambini fisse all’interno del percorso espositivo (inglobate quindi nell’allestimento dell’esposizione), sia attraverso materiali di supporto che portano gli operatori museali durante la conduzione della loro visita».

 

E le sale dei musei si adeguano

 

I visitatori grandi più attenti avranno notato che oltre alle classiche didascalie, sulle pareti delle sale museali stanno pian piano comparendo grafiche o installazioni particolari a misura di bimbi. Questo perché, racconta la referente education del Mudec, «Gli allestimenti delle mostre e delle collezioni museali cominciano negli ultimi anni a prestare una maggior attenzione al pubblico dei bambini e delle famiglie, considerando nei progetti allestitivi le esigenze dei più piccoli». Questo impegno si concretizza in percorsi dedicati ai più piccoli, grafiche kids da seguire nelle sale, spazi dove ricostruire vere e proprie ambientazioni e scenografie di forte richiamo e impatto emozionale. «Alla mancata possibilità di “toccare con mano le opere originali” si risponde offrendo ai bambini apparati manipolabili con cui possono avere uno scambio e una interazione fisica e sensoriale».

 

Visite per le scuole e visite per le famiglie: ci si diverte in entrambi i casi

 

I bimbi possono partecipare a una visita animata, sia che vadano al museo (o a vedere una mostra) con la scuola, che con la famiglia. I due tipi di fruizione museale, però, si differenziano l’una dall’altra, in modo da adeguarsi al meglio alle diverse necessità: «In entrambi i casi ci si attiene ad una sorta di traccia “animata” base. Le attività in famiglia, però, sono tendenzialmente più giocose, adatte a coinvolgere tutti i componenti e farli sperimentare, esplorare e divertirsi insieme. Si lascia, quindi, maggiore libertà alle famiglie di rielaborare autonomamente i contenuti espressi durante la visita, rispetto ai percorsi per le scuole che sono più strutturati e, seppur ludici e interattivi. Si percepisce sempre di più la necessità di creare momenti di condivisione familiari, poiché i genitori hanno sempre meno tempo libero da trascorrere con i propri figli».

 

 

Come scegliere una visita guidata per bambini

 

Allora a cosa bisogna prestare attenzione quando si sceglie una visita? Come dice la Dott.ssa Magro «la didattica museale si è evoluta moltissimo e ad oggi offre tantissimi stimoli differenti. Non può certamente mancare la componente narrativa: l’inserimento delle conoscenze all’interno di un racconto è fondamentale per coinvolgere i piccoli e farli emozionare. Ancora meglio se è affiancato da un approccio teatrale, operato dalle guide museali o interpretato dagli stessi bambini, in modo che la dimensione di fruizione dell’arte diventi multidisciplinare. A questo proposito, si potrebbero anche inserire brevi ascolti musicali o attività psicomotorie/performative, ma prestando sempre attenzione a non disturbare troppo la contemplazione delle opere degli altri visitatori».