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Coabitazione con i nonni in lockdown, può funzionare? Lo chiediamo all'esperta

di Elena Cioppi - 05.11.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Vivere con i nonni in lockdown, la psicopedagogista spiega come tenere in equilibrio il rapporto quando si decide di convivere.

Il ruolo dei nonni ai tempi del Coronavirus è cambiato. Li guardiamo con un senso di protezione maggiore e spesso li teniamo lontani dai bambini che vanno a scuola per non farli rischiare. Ma non è solo così che il rapporto con loro si è evoluto in questi mesi di pandemia. Un servizio fotografico dell'italiano Mattia Crocetti ripreso dal The Guardian che si chiama "COndiVIDendo 19" ha raccontato come gli italiani hanno vissuto il lockdown nei mesi passati, unendo spesso nuclei familiari in una stessa casa.

Quelle immagini così emozionanti aprono nuovi scenari di coabitazione parentale che, nelle vite frenetiche che avevamo prima del Covid-19, non ci sarebbero mai venuti in mente. Vivere con i nonni è una buona idea? Unire due famiglie nella stessa casa, aggiungendo l'utile (un aiuto con i bambini in DAD ad esempio, il saperli al sicuro e protetti) al dilettevole (una compagnia per i bambini mentre i genitori sono impegnati con lo smartworking) può far davvero funzionare la convivenza? Abbiamo chiesto il parere della psicopedagogista del Centro per la salute del bambino Monica Castagnetti per capire se vivere con i nonni in tempi di lockdown è davvero una buona idea e come tenere tutto in equilibrio.

In questo articolo

Vivere con i nonni in tempi di lockdown, i vantaggi sul bambino e la famiglia

Per salvaguardare la salute familiare in un periodo di massima e generalizzata diffusione del Covid-19 a molti genitori potrebbe balenare in testa l'idea di accogliere in casa i nonni: una tentazione da soddisfare per avere tutti sotto lo stesso tetto, se mamma e papà possono lavorare in modalità agile e i bambini più grandi (dopo il DPCM del 24 ottobre e l'aggiornamento sulle zone rosse, arancioni e gialle in vigore dal 5 novembre 2020) sono tutti a casa in DAD. Ma davvero può funzionare? Secondo la psicopedagogista Castagnetti, i vantaggi del vivere con i nonni soprattutto in un periodo di stress diffuso come quello della pandemia ci sono eccome. 

"Coabitare è un buon modo per rafforzare il rapporto tra nonni, genitori e bambini. E può diventare l'occasione per condividere delle linee educative, per aggiornarle e renderle più efficienti. La coabitazione in questo senso diventa anche un modo per comunicare le proprie aspettative al partner oppure ai nonni, anche se sono diverse tra loro, per trasformarlo in un metodo educativo unico". Il conflitto educativo tra mondi e generazioni diverse, insomma, ci può essere ma secondo l'esperta il gioco vale la candela, soprattutto per i bambini che si ritrovano la casa piena. "Per un bambino essere circondato da persone che si prendono cura di lui è una vera fonte di gioia. L'idea di avere intorno persone dedicate alla sua cura ma anche al gioco lo rende felice".

Quali sono i vantaggi di una coabitazione con i nonni sui bambini?

  • la socializzazione del bambino: oggi i bimbi sono più individualisti, più orientati al giocare e fare cose da soli. Avere accanto persone dedicate favorisce gli aspetti sociali e li fanno crescere.
  • il bambino cresce: confrontarsi con i nonni è occasione di crescita in un periodo poco sereno. Un modo per conoscersi e condividere esperienze e memorie
  • il bambino si confronta: nella diversità dei contatti sociali che ha con persone differenti il bambino conosce la divergenza, che gli serve per posizionarsi e adattarsi ai vari contesti in cui è immerso.

Ma anche i vantaggi logistici sono indubbi. Per i genitori avere sotto lo stesso tetto i genitori (o i suoceri) è fonte di sollievo, soprattutto se davvero possono creare una bolla con pochi contatti con l'esterno così da non mettere a rischio la salute di nessuno. Inoltre, come racconta l'esperta, "se col nonno c'è un buon rapporto di fiducia ci si sente più tranquilli a lasciare i bambini alle loro cure. Il vantaggio del nonno in casa da un punto di vista psicologico è proprio questo".

Coabitazione con i nonni, come farla funzionare?

La psicopedagogista conferma che la coabitazione parentale di questo tipo è possibile, ma solo ad alcune condizioni:

  • Sono presenti gli spazi adeguati per i bisogni di tutti: una camera per i nonni, una per i bambini, una per i genitori e angoli comuni in cui ritrovarsi
  • Se tra le esigenze c'è quella di sapere i nonni "al sicuro" e non solo quella logistica di avere una compagnia per i bambini
  • Se si discute prima nella coppia ed entrambi i genitori sono d'accordo 
  • Se si ammette che certe regole educative non sono scontate per tutti e che c'è bisogno di confrontarsi con i nonni per renderle chiare

Quando la coabitazione parentale diventa funzionale?

Secondo la psicopedagogista Castagnetti prima di prendere una decisione così importante - anche se temporanea - bisogna valutare bene i rapporti pregressi con i nonni e soprattutto gli spazi domestici.

"La coabitazione può essere funzionale se gli spazi sono adeguati: in questo modo diventa anche pacifica perché permette a tutti di avere spazi in comune e anche individuali". Insomma, le case troppo piccole complicano i rapporti, soprattutto se si coabita. E parlarne prima aiuta a mettere a fuoco problemi e conflitti in essere o pregressi che potrebbero riprensentarsi durante la coabitazione. "Quella di vivere con i nonni è prima di tutto una scelta di coppia, che però deve passare al vaglio diversi aspetti, non solo quelli logistici e pratici. Meglio non forzare la situazione solo perché potrebbero dare una mano con i bambini a casa".

Bisogna anche ricordare che nel momento in cui si incontrano due nuclei con abitudini e modi di vedere la vita diversi e in mezzo ci sono dei bambini, è necessario sedersi a tavolino per decidere quando deve essere uno dei nonni a intervenire e quando invece deve farlo il genitore. Perché l'uno non può sostituirsi all'altro, ma in certe fasi della giornata il genitore può delegare la cura dei figli ai nonni così da dedicarsi ad esempio al lavoro. "In questo caso meglio decidere le fasce orarie in cui il nonno o il genitore sono responsabili dei bambini per non cadere nel fraintendimento o nel conflitto".

Come evitare i conflitti educativi con i nonni?

Secondo l'esperta in una situazione come questa "si può facilmente cadere in una catena di recriminazioni reciproche su metodi educativi: questo atteggiamento rende la convivenza molto pesante". L'ideale è condividere prima, sia nella coppia che con i nonni, le proprie aspettative e regole. 

Come cambia il ruolo del nonno che vive con i nipoti

Durante una coabitazione il ruolo dei nonni si evolve: anche loro sono chiamati ad adattarsi alla situazione. "Non è difficile solo per il genitore che li accoglie in casa" spiega la psicopedagogista "perché da parte del nonno c'è maggiore fatica a gestire in libertà il proprio ruolo: si trova in mezzo a una triade".

La triade in psicologia riporta sempre alla ricerca di un equilibrio tra le parti, anche se non è facile. "Quando ci sono tre entità coinvolte - in questo caso i nonni, i genitori e il bambino - la tendenza è quella di creare un'alleanza tra due punti del triangolo. Nella fase di bilanciamento ci saranno un po' più di difficoltà, soprattutto per i bambini: se sono affezionati a tutti in famiglia questi momenti di crisi legati alla coabitazione devono essere evitati, previsti prima".

Vivere con i nonni dunque è possibile, ma solo se si dialoga, se si sceglie consapevolmente, se ci sono gli spazi adeguati in casa, ha concluso la psicopedagogista Monica Castagnetti. " I nonni non devono diventare fonte di ostilità, soprattutto agli occhi dei bambini. Meglio essere consapevoli prima di questi conflitti e accogliere i nonni in casa scegliendolo con lucidità".

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