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Le mamme italiane? Sono delle equilibriste! Ecco perché

festamamma
09 Maggio 2018
Facile essere mamma? Un po' di più al Nord, un po' meno al Sud. La ricerca di Save the Children “Le Equilibriste: la maternità in Italia” mostra la situazione delle madri del nostro Paese. Lo studio sottolinea un peggioramento generale dell’Italia per quanto riguarda l’accoglienza dei nuovi nati e il sostegno alle loro mamme. 
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Fare la mamma? Che fatica! Soprattutto dipende da dove si diventa mamme in Italia. Un po' più semplice per le mamme del Nord un po' più complicato per chi per esempio vive in Campania.

 

Il quadro poi della situazione nel Bel Paese? Si decide di diventare mamme sempre più tardi (l’Italia è in vetta alla classifica europea per anzianità delle donne al primo parto con una media di 31 anni), rinunciando sempre più spesso alla carriera professionale quando si tratta di dover scegliere tra lavoro e impegni familiari (il 37% delle donne tra i 25 e i 49 anni con almeno un figlio risulta inattiva).

A questo va aggiunga una scarsa o inesistente rete per la prima infanzia e poco sostegno per le donne che decidono di diventare madri. In un Paese in cui la denatalità ha toccato un nuovo record, registrando la nona diminuzione consecutiva dal 2008, le mamme italiane hanno pochi figli, con un numero medio per donna pari oggi a 1,34 (dati Istat), che torna ai livelli del 2004, dopo aver raggiunto il suo massimo di 1,46 figli nel 2009.

Un tasso di disoccupazione delle donne, e in particolare delle madri, tra i più alti in Europa, discriminazioni radicate nel mondo del lavoro, forte squilibrio nei carichi familiari tra madri e padri, poche possibilità di conciliare gli impegni domestici con il lavoro, a partire dalla scarsissima offerta di servizi educativi per l’infanzia.

Questo il quadro che emerge dall’analisi di Save the Children diffuso in occasione della Festa della mamma e dal titolo “Le Equilibriste: la maternità in Italia”. La ricerca include l’Indice delle Madri che identifica le Regioni in cui è più o meno facile essere madri, elaborato dall’ISTAT per Save the Children.

 

Dalla ricerca emergono notevoli differenze tra regioni del Nord, sempre più virtuose a parte poche eccezioni, e quelle del Sud, troppo spesso carenti di servizi e di sostegno alla maternità. In linea di massima, però, la ricerca sottolinea un peggioramento generale dell’Italia per quanto riguarda l’accoglienza dei nuovi nati e il sostegno alle loro mamme. 

 

La classifica delle mamme "più fortunate l'Italia"

 

  1. la Province autonoma di Bolzano
  2. e di Trento
  3. Valle D’Aosta 
  4. Emilia-Romagna
  5. Friuli-Venezia Giulia
  6. Piemonte

Bolzano e Trento non solo conservano negli anni il primato, ma registrano miglioramenti. L’Emilia-Romagna passa invece da una prima posizione nel 2008 ad una quarta nel 2018. Il fanalino di coda è della Campania, che risulta la peggiore regione a misura di mamma e perde due posizioni rispetto al 2008, preceduta da Sicilia (20° posto), Calabria (che pur attestandosi al 19° posto guadagna due posizioni rispetto al 2008), Puglia (18°) e Basilicata (17°).

 

“L’indice sulla condizione delle madri che presentiamo grazie alla collaborazione con ISTAT non deve essere solo uno strumento di analisi, ma la base di un effettivo impegno da parte delle istituzioni ad ogni livello. È inammissibile che in un Paese come il nostro, dove il numero di nuovi nati è in costante diminuzione, si riservi così poca attenzione, al di là della retorica, alla maternità e che le mamme debbano affrontare in solitudine continui ostacoli legati alla cura dei figli così come alla conciliazione della vita familiare e professionale. Sappiamo che i primi “mille giorni” dei bambini sono fondamentali per la crescita, eppure proprio in questo periodo così decisivo manca l’assunzione di responsabilità pubblica. Occorre scardinare questo circolo vizioso” dice Raffaela Milano Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.

 

Per maggiori informazioni il link della ricerca di Save the Children

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