LA STORIA

Perché si festeggia la mamma in Italia?

Di Alice Dutto
19 Aprile 2016 | Aggiornato il 07 Maggio 2018
Quest'anno la ricorrenza cade il 14 maggio, la seconda domenica di maggio. Quando e perché si celebra la festa della mamma, qual è la sua storia e quale il suo significato? Ne parliamo con Claudia Mattalucci, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell'Università degli Studi Milano-Bicocca di Milano, che ci ha anche parlato dell'evoluzione della figura materna nella nostra società
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L'INIZIO
“Si può dire che in Italia la prima festa della mamma sia stata celebrata durante il fascismo, il 24 dicembre 1933. La 'Giornata della madre e del fanciullo', che cadeva la vigilia di Natale, era espressione della politica natalista del regime”.

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NEL FASCISMO
“Nel 1925 venne istituita l’'Opera nazionale per la protezione della maternità e infanzia' che aveva lo scopo di favorire la crescita demografica, combattere la mortalità infantile, conservare e migliorare la 'stirpe', ecc. Per il regime fascista, la difesa della maternità e dell’infanzia, che prima era affidata a opere religiose o private, era una questione d’interesse nazionale”.

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LA GIORNATA DELLA MADRE E DEL FANCIULLO
“La 'Giornata della madre e del fanciullo' era l’occasione per premiare le mamme più prolifiche d'Italia. La sua coincidenza con il Natale, ovviamente, non era casuale. Il valore sociale e patriottico della maternità andava a sovrapporsi a quello religioso e cristiano”.

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ANNI '50
“Ma è stato nella seconda metà degli anni Cinquanta che la 'Festa della mamma', così come la conosciamo, ha iniziato a essere celebrata. Da allora cade la seconda domenica del mese di maggio, un mese che, per il calendario cristiano, è dedicato a Maria”.

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FESTA LAICA
“La Festa della mamma, tuttavia, è una celebrazione laica. È l’occasione in cui le madri ricevono doni dai loro figli o dai loro partner: disegni, biglietti o lavoretti che i bambini realizzano a scuola ma anche fiori, dolci o regali più importanti che producono un notevole giro d’affari. Oggi, d’altra parte, i consumi rappresentano uno dei canali principali attraverso cui le persone manifestano amore”.

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PUBBLICO/PRIVATO
“Mentre la 'Giornata della madre e del fanciullo' era una festività pubblica, istituita per celebrare le madri d’Italia e la loro fecondità, oggi la celebrazione di questa ricorrenza è un fatto privato: si festeggia una mamma nella sua singolarità”.

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LA MATERNITÀ OGGI
“Dalla seconda metà degli anni Cinquanta a oggi i significati e le esperienze della maternità sono mutati. Si è ridotto il numero di figli per donna, che è passato dai 2,33 della seconda metà degli anni Cinquanta all’1,35 attuale, passando per un picco massimo di 2,70 nel 1964 e uno minimo di 1,19 nel 1995”.

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I FIGLI
“Oggi si fanno meno figli. Si fanno più tardi. I figli non nascono più come naturale conseguenza del matrimonio e/o di una sessualità attiva ma perché le coppie scelgono di diventare genitori. La maternità, in questo senso, non è più un destino ma la realizzazione di un desiderio”.

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COSA VORREBBERO LE DONNE
“Oggi molte donne italiane hanno un solo figlio, anche se spesso ne vorrebbero almeno due. Il numero dei figli e le ragioni per cui si fanno è mutato rispetto al passato, ma anche rispetto a quanto accade in altre parti del mondo. I figli si programmano e si preparano le condizioni per farli. Ma se procrastinare o rinunciare al proprio desiderio di maternità è frutto di una scelta, spesso le donne che decidono di aspettare ad avere un figlio o che si fermano dopo il primo, sentono di non avere alternative”.

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POCHI SERVIZI
“Viviamo in un paese in cui i servizi per la prima infanzia e le scuole a tempo pieno sono insufficienti e mal distribuiti e la divisione del lavoro domestico e di cura tra uomini e donne è molto asimmetrica. Diventare madri richiede una radicale trasformazione dell’organizzazione della vita quotidiana: alcune donne smettono di lavorare fuori casa, altre riducono l’orario di lavoro remunerato per dedicare più tempo a quello familiare”.

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LA GENITORIALITÀ AL GIORNO D'OGGI
“Un ulteriore tratto distintivo della genitorialità contemporanea, è che per i genitori i figli rappresentano un veicolo di realizzazione di sé. Non era così in passato e non è così nella maggior parte delle società studiate dall’antropologia culturale dove c’è un 'dovere di discendenza': i figli sono il mezzo per continuare i lignaggi, per preservare la memoria e il culto degli antenati, per fabbricare relazioni che attraversano i confini della famiglia nucleare e spesso anche della parentela”.

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PERCHÉ SI DIVENTA GENITORI
“Nella società in cui viviamo, al contrario, i figli sono considerati l’emanazione dell’essere più intimo dei loro genitori e vengono investiti di aspettative e progetti commensurati a questa rappresentazione.

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MATERNITÀ VS PATERNITÀ
“Su un piano simbolico la maternità e la paternità non sono esperienze simmetriche. La maternità, infatti, rappresenta una elemento portante per la costruzione dell’identità femminile che non è speculare alla paternità per la costruzione dell’identità maschile. Mentre gli uomini adulti che consacrano la propria vita alla realizzazione professionale e non sono padri non sono stigmatizzati, la scelta di non maternità resta socialmente poco accettata”.

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LA FUNZIONE
“La festa della mamma, come quella del papà o la più recente festa dei nonni, sono modi per celebrare relazioni parentali che hanno un carattere sempre più intenzionale e verticale – la riduzione del numero di figli ha fatto sì che ci siano meno zii e cugini di un tempo. Il fatto che tra queste feste, quella della mamma sia forse la più sentita, ci parla della centralità simbolica e pratica che la maternità riveste rispetto agli altri ruoli parentali”.

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SFIDE FUTURE
“Credo che tra le sfide che ci attendono, una delle più importanti sia pervenire a un maggiore riconoscimento culturale, sociale e politico del valore di dare e del diritto di ricevere cura”.

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ACCUDIMENTO ED EDUCAZIONE
“Il lavoro familiare, in cui rientrano tra l’accudimento e l’educazione dei bambini ma anche l’assistenza agli anziani, non dovrebbe essere di pertinenza esclusiva di alcuni soggetti ma essere condiviso. Il lavoro domestico e di cura dovrebbe essere più facilmente conciliabile con la realizzazione di sé in altri ambiti della vita, e questo tanto per le donne quanto per gli uomini”.

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IL RUOLO DEI PADRI
“Oggi i padri partecipano più di un tempo all’educazione dei loro figli, ma spesso lo fanno privilegiando le attività ludiche o ricreative. E benché formalmente entrambi i genitori possano usufruire del congedo parentale, sono pochi i papà che ne fanno richiesta. L’accudimento resta un compito prevalentemente femminile. È, inoltre, un compito culturalmente svalutato, mentre occorrerebbe riconoscerne l’importanza sociale”.

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NON SOLO UNA FAMIGLIA
“Un’altra sfida che ci riserva il futuro è un più adeguato riconoscimento simbolico e giuridico della pluralità delle forme di famiglia e di genitorialità che di fatto esistono in Italia”.

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LE ALTERNATIVE
“L’affermarsi delle unioni libere e della filiazione fuori dal matrimonio, l’aumento delle separazioni e delle ricomposizioni familiari, ma anche la diffusione delle tecnologie riproduttive e la transnazionalizzazione delle relazioni familiari in seguito alle migrazioni e alle adozioni internazionali, hanno dato vita a nuove forme di relazionalità parentale e di domesticità che restano, in molti casi, prive di riconoscimento e sono spesso oggetto di stereotipi e di resistenze culturali”.

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ABBATTERE LE BARRIERE”
“Anche in questo caso rimettere al centro il valore di dare e il diritto di ricevere cura ci aiuterebbe ad abbattere barriere culturali, superare ritardi legislativi e migliorare la coesione sociale e la qualità della convivenza”.

L'INIZIO
“Si può dire che in Italia la prima festa della mamma sia stata celebrata durante il fascismo, il 24 dicembre 1933. La 'Giornata della madre e del fanciullo', che cadeva la vigilia di Natale, era espressione della politica natalista del regime”.
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