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Frasi, filastrocche e aforismi per il Carnevale

di Niccolò De Rosa - 22.01.2024 - Scrivici

carnevale
Fonte: Shutterstock
Non solo maschere, costumi e coriandoli, ma anche filastrocche, frasi e aforismi per il Carnevale. Buona lettura

In questo articolo

A Carnevale, si sa, ogni scherzo vale. Ma non è l'unico motto riguardante questa festa di maschere e colori.

Carnevale rappresenta una festività antica e simbolica: la parola stessa deriverebbe dal latino carnem levare, cioè togliere la carne, azione che veniva compiuta il martedì grasso (l'ultimo giorno del Carnevale), prima del periodo di digiuno della Quaresima.

I giorni in cui si festeggia di più sono il giovedì grasso e il martedì grasso: sono organizzate celebrazioni e sfilate, durante le quali costumi e maschere permettono ad adulti e bambini di mettere da parte la quotidianità e di provare ad indossare, con allegria e gioia, panni altrui.

Perfino i più illustri pensatori hanno dedicato qualche frasi ed aforismi alla celebrazione del Carnevale, trionfo della finzione e del sovvertimento della realtà. Immancabili inoltre le filastrocche che rendono ancora più allegra la più pazza delle feste del calendario!

Frasi e proverbi sul Carnevale

Ecco le frasi e i proverbi più famosi sul Carnevale.

  • A Carnevale tutto è lecito.
  • Carnevale a casa d'altri, Pasqua a casa tua, Natale in corte.
  • A Carnevale tutto il mondo è giovane, anche i vecchi.
  • A Carnevale ogni scherzo vale.
  • A Carnevale ogni scherzo vale, ma che sia uno scherzo che sa di sale.
  • La gola, il ballo e il gioco in Carnevale, vidi ogni anno a qualcuno esser fatale.
  • Amore nato a Carnevale, muore alla Quaresima.
  • Quando il padre fa Carnevale, ai figlioli tocca far Quaresima.
  • A Carnevale il povero va a zappare.
  • Se pensi sempre al male, buonanotte al Carnevale.
  • A Carnevale si conosce chi ha la gallina grassa.
  • Carnevale guarisce ogni male.
  • La Quaresima è dopo il Carnevale.
  • Natale stizzone, Carnevale solleone.
  • Non c'è Carnevale senza la luna di febbraio.
  • Semel in anno licet insanire. ("Una volta all'anno è possibile esagerare")
  • A Carnevale tutto il mondo è bello, anche i brutti.

Aforismi d'autore sul Carnevale

  • A Carnevale tutto il mondo è giovane, anche i vecchi. A carnevale tutto il mondo è bello, anche i brutti. (Nicolaï Evreïnov, drammaturgo)
  • Durante il Carnevale, l'uomo mette sulla propria maschera una maschera di cartone. (Xavier Forneret, poeta)
  • Chi non ride mai non è una persona seria. (Charlie Chaplin, attore)
  • Tutti i bambini giocano a mettersi le scarpe del padre e della madre. Per essere «loro». Per essere più alti. Ma anche, più semplicemente, per essere «altri». Il gioco del travestimento, a parte la sua importanza simbolica, è sempre divertente per gli effetti grotteschi che ne nascono. È  teatro: mettersi nei panni degli altri, mettersi in una parte, inventarsi una vita, scoprire nuovi gesti. Peccato che, di regola, sia permesso ai bambini solo di carnevale mascherarsi, indossare la giacca del padre, una sottana della nonna. Ci dovrebbe sempre essere, in casa, un cestone di abiti smessi a disposizione del gioco del travestimento. (Gianni Rodari, scrittore)
  • Avete fatto caso che l'ultima domenica di Carnevale i cimiteri sono un mortorio? (Totò, attore, in Totò cerca pace, 1954)
  • Carnevale, giorno sempre triste per me che amo la quiete ed il silenzio. (Edmondo De Amicis, scrittore)
  • I Carnevali passano, certe maschere restano. (Jean-Paul Malfatti, poeta)
  • È carnevale: e molta brava gente prova gusto a mascherarsi, nelle fogge più strane: invece, io provo una voluttà indicibile nel buttar via ogni maschera d'ipocrisia sociale: e spalancare il cuore, come uno sportello. (Luigi Arnaldo Vassallo, scrittore).

Filastrocche

Il vestito di Arlecchino

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un'altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.


Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
"Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l'altro bolletta!!

(Gianni Rodari)

Il girotondo delle maschere

E' Gianduia torinese
Meneghino milanese.
Vien da Bergamo Arlecchino
Stenterello è fiorentino.
Veneziano è Panatalone,
con l'allegra Colombina.
Di Bologna Balanzone,
con il furbo Fagiolino.
Vien da Roma Rugantino:
Pur romano è Meo Patacca.
Siciliano Peppenappa,
di Verona Fracanappa
e Pulcinella napoletano.
Lieti e concordi si dan la mano;
vengon da luoghi tanto lontani,
ma son fratelli, sono italiani.

(G. Gaida)

Viva Carnevale

La stagion di Carnevale
tutto il mondo fa cambiar.
Chi sta bene e chi sta male
carneval fa rallegrar.
Chi ha denari, se li spende;
chi non ne ha, ne vuol trovar;
e s'impegna, e poi si vende
per andarsi a sollazzar.
Qua la moglie e là il marito,
ognun va dove gli par;
ognun corre a qualche invito
chi a giocar e chi a ballar.
Par che ognun di Carnevale,
a suo modo possa far,
par che ora non sia male
anche pazzo diventar.
Viva dunque il Carnevale,
che diletti ci suol dar.
Carneval che tanto vale,
che fa i cuori giubilar

(Carlo Goldoni)

Burattinaio al lavoro 

Da paese a paese egli cammina
portando la baracca sulle spalle,
da paese a paese, dalla valle
alla collina.

E quando incontra un piccolo villaggio,
egli si ferma per quei tre marmocchi,
chiama Arlecchino che straluna gli occhi
per suo vantaggio.

Chiama la Reginetta e il suo bel paggio
che si facciano ancor qualche moina,
e Brighella cuor d'oro e Colombina
rosa di maggio;

e raccattato qualche buon soldino
dal capannel che un poco si dirada,
egli continua sull'aperta strada
il suo cammino.

(Marino Moretti)

A Carnevale

A Carnevale i ragazzi si travestono
chiassosamente da pagliacci.
Lungo la strada i coriandoli
rotolavano sotto la sferza pungente
del forte vento del pomeriggio.
Un gruppo di donne sulla piazza
girava allegramente
intorno ad un asino.
I ragazzini, vedendolo imprigionato,
ragliavano per farlo ragliare.
Tutta la piazza non era che
un concerto di ragli,
di risate, di canzoni,
di tamburelli e di mortai.

(Juan Ramón Jiménez)

Il trionfo di Bacco e Arianna (o Canzona di Bacco)

Quant'è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Quest'è Bacco e Arianna,
belli, e l'un dell'altro ardenti:
perché 'l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c'è certezza.

Queste ninfe anche hanno caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo
se non gente rozze e ingrate:
ora, insieme mescolate,
suonon, canton tuttavia.

(Lorenzo il Magnifico ossia Lorenzo de' Medici)

Mascherine

Mascherine, mascherine,
per i bimbi e le bambine
son venute da lontano,
nel costume antico e strano.

Pulcinella ed Arlecchino,
Pantalone e Colombina
facce buffe, occhio ridente,
saltan tutte lietamente:
tra i bambini e le bambine,
benvenute mascherine!

(Gina Vaj Pedotti)

Carnevale vecchio e pazzo

Carnevale vecchio e pazzo
s'è venduto il materasso
per comprare pane, vino,
tarallucci e cotechino.

E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.

Beve, beve all'improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.

Così muore il Carnevale
e gli fanno il funerale:
dalla polvere era nato
e di polvere è tornato.

(Gabriele D'Annunzio)

La filastrocca di RE CARNEVALE da Focus Pico
"Oggi si festeggia il re Carnevale
e sfilano le maschere lungo il viale.
Sul carro dorato avanza il sovrano
con la corona in testa, lo scettro nella mano.
Intorno risa e balli, profumo di frittelle,
terrificanti mostri e belle damigelle,
eroi superpotenti, fantocci giganti,
coriandoli a pioggia e stelle filanti."

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